GERANIO

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    I fiori... I fiori, sono le creature più dolci che Dio abbia mai fatto
    e alle quali si sia dimenticato di infondere un'anima.
    H.W. Beecher


    IL GERANIO


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    Il geranio è originario dell'Asia Minore, della Nuova Zelanda e dell'Australia, dove il clima è subtropicale, ma esso si è adattato molto bene anche al nostro clima mediterraneo.
    Il Geranio adorna balconi e terrazzi a partire dalla tarda primavera e durante tutta l’estate. Il Geranio è una pianta originaria dell’Asia Minore e dell’Australia e fu importato in Europa intorno al XVII secolo. Non venne apprezzato subito, ma solo dopo alcuni anni dalla sua importazione. Fu soprattutto nell’epoca vittoriana che in Inghilterra il Geranio diventò una pianta molto amata soprattutto dalle persone aristocratiche che lo utilizzavano per adornare i giardini e i terrazzi delle loro ville. Anche nel resto d’Europa il Geranio iniziò ad essere molto amato, ma la sua notorietà durò poco, perchè, sempre nell’800, si iniziò anche a considerarlo un fiore povero, adatto a crescere in strada.
    La varietà più diffusa è
    Geranio Zonale..... la più diffusa.. è facilmente riconoscibile in quanto caratterizzata da portamento eretto, fusti tondi e carnosi con foglie grandi e tondeggianti, che presentano al loro interno una zona più scura, da cui deriva il nome “zonale”.
    Geranio Edera semplice.... è molto utilizzata per l’arredo di balconi e terrazze, proprio perché, anche in condizioni estreme (poca terra, esposizione a sole pieno e frequenza non ottimale delle irrigazioni), essa riesce a darci delle splendide fioriture. Il nome “edera” è da attribuire a due motivi: il primo è relativo al portamento pendente che assume la pianta; il secondo, invece, è dovuto alla somiglianza della foglia, anche se questa, nel caso del geranio, è più piccola e più tondeggiante. Le colorazioni classiche sono il rosso, il rosa ed il lilla; ultimamente in commercio ci sono delle varietà che hanno il fiore bianco e bianco screziato di rosa.
    Geranio Edera doppio...Molto simile a quello semplice, sia per portamento che per esigenze, il Geranio Edera doppio è ottenuto con un incrocio tra quello edera semplice e quello zonale. A seconda della varietà, si possono trovare piante più simili a una o all’altra specie. Meno vigoroso dell’edera semplice, il G. Edera doppio presenta fiori doppi con una gamma di colori veramente vasta; le foglie sono più carnose e presentano delle zone più scure come lo zonale.
    Geranio Imperiale.. si sviluppa soprattutto in altezza e presenta un portamento eretto, una grande quantità di foglie (molto fitte) ed una fioritura abbondante. I fiori sono molto grossi ed il loro colore varia dal bianco al viola; il fiore è, inoltre, screziato e presenta molte sfumature.
    Geranio Odoroso.... si contraddistinguono per il profumo che emanano; il portamento, che generalmente è eretto, non è però compatto come nello zonale. La colorazione della foglia dipende dal tipo di varietà. La fioritura è meno generosa rispetto alle altre specie.
    La caratteristica di questo gruppo è l'odore intenso sprigionato dalle foglie. La superficie di queste è infatti ricoperta da una miriade di peli, alla base dei quali si trovano delle piccole ghiandole contenenti gli oli essenziali che danno profumo alla pianta. Molti gerani odorosi sono delle specie botaniche, cioè piante da sempre esistenti in natura. Altri gerani odorosi sono invece ibridi creati dall'uomo. Nei mesi caldi il suo profumo, oltre a rendere piacevole l'ambiente, si rivelerà un sistema efficace per tenere lontano le fastidiosissime zanzare... le foglie di geranio sono un rimedio ideale per prevenire l'infiammazione, basta solo applicarle sulla parte interessata


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    Dobbiamo considerare le piante, non semplici macchie di colore,
    ma vecchie amiche sulla cui venuta possiamo sempre contare, e che,
    tornando di stagione in stagione, riportano con loro i ricordi piacevoli degli anni passati
    Henry Brigth


    ......nella storia.......


