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Fiorentina

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view post Posted on 9/1/2013, 19:45 Quote
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ACF Fiorentina
Calcio 25px-Football_pictogram.svg


140px-Stemma_Ufficiale_ACF_Fiorentina

Viola, Gigliati

Segni distintivi

Uniformi di gara


fiorentina-maglie-joma
Casa Trasferta Terza divisa

Colori sociali 20px-600px_Viola_con_giglio_Rosso_su_sfondo_Bianco Viola
Simboli Giglio di Firenze

Inno La canzone viola
Marcello Manni (1930)
riedita da Narciso Parigi (1965)



Dati societari

Città 20px-FlorenceCoA.svg Firenze
Paese 19px-Flag_of_Italy.svg Italia

Confederazione UEFA

Federazione FIGC

Campionato Serie A

Fondazione 1926

Rifondazione 2002

Proprietario Andrea Della Valle

Presidente Mario Cognigni

Allenatore Vincenzo Montella

Stadio Artemio Franchi
(46.389 posti)
Sito web it.violachannel.tv

Palmarès



20px-Scudetto.svgScudetti 2

Titoli nazionali 3 Campionati di Serie B

Trofei nazionali

20px-Coccarda_Coppa_Italia.svg 6 Coppe Italia

20px-Supercoppaitaliana 1 Supercoppe italiane

Trofei internazionali
20px-Coppacoppe 1 Coppe delle Coppe
1 Coppa Grasshoppers
1 Mitropa Cup
1 Coppa di Lega Italo-Inglese

30px-Soccerball_current_event.svgStagione in corso


L'ACF Fiorentina (Associazione Calcio Firenze nel 1926, Associazione Calcio Fiorentina nel 1927 e Florentia Viola nel 2002), più comunemente nota come Fiorentina, è la principale società calcistica di Firenze, fondata il 26 agosto 1926 grazie al marchese Luigi Ridolfi Vay da Verrazzano. Dal 2002, il club è di proprietà di Diego e Andrea Della Valle.
Nel corso della sua storia, è stata per due volte campione d'Italia, nel 1955-1956 e nel 1968-1969. Ha vinto inoltre sei Coppe Italia e una Supercoppa italiana. In ambito internazionale, la Fiorentina è stata la prima squadra italiana a vincere una competizione UEFA, la Coppa delle Coppe nel 1960-1961, e una delle dodici squadre europee che hanno disputato le finali di tutte le tre principali competizioni gestite dall'UEFA: la Coppa dei Campioni (nel 1956-1957, prima squadra italiana a raggiungere la finale nella massima competizione continentale), la Coppa delle Coppe (nel 1960-1961 e nel 1961-1962) e la Coppa UEFA (nel 1989-1990).
Il colore sociale è il viola, scelta cromatica voluta espressamente dallo stesso Ridolfi nel 1929; altri segni distintivi della società sono la Canzone viola, inno ufficiale composto da Marcello Manni e reinterpretato ed arrangiato nel 1965 da Narciso Parigi, e lo stemma, caratterizzato da un giglio rosso su sfondo bianco, simbolo della città toscana. Dal 1931, disputa i propri incontri casalinghi nello Stadio Artemio Franchi.

Storia

Dalle origini al secondo dopoguerra


800px-Fiorentina_1929
La Fiorentina per la prima volta in maglia viola, nel 1929.



Il 29 agosto 1926, con la fusione tra la Palestra Ginnastica Fiorentina Libertas e il Club Sportivo Firenze, venne fondata l'Associazione Calcio Firenze, denominata Associazione Calcio Fiorentina l'anno successivo; il primo incontro ufficiale, valevole per il campionato di Prima Divisione 1926-1927 si tenne nello stadio di via Bellini il 3 ottobre 1926 contro il Pisa. La prima maglia ufficiale era inquartata bianca e rossa, colori sociali di Firenze e dei club da cui è originata la Fiorentina.
Dopo la promozione a tavolino del 1927-1928, per la volontà da parte della Federcalcio di creare un campionato a girone unico, e l'incorporazione nel club della società G.S. Itala Firenze, i Gigliati disputarono la prima loro stagione nella massima serie, la Divisione Nazionale, terminata all'ultimo posto in classifica; nonostante il regolamento prevedesse per loro la Prima Divisione, vennero ripescati e inseriti in Serie B. Nel 1929, in una amichevole con la Roma, la squadra toscana indossò per la prima volta maglie di colore viola, per volontà del marchese Luigi Ridolfi Vay da Verrazzano, primo presidente della Fiorentina. I Viola vinsero il campionato 1930-1931, ottenendo così la promozione in Serie A.