    La caratteristica che accomuna tutti questi generi è il tipico frutto allungato (uno schizocarpo con cinque singoli loculi, detti pericarpi, contenenti ognuno un seme) che ricorda la testa di un uccello. Proprio dalla forma del frutto derivano i nomi, mutuati dal greco, di alcuni di questi generi: Pelargonium da pelargos, che significa cicogna, Geranium da geranos, che significa gru, Erodium da erodos, che significa airone....Il nome deriva dalla commedia di Aristofane "gli uccelli", una giocosa e celebre opera rappresentata per la prima volta ad Atene nel 414 a.C. Aristofane chiamò Geranion una piccola gru, ed i medici dell'antica Grecia, notarono la rassomiglianza con il becco della gru, e la chiamarono Geranion....Teofrasto fu il primo botanico a descrivere due specie di Geranion, ma si trattava sempre del geranio che vive spontaneo dai Pirenei alla Grecia....Plinio il Vecchio nella sua "Naturalis Historia", descrive la piantina chiamandola correttamente Geranium...A partire dal 1600 il Capo di Buona Speranza rappresentò un approdo per i vascelli che facevano rotta verso l'estremo oriente; qui ci si riforniva di acqua potabile e di tutto ciò che era necessario al lungo viaggio. Spesso l'equipaggio comprendeva naturalisti incaricati di compiere esplorazioni scientifiche e raccogliere esemplari botanici e zoologici, che venivano poi inviati ai musei e giardini botanici europei. Nel 1802 la Colonia del Capo diventò inglese e da quel momento giunsero in Gran Bretagna un gran numero di esemplari, ormai molto richiesti anche grazie al ricorso della coltivazione in ambiente protetto e al perfezionamento delle tecniche di ibridazione, che permisero di ottenere numerose nuove varietà. I pelargoni raggiunsero l'apice del successo nell'epoca vittoriana e la loro popolarità perdurò fino all'inizio della prima guerra mondiale, quando, in Inghilterra, fu proibita la coltivazione delle piante ornamentali in serra. Anche nel resto dell'Europa ci si interessò a queste piante, in particolare in Francia, dove furono introdotte numerose varietà da Lemoine e Bruant, e in Germania grazie all'opera di Burger e Faiss. I pelargoni, oltre ad essere ancora oggi popolarissime piante ornamentali, hanno anche altri impieghi: P. radens, P. graveolens, P. capitatum e P. odoratissimun sono usati per la produzione di olii essenziali (geraniolo e citronella) spesso usati in sostituzione di quelli, molto più costosi, ottenuti dalle rose, mentre sono note da tempo le proprietà curative.....

    Nell'"Istoria e coltura delle piante", di Bartolomeo Clarici, si legge:" Oltre ai suddetti Gerani, (cioè le specie spontanee dell'area mediterranea) altri che pure abbiamo dall' Africa meritano luogo nei giardini, per la bellezza del fiore". I "Gerani africani" furomno descritti ed illustrati nel 1732, nell' "Hortus Elthamensis" da Dillenius e, più o meno nello stesso periodo, uscì il "Rariorum Plantarum" di J.Burman, pubblicato ad Amsterdam nel 1738. In quest'opera a grandi tavole a colori mostravano alcuni fiori dell'emisfero australe, e viene proposta per la prima volta, la divisione dei generi Geranium e Pelargonium.
    Le prime piante di Geranio che vennero coltivate erano piante con fusto legnoso, fiori piccoli, ed abbastanza alte. Intorno al 1830 ci fu una vera rincorsa alla creazione di ibridi più adatti ad essere coltivati nelle aiuoloe e con fiori più grandi.


    Una leggenda sulla origine del geranio riguarda il profeta Maometto. Si dice che, al termine di una faticosa giornata, egli avesse lavato il suo abito stendendolo su una pianta di malva ad asciugare; i fiori orgogliosi arrossirono e non persero mai quel colore rosso.


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    I fiori sono le speranze esaudite della terra
    Pam Brown


    ....una favola....