Coppa_Italia_1939-40
La premiazione della Coppa Italia '39-'40, primo trofeo vinto dai Viola.



Nel 1931, con la partita contro l'Admira Vienna, venne inaugurato lo Stadio Giovanni Berta, futuro "Artemio Franchi". L'esordio in Serie A avvenne il 20 settembre 1931, con un pareggio per 1-1 contro il Milan; la prima stagione viola nella nuova struttura terminò al quarto posto, con 25 reti di Petrone, capocannoniere del torneo. Anche gli anni successivi videro la Fiorentina stazionare nelle zone alte della classifica; il terzo posto del 1934-1935, in un campionato che li vide lottare per il titolo fino alla fine, consentì ai Viola di partecipare per la prima volta alle competizioni europee. L'esordio in campo continentale avvenne il 16 giugno 1935 a Budapest, con l'incontro di Mitropa Cup Fiorentina-Újpest, vinto dal club fiorentino per 2 a 0.
Dalla stagione 1935-1936, i Gigliati ebbero un calo da un punto di vista dei risultati, arrivando alla retrocessione nel 1937-1938; tuttavia, con il primo posto nella successiva stagione di Serie B, ritornarono subito in Serie A. Nel 1939-1940, la Fiorentina conquistò il primo trofeo della sua storia, la Coppa Italia, vincendo in finale contro il Genoa 1-0. Nel 1943, dopo un terzo posto nel 1940-1941 e alcune stagioni che videro la squadra concludere in posizioni di centro classifica, il campionato venne sospeso per cause belliche.
Gli anni cinquanta e sessanta

Fiorentina_Campione_d%27Italia_1955-56
La Fiorentina campione d'Italia 1955-1956.



Alla fine del conflitto, la Fiorentina partecipò al Campionato Misto Bassa Italia. Con il ripristino della Serie A, nel 1946-1947 la Fiorentina riuscì a salvarsi nelle ultime giornate, cominciando una crescita progressiva in termini di risultati, che le consentirono di ritornare nelle posizioni più alte della classifica italiana; arrivò infatti quarta nel 1951-1952 e terza nel 1953-1954. La definitiva consacrazione dei Viola di Befani avvenne nella stagione 1955-1956, quando, allenati da Bernardini, vinsero il loro primo scudetto, con cinque giornate di anticipo. I titolari di quella squadra erano Sarti, Magnini, Cervato, Chiappella, Rosetta, Segato, Julinho, Montuori, Virgili, Gratton e Prini. La vittoria della Serie A consentì ai Viola di partecipare alla Coppa dei Campioni, dove i Gigliati arrivarono in finale, prima squadra italiana nella storia del torneo, il 30 maggio 1957 al Santiago Bernabéu, venendo battuti dal Real Madrid per 2-0. L' 8 maggio 1957 vince la Coppa Grasshoppers.
Dalla stagione 1956-1957, la Fiorentina si classificò per quattro volte consecutive al secondo posto, arrivando inoltre due volte in finale di Coppa Italia, sconfitta nel 1958 dalla Lazio per 1-0 e nel 1959-1960 dalla Juventus per 3-2. Nella 1960-1961, il club, guidato da Nándor Hidegkuti, vinse la coppa nazionale, superando la Lazio 2-0, la Coppa delle Alpi (come nazione) e la Coppa delle Coppe, battendo nella doppia finale i Rangers Glasgow; con questa vittoria, divenne la prima squadra italiana a vincere un trofeo internazionale. I Gigliati arrivarono in finale di quest'ultima competizione anche l'anno successivo, venendo battuti dal Atlético Madrid per 3 a 0 nella ripetizione dell'incontro.

Fiorentina-Rangers-Glasgow-1961
I festeggiamenti per la vittoria della Coppa delle Coppe 1960-1961.



Per tutti gli anni sessanta, considerati il decennio d'oro della storia viola, la Fiorentina stazionò nelle prime posizioni della Serie A, in particolare tra il terzo e il sesto posto. Raggiunse la finale della Coppa Mitropa 1965, sconfitta 1 a 0 dal Budapesti Vasas; vinse però questo trofeo la stagione seguente, battendo in finale il 19 giugno gli sloveni del Jednota Trenčín per 1-0, con rete di Brugnera. Nella stessa stagione, la squadra gigliata vinse anche la sua terza Coppa Italia, vincendo contro il Catanzaro 2-1. Dopo quattro quarti posti e un quinto posto tra il 1963 e il 1968, nella stagione 1968-1969 i Viola conquistarono il loro secondo titolo nazionale, davanti a Cagliari e Milan, con in panchina l'argentino Pesaola. Formata da molte giovani promesse, per cui venne chiamata "Fiorentina Ye-Ye", la formazione viola comprendeva Superchi, Brizi, Ferrante, Rogora, Mancin, De Sisti, Esposito, Rizzo, Merlo, Maraschi e Amarildo, con Chiarugi spesso impiegato a partita in corso.
Gli anni settanta e ottanta
I primi anni settanta videro la Fiorentina in un calo da un punto di vista dei risultati rispetto al decennio precedente; nel campionato 1970-1971 rischiò la retrocessione in Serie B, salvandosi solo per differenza reti. Nelle stagioni successive tornò ai vertici della classifica, lottando nuovamente per il titolo nel 1971-1972; in campo europeo, partecipò alla finale della Coppa Mitropa 1971-1972, venendo sconfitta dal Čelik Zenica, e del Torneo Anglo-Italiano 1973, battuta dal Newcastle 2-1.

787px-Fiorentina_1981-82
La Fiorentina nella stagione 1981-1982.



Tra le stagioni 1974-1975 e 1975-1976, i Gigliati tornarono a vincere; conquistarono la loro quarta Coppa Italia nel 1975, sconfiggendo il Milan 3-2 e la Coppa di Lega Italo-Inglese, battendo il West Ham. Dopo il terzo posto della Serie A 1976-1977, la Fiorentina rischiò la retrocessione nel 1977-1978, rimanendo nuovamente nella massima serie per differenza reti.
Negli anni ottanta subentrarono alla presidenza della società i Pontello, che attuarono alcune scelte contestate dai tifosi, come il cambio dell'inno e del giglio. Dopo alcuni buoni campionati, nel 1981-1982 i Viola, con giocatori come Galli, Antognoni, Massaro, Bertoni e Graziani, contesero fino all'ultima giornata, caratterizzata da alcuni episodi dubbi, lo scudetto alla Juventus. Nelle stagioni successive, il rendimento dei Viola fu sempre alto, piazzandosi spesso nelle prime posizioni e arrivando per due anni consecutivi in semifinale di Coppa Italia, nel 1984-1985 e nel 1985-1986.
Dalla stagione 1986-1987 cominciò un progressivo declino della squadra; il miglior piazzamento di questi anni fu un settimo posto nel 1988-1989, che permise alla Fiorentina, dopo uno spareggio con la Roma, di partecipare alla Coppa UEFA dell'anno successivo, torneo concluso in finale, battuta nel computo del doppio confronto dalla Juventus (and. 3-1 rit. 0-0).

Dagli anni novanta all'era Della Valle


Nel 1990, dopo notevoli polemiche per la cessione di Baggio alla Juventus, i Pontello cedettero la società a Mario Cecchi Gori. Nel 1992-1993, dopo 54 anni nella massima serie italiana, i Gigliati retrocedettero in Serie B, ottenendo tuttavia l'ammissione in Serie A dopo un anno. Il nuovo ciclo, cominciato nel 1993 con la presidenza di Vittorio Cecchi Gori, ebbe risultati altalenanti in campionato nelle stagioni successive, arrivando due volte al terzo posto, nel 1995-1996 e nel 1998-1999, vincendo la Coppa Italia 1995-1996 contro l'Atalanta e la Supercoppa italiana, superando 2-1 il Milan a San Siro, con doppietta di Batistuta. Nella stagione 1999-2000, la Fiorentina tornò in Coppa dei Campioni dopo trent'anni, uscendo nella seconda fase a gironi. La sesta coppa nazionale venne conquistata nel 2000-01, vincendo la gara di andata in trasferta contro il Parma per 1-0 e pareggiando la gara decisiva a Firenze per 1-1.; nella Coppa Italia 1998-1999 i viola disputarono un'altra finale contro il Parma, con la squadra emiliana che invece vinse il trofeo in quell'occasione dopo due risultati di parità (1-1 al Tardini all'andata e 2-2 al Franchi al ritorno) in virtù del maggior numero di goal segnati in trasferta a parità di reti nell'arco dei 180 minuti.

Prandelli_a_Italia_vs_Slovenia
Cesare Prandelli, allenatore dei Viola dal 2005 al 2010.