    In un giardino, vivevano più di trecento rose dai colori più svariati. In un angolo dello stesso giardino, viveva un bellissimo geranio dal colore rosso porpora..... ignaro della propria bellezza, invidiava moltissimo le rose, in particolare “una rosa gialla”. La rosa gialla era ben in vista nel giardino, per l’esattezza si trovava nei pressi del cancello d’ingresso, ogni persona che vi entrava poteva ammirarne la bellezza e la fragranza. Privilegiata dalla posizione in cui si trovava riceveva costantemente complimenti ed elogi. Il geranio assisteva quotidianamente a quanto avveniva e diventava ogni giorno sempre di più rosso (rabbia). Il culmine della rabbia lo raggiunse quando: in visita nel giardino, entrò il personaggio più illustre della zona e immancabilmente fece i suoi apprezzamenti alla rosa gialla. Era troppo! Il geranio decise che sarebbe diventato una rosa a costo di rimetterci la vita stessa. Per prima cosa cercò di farsi crescere le spine, riuscì nell’intento, ma la sua rabbia non diminuì anzi, divenne ancora più forte quando sentì un commento che lo riguardava :”Che strano geranio, sembra malato, hai visto che ha le spine?”. Il geranio intensificò ancora il suo minuzioso lavoro e trasformò anche le foglie rendendole una perfetta imitazione. La rosa, maestosa e bellissima ogni tanto guardava divertita il povero geranio intento in una fatica mostruosa per modificare se stesso, ma senza mai interferire, impegnata ad essere solamente se stessa. Il geranio, visti i risultati ottenuti dalla trasformazione, si sentì incoraggiato a proseguire nel proprio intento e sempre più diceva a se stesso: ”Voglio diventare una rosa!”. Ormai lo sforzo finale era il fiore! Lavorò duramente giorno e notte e alla fine, una mattina di maggio si ritrovò con le sembianze di una rosa, non era gialla, ma andava bene lo stesso. Da quel momento incominciò a sentirsi bellissimo, il suo pensare era sempre da geranio, ma l’apparenza era da rosa!
    Nel giardino:” Guarda che bella rosa rossa! Che strano però, dal profumo si direbbe un geranio!”.
    “Già!” Pensò il geranio :”Col profumo non ce la farò mai!” e per la rabbia questa volta diventò giallo! Con stupore e sorpresa si ritrovò ad essere una perfetta rosa gialla, l’unico difetto era nel profumo, nella fragranza. Costantemente osservava la vera rosa e ne imitava i movimenti e le espressioni, quando il vento soffiava lui cercava di muoversi come la rosa. Ma la vera rosa era sempre più serena e rilassata mentre lui era costantemente in tensione, sempre con la paura di essere smascherato o di perdere quello che aveva ottenuto.
    Passarono i giorni e gli anni e il geranio ormai non c’era più, al suo posto; una rosa gialla troneggiava con altezzosa bellezza. Persino lui stentava a ricordarsi che la sua vera essenza era da geranio, ormai la maschera era perfetta!
    Avvenne un fatto curioso, improvvisamente, il padrone del giardino incominciò ad accusare strani sintomi. Così andò dal medico, il quale sospettando un’allergia gli consigliò di far venire un luminare della medicina a fargli visita in casa sua. Il luminare venne ed ispezionò tutta la casa per scovare a cosa potesse essere allergico il suo paziente, non trovò nulla di particolarmente convincente e decise di pensarci un po’ su, ma mentre stava uscendo dal giardino e il proprietario lo accompagnava, si accorse che i sintomi peggioravano, guardandosi intorno notò la moltitudine di rose e ne convenne che; l’allergia di cui soffriva il suo paziente era dovuta alle rose! La diagnosi fu fatta, il paziente era contento di aver trovato la causa dei suoi mali, il luminare era soddisfatto per essere stato così bravo nel trovarla! Giunti a questa conclusione, il proprietario del giardino chiamò subito i giardinieri e diede ordine che entro il giorno successivo tutte le rose dovevano essere estirpate. Il geranio come potete ben immaginare, incominciò a tremare, avrebbe voluto urlare:”Sono un geranioooooo!!!! No, una rosa!” poi incominciò a sudare freddo cercando di ritornare ad essere un geranio, ma a nulla servirono gli sforzi, ormai non si ricordava più i passaggi, non sapeva come ritornare ad essere se stesso! Ci provò e riprovò, ma alla fine anche lui venne estirpato. Il giardino venne allestito di nuovo, questa volta però al posto della moltitudine di rose; una moltitudine di gerani dai più svariati colori.


    La natura e l’uomo fanno a gara nel crearli
    e la prima vince e stravince col Pelargonium bowkeri,
    dai petali sfrangiati che "battono le ciglia" al vento..


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    IL GERANIO in cucina

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    Parlando di geranio, si pensa subito ai fiori che decorano tanti balconi, e l'idea di inserirli in cucina risulta davvero peregrina. Ma di tutt'altra pianta si tratta: il geranio odoroso, infatti, ha foglie profumate utilizzate anche per l'estrazione di un olio essenziale, e fiori poco significativi.
    Proviene dal Sudafrica ed è arrivato in Europa solo nel XVII secolo, ma restò praticamente ignorato fino al XIX, quando fu scoperto dall'industria cosmetica per le sue proprietà aromatiche. Iniziò così a essere coltivato in Francia, in Spagna e in Inghilterra.
    Ci sono parecchie specie e varietà di geranio odoroso, ognuna con un suo aroma tipico, e un vivaio molto fornito può consigliare bene sui diversi tipi. Di fatto non c'è che l'imbarazzo della scelta: si passa da un geranio con un gradevole profumo di rosa, utile per aromatizzare lo zucchero a velo (basta aggiungere qualche foglia, pulita e asciutta, da togliere dopo qualche ora) a uno che sa di pinolo e noce moscata, adatto per aromatizzare piatti di carne o dolci.
    Ideali per le torte anche le foglie che odorano di arancio e mela, mentre quelle all'aroma di rosa e menta si rivelano particolarmente gradevoli infuse nel tè. Ma anche soltanto sfregare una foglia per assaporarne il profumo è un piccolo piacere da non sottovalutare.

    (taccuinistorici.it)
     
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2 replies since 15/6/2011, 14:59
 
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