Nell'estate 2001, il tribunale civile di Firenze avviò una procedura di fallimento a carico della Fiorentina, che, nonostante le cessioni dei giocatori più illustri come Batistuta, Rui Costa e Toldo, versava in una grave crisi di bilancio. In questa difficile situazione finanziaria, nel 2001-2002 la Fiorentina arrivò penultima e retrocedette nel campionato cadetto. A causa dei mancati pagamenti degli stipendi di calciatori e dell'impossibilità di sostenere gli sforzi economici relativi alla partecipazione al campionato, la società non poté iscriversi alla Serie B e venne in seguito dichiarata fallita.
Il 1 agosto 2002 venne fondata la Fiorentina 1926 Florentia da Leonardo Domenici, sindaco di Firenze; la nuova società, che venne iscritta alla Serie C2, venne acquistata da Diego Della Valle e rinominata Florentia Viola. Il campionato venne vinto dai Viola, che, in seguito al caso Catania, vennero promossi direttamente in Serie B per meriti sportivi e per bacino d'utenza; il 15 maggio 2003, Della Valle acquistò il marchio e i colori della vecchia A.C. Fiorentina. Il 19 maggio la Florentia Viola tornò ad assumere ufficialmente il suo vecchio nome, diventando ACF Fiorentina.
La stagione 2003-2004 vide la Fiorentina tornare in Serie A, dopo il sesto posto in campionato e lo spareggio contro il Perugia. Dopo una salvezza ottenuta all'ultima giornata nel 2004-2005, i Viola furono coinvolti in Calciopoli, che li penalizzò sia nella stagione 2005-2006, estromettendoli dalle coppe europee, sia in quella successiva, che, nonostante i 15 punti di penalizzazione, li vide qualificarsi alla Coppa UEFA 2007-2008, poi conclusasi per i gigliati in semifinale dopo aver ceduto ai calci di rigore contro i Rangers Glasgow. Nelle successive stagioni, guidata da Prandelli, ottenne per due volte la qualificazione alla Champions League, arrivando agli ottavi di finale nel 2009-2010. Le successive due stagioni non furono esaltanti, con il nono posto nella stagione 2010-2011 e il tredicesimo in quella 2011-2012.

Cronistoria

Cronistoria dell'ACF Fiorentina S.p.A.

• 1926 - 26 agosto, fusione fra il C.S. Firenze e la P.G.F. Libertas che dà vita all'Associazione Calcistica Fiorentina.
• 1926-27 • 6ª nella Lega Nord Girone C di Prima Divisione.
• 1927-28 • 2ª nella Lega Sud Girone D di Prima Divisione. Promossa d'ufficio in Divisione Nazionale - A fine stagione incorpora la società G.S. Itala Firenze.
• 1928-29 • 16ª nel Girone B di Divisione Nazionale. Retrocessa in Serie B.
• 1929-30 • 4ª in Serie B.
• 1930-31 • 1ª in Serie B. Promossa in Serie A.
• 1931-32 • 4ª in Serie A.
• 1932-33 • 5ª in Serie A.
• 1933-34 • 6ª in Serie A.
• 1934-35 • 3ª in Serie A.
• 1935-36 • 12ª in Serie A.
• 1936-37 • 9ª in Serie A.
• 1937-38 • 16ª in Serie A. Retrocessa in Serie B.
• 1938-39 • 1ª in Serie B. Promossa in Serie A.
• 1939-40 • 13ª in Serie A.
Vincitrice della Coppa Italia (1º titolo).
• 1940-41 • 3ª in Serie A.
• 1941-42 • 9ª in Serie A.
• 1942-43 • 6ª in Serie A.
• 1943-45 • Sospensione attività sportive per cause belliche.
• 1944-1945.
Vincitrice del Campionato toscano di guerra (1° titolo).
• 1945-46 • 5ª in Serie mista A-B Centro-Sud di Divisione Nazionale.
• 1946-47 • 17ª in Serie A.
• 1947-48 • 7ª in Serie A.
• 1948-49 • 8ª in Serie A.
• 1949-50 • 5ª in Serie A.
• 1950-51 • 5ª in Serie A.
• 1951-52 • 4ª in Serie A.
• 1952-53 • 7ª in Serie A.
• 1953-54 • 3ª in Serie A.
• 1954-55 • 5ª in Serie A.
• 1955-56 • Campione d'Italia (1º titolo). • 1956-57 • 2ª in Serie A.
Finalista di Coppa dei Campioni.
Vincitrice della Coppa Grasshoppers (1º titolo).
• 1957-58 • 2ª in Serie A.
Finalista di Coppa Italia.
• 1958-59 • 2ª in Serie A.
Vincitrice della Coppa dell'Amicizia italo-francese
(1°titolo) (come nazione).
• 1959-60 • 2ª in Serie A.
Finalista di Coppa Italia.
Vincitrice della Coppa dell'Amicizia italo-francese
(2°titolo) (come nazione).
• 1960-61 • 7ª in Serie A.
Vincitrice della Coppa Italia (2º titolo).
Vincitrice della Coppa delle Coppe (1º titolo).
Vincitrice della Coppa delle Alpi (1º titolo) (come nazione).
• 1961-62 • 3ª in Serie A.
Finalista di Coppa delle Coppe.
• 1962-63 • 6ª in Serie A.
• 1963-64 • 4ª in Serie A.
• 1964-65 • 4ª in Serie A.
• 1965-66 • 4ª in Serie A.
Vincitrice della Coppa Italia (3º titolo).
Vincitrice della Coppa Mitropa (1º titolo).
• 1966-67 • 5ª in Serie A.
• 1967-68 • 4ª in Serie A.
• 1968-69 • Campione d'Italia (2º titolo).
• 1969-70 • 5ª in Serie A.
• 1970-71 • 12ª in Serie A.
• 1971-72 • 5ª in Serie A.
• 1972-73 • 4ª in Serie A.
• 1973-74 • 6ª in Serie A.
• 1974-75 • 8ª in Serie A.
Vincitrice della Coppa Italia (4º titolo).
• 1975-76 • 9ª in Serie A.
Vincitrice della Coppa di Lega Italo-Inglese (1º titolo).
• 1976-77 • 3ª in Serie A.
• 1977-78 • 13ª in Serie A.
• 1978-79 • 7ª in Serie A.
• 1979-80 • 6ª in Serie A.
• 1980-81 • 5ª in Serie A.
• 1981-82 • 2ª in Serie A.
• 1982-83 • 5ª in Serie A.
• 1983-84 • 3ª in Serie A.
• 1984-85 • 9ª in Serie A.
• 1985-86 • 4ª in Serie A.
• 1986-87 • 9ª in Serie A.
• 1987-88 • 8ª in Serie A.
• 1988-89 • 7ª in Serie A.
• 1989-90 • 12ª in Serie A.
Finalista di Coppa UEFA.
• 1990-91 • 12ª in Serie A.
• 1991-92 • 12ª in Serie A.
• 1992-93 • 15ª in Serie A. Retrocessa in Serie B.
• 1993-94 • 1ª in Serie B. Promossa in Serie A.
• 1994-95 • 10ª in Serie A.
• 1995-96 • 3ª in Serie A.
Vincitrice della Coppa Italia (5º titolo).
• 1996-97 • 9ª in Serie A.
Vincitrice della Supercoppa italiana (1º titolo).
• 1997-98 • 5ª in Serie A.
• 1998-99 • 3ª in Serie A.
Finalista di Coppa Italia.
• 1999-00 • 7ª in Serie A.
• 2000-01 • 9ª in Serie A.
Vincitrice della Coppa Italia (6º titolo).
• 2001-02 • 17ª in Serie A. Retrocessa in Serie B.
• 2002 - Fallimento della società.
• 2002 - 1 agosto, la società rinasce come Florentia Viola e viene iscritta in Serie C2 per meriti sportivi.
• 2002-03 • 1ª nel Girone B di Serie C2. Promossa d'ufficio in Serie B per meriti sportivi col nome di ACF Fiorentina S.p.A..
• 2003-04 • 6ª in Serie B. Promossa in Serie A.
• 2004-05 • 16ª in Serie A.
• 2005-06 • 9ª in Serie A (declassata da parte del CAF dal 4º posto per illecito nello scandalo di Calciopoli).
• 2006-07 • 6ª in Serie A per penalizzazione inflitta dalla CAF.
• 2007-08 • 4ª in Serie A.
• 2008-09 • 4ª in Serie A.
• 2009-10 • 11ª in Serie A.
• 2010-11 • 9ª in Serie A.
• 2011-12 • 13ª in Serie A.
• 2012-13 • Stagione in corso.


Colori e simboli

Colori


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La divisa storica della Fiorentina



La Fiorentina indossa generalmente una divisa di colore viola, spesso erroneamente associato anche alla città di Firenze, che invece ha nel suo simbolo il bianco e il rosso, utilizzati dalla squadra fiorentina agli inizi della sua storia, come simbolo della fusione tra il Club Sportivo Firenze e la Palestra Ginnastica Fiorentina Libertas. Questi colori vennero usati fino al 22 settembre 1929, quando, in un'amichevole disputata contro la Roma, la Fiorentina indossò per la prima volta la maglia viola con il giglio rosso sul petto. Secondo la tradizione, questo sarebbe il risultato di un lavaggio errato delle maglie bianco-rosse in un fiume; in realtà venne scelto direttamente da Luigi Ridolfi, per distinguersi dagli altri club italiani. Il colore piacque subito al pubblico e non venne più cambiato.

Antognoni
Giancarlo Antognoni in maglia viola nel 1984.


Tra gli anni trenta e gli anni settanta, la tenuta non ebbe grandi modifiche; il colore base della maglia, di produzione artigianale e generalmente in lana, fu sempre il viola, mentre i calzoncini erano di colore nero o, più comunemente, bianco. Nel 1978, durante il campionato, l'Adidas divenne il primo sponsor tecnico della società viola. Con l'entrata in società dei Pontello, la maglia mutò notevolmente, mostrando un cerchio centrale con il "giglio alabardato" e con il colletto e i polsini rossi. Nel 1986, la divisa tornò interamente viola, con i numeri di maglia gialli e il colletto a camicia.
Nel 1995-1996 la Reebok introdusse un giglio sfumato sul petto, mentre nella stagione 1997-1998, sulla maglia Fila comparvero all'altezza delle spalle delle linee dorate, sostituite da finiture bianche dal 1999 al 2002. Dopo il fallimento della società, la Florentia Viola optò per una prima maglia bianca, con tre strisce trasversali viola. Dopo l'acquisto del logotipo da parte dei Della Valle, la tenuta tornò viola, con finiture bianche con l'Adidas e oro con la Lotto, sponsor tecnico della Fiorentina dal 2005. Nel 2007, la divisa viola si è classificata 19ª nella lista delle 50 maglie più belle della storia del calcio, redatta dal quotidiano britannico The Times.
Fin dalla sua introduzione nel 1947, la Fiorentina ha generalmente indossato una maglia da trasferta bianca, a seconda delle annate più o meno decorata con inserti o bordi viola. Tuttavia nei primi anni della sua storia, quando la divisa era bianco-rossa, utilizzò una tenuta a strisce verticali di questi stessi colori, con pantaloncini e calzettoni neri. Fin dagli anni cinquanta, negli incontri in cui viola e bianco potevano confondersi con le maglie degli avversari, la Fiorentina sfoggiava occasionalmente divise alternative rosse, gialle o verdi; la prima effettiva terza maglia venne introdotta soltanto a partire dal 1996. Solitamente, da quando è stata prodotta, è di colore rosso, tuttavia vi sono state stagioni in cui questa era gialla; nel campionato 2000-2001 era invece di colore argenteo. Eccezionalmente, la maglia gialla è stata scelta come seconda divisa nel campionato 2011-2012, relegando così quella bianca al ruolo di terza.

Simboli ufficiali

Stemma

I gigli della Fiorentina


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Lo stemma di Firenze, primo simbolo della squadra viola.

140px-Florence_blason
Giglio stilizzato compreso in un rombo, usato negli anni cinquanta e sessanta.


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l giglio alabardato dei Pontello sulla maglia di Vierchowod.



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Giglio del comune senza scudo, utilizzato dalla Florentia Viola.



140px-Stemma_Ufficiale_ACF_Fiorentina
Lo scudetto adottato come logo societario dal 1993, riacquistato dai Della Valle nel 2003.



Il simbolo della Fiorentina è da sempre un giglio bottonato di colore rosso in campo bianco, principale segno distintivo di Firenze; i colori deriverebbero dallo stemma araldico di Ugo di Toscana. Se nei primi tempi si usava direttamente lo stemma comunale, col tempo questo ha subìto varie modifiche, passando dal tradizionale scudo ad un campo bianco romboidale, disegnato direttamente dal marchese Ridolfi, al "giglio alabardato" dei Pontello.
L'ultimo stemma societario venne adottato dalla dirigenza di Cecchi Gori, inserendo un giglio stilizzato fiorentino (rosso in campo bianco) all'interno di una losanga bordata d'oro; le iniziali della società (bianche e rosse su fondo viola) sono poste in uno spazio compreso fra due ulteriori filetti d'oro che partono dagli angoli opposti della losanga per congiungersi al di sotto del suo angolo inferiore. Solo nella stagione successiva al fallimento dalla Florentia Viola, quando gli fu preferito per evitare problemi legali il semplice giglio tradizionale senza contorni, questo stemma non venne utilizzato.

Inno

L'inno della Fiorentina, intitolato Canzone viola ma conosciuto anche come O Fiorentina, venne scritto nel 1930 da Marcello Manni e musicato da Marco Vinicio. I primi tifosi della squadra toscana, riuniti nell'"ordine del Marzocco", fecero stampare un volantino con il testo di questa canzone, distribuendolo al pubblico dello stadio in Via Bellini, per farlo cantare a tutti i tifosi e facendolo così divenire l'inno della Fiorentina. Narciso Parigi ne fece una cover nel 1954; alcuni anni dopo, nel 1964, la cantò nuovamente, modificandone significativamente il testo. Quest'ultima versione sostituì l'edizione originale come inno della Fiorentina e, da allora, viene eseguita al "Franchi" prima di ogni partita della squadra.
Per molti anni la Fiorentina aveva anche un "co-inno" ufficiale, chiamato Alé Fiorentina, scritto da Corsini, Gallerini, Dolcino e interpretato sempre da Narciso Parigi. Questa canzone veniva eseguita, nelle gare casalinghe, quando la squadra viola faceva il suo ingresso in campo nel secondo tempo; l'usanza del doppio inno è poi caduta in disuso. Nel 1981 la dirigenza della società viola adottò per un breve periodo un nuovo inno, La Fiorentina, che, pur essendo inno ufficiale sino al 1990, non venne mai amato dai tifosi, che continuarono a preferirgli il brano precedente.

Stadio

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Panorama interno del "Franchi".



Agli inizi della sua storia, tra il 1926 e il 1931, la Fiorentina disputava i suoi incontri interni nello stadio di via Bellini, in passato utilizzato dalla Libertas. Tra il 1930 e il 1932 venne costruito, per volontà di Luigi Ridolfi Vay da Verrazzano, un nuovo stadio, su progetto di Pier Luigi Nervi, chiamato "Stadio Giovanni Berta" e inaugurato il 13 settembre 1931 con la partita tra Fiorentina e Admira Vienna. L'opera, ricca di elementi architettonici innovativi, come la pensilina priva di sostegni intermedi, le scale elicoidali e la torre di Maratona, è ritenuta come un capolavoro dell'architettura italiana degli anni trenta. Un altro importante elemento è il terreno di gioco, il cui drenaggio è considerato tra i migliori in Europa.
Alla fine del seconda guerra mondiale, con la caduta del fascismo, il nome dello stadio venne cambiato in "Comunale"; nel corso della sua storia, fu sede di alcuni incontri calcistici dei Mondiali 1934, della XVII Olimpiade estiva e degli Europei 1968; in occasione del campionato mondiale di calcio 1990, assegnati all'Italia dal 1984, l'impianto fiorentino ha subito importanti interventi strutturali, affidati all'architetto Italo Gamberini. Dal 1993, lo stadio è intitolato ad Artemio Franchi, tra i più importanti dirigenti sportivi italiani. Di proprietà del Comune di Firenze, l'impianto ha una capienza di 46.389 posti. Con le esigenze del calcio moderno, l'impianto risulta obsoleto, con notevoli problemi di efficienza e funzionalità; per questi motivi da tempo si parla della costruzione di un nuovo stadio a Firenze nell'area di Novoli, in particolare nella zona Mercafir, di un impianto di proprietà della società viola inserito nel progetto chiamato "Cittadella Viola".

Società

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Diego Della Valle, patron della Fiorentina



Dall'agosto 2002, la società viola fu interamente di proprietà di Diego e Andrea Della Valle. Nel corso del decennio la società viola ha avuto vari cambiamenti: dal 2002 a ricoprire la carica di presidente fu Andrea Della Valle fino alle proprie dimissioni, mentre Diego Della Valle fino al 30 marzo 2010 coprì la carica di presidente onorario della Fiorentina, dal 24 settembre 2009 fino al 10 giugno 2011 la carica di presidente della Fiorentina fu vacante, con Mario Cognigni come unico vicepresidente e Andrea Della Valle ricopre il ruolo di Consigliere e Azionista di Riferimento,. Dal 10 giugno 2011 a ricoprire la carica di presidente è Mario Cognigni.. La sede sociale della Fiorentina, il cui capitale sociale è pari a 7,5 milioni di euro, si trova presso lo Stadio Artemio Franchi, in Viale Manfredo Fanti 4, Firenze; in origine la società aveva la propria sede in Via dei Saponai 1-3, spostandosi poi in Via Parioli 11 e ancora in piazza Savonarola.
L'ACF Fiorentina è uno dei membri dell'European Club Association (ECA), l'organizzazione internazionale che ha preso il posto del soppresso G-14, composta dai principali club calcistici riuniti in consorzio al fine di ottenere una tutela comune dei diritti sportivi, legali e televisivi di fronte alla FIFA e alla UEFA.

Bilancio 2011
A differenze della maggioranza delle società calcistiche, la società gigliata chiude il bilancio al 31 dicembre, con l'anno solare, e non il 30 giugno. Nel 2011 si è avuto un peggioramento del bilancio d'esercizio del conto economico, che presenta un passivo di € 32 474 084, rispetto al un saldo negativo di € 9 604 353 dell'anno precedente, con un patrimonio netto che è passato da € 83 086 098 a € 50 612 014. Il risultato negativo del bilancio d'esercizio è influenzato dal negativo rendimento sportivo della prima squadra, dalla mancata partecipazione alle coppe europee e da un sostanziale calo dei ricavi dalla vendita di biglietti e abbonamenti, mantenendo tuttavia un notevole monte ingaggi.
Analizzando lo stato patrimoniale, i crediti sono passati da € 62 905 292 a € 52 909 478, con una riduzione di circa 9 milioni di euro, mentre i debiti sono lievitati di € 12 880 454, da € 66 671 347 a € 79 551 801, di cui € 21 500 272 verso società calcistiche. Per quanto riguarda le immobilizzazioni, che sono passate da € 105 962 070 a € 97 024 179, si hanno delle immobilizzazioni immateriali, che racchiudono prezzo di acquisto dei calciatori professionisti (pari a € 67 864 682) e i lavori per il nuovo centro sportivo, pari a € 73 941 609, ridotte dell'11% rispetto al 2010, delle immobilizzazioni materiali pari a € 827 570 e immobilizzazioni finanziarie di € 22 255 000, sostanzialmente invariati dall'anno precedenti.
Analizzando invece il conto economico, si ha una riduzione del 18% del valore della produzione, che passa da € 79 854 928 a € 67 076 953; ad un aumento dei proventi dalle sponsorizzazioni, si è registrato una riduzione dei proventi pubblicitari e relativi ai diritti televisivi (pari a € 40 484 885, ridotti di circa 2 milioni), oltre che un calo nella vendita di biglietti e degli abbonamenti, passati da circa 15000 tessere a 11594 (€ 7 541 260). I costi della produzioni sono passati da 114 772 132 a 116 849 424, per un differenza tra valore e costi pari a € 49 772 471, dai € 34 917 204 del 2010. Il risultato ante-imposte è negativo per 44,08 milioni, mentre ne al 2010 era negativo per 32 milioni di euro. Per quanto riguarda i trasferimenti estivi, si sono avuti acquisti per € 46686231 e cessioni per € 24492735, con una differenza di € 22 193 496. La situazione economico finanziaria ha comportato la necessità di ricorrere al supporto della famiglia Della Valle per circa 15 milioni di euro.
Sponsor

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Antognoni con la prima maglia della Fiorentina con lo sponsor tecnico.



Cronologia degli sponsor tecnici
• fino al 1978-79: nessuno
• dal 1978-79 al 1980-81: Adidas
• dal 1981-82 al 1982-83: J.D. Farrow's
• dal 1983-84 al 1987-88: Ennerre
• dal 1988-89 al 1990-91: ABM
• dal 1991-92 al 1992-93: Lotto
• dal 1993-94 al 1994-95: Uhlsport
• dal 1995-96 al 1996-97: Reebok
• dal 1997-98 al 1999-00: Fila
• 2000-01: Diadora
• 2001-02: Mizuno
• 2002-03: Mizuno poi Garman poi Puma (ufficiale)
• dal 2003-04 al 2004-05: Adidas
• dal 2005-06 al 2011-12: Lotto
• dal 2012-13 al presente: Joma


Cronologia degli sponsor ufficiali
• fino al 1981-82: nessuno
• dal 1981-82 al 1982-83: J.D. Farrow's
• dal 1983-84 al 1985-86: Opel
• dal 1986-87 al 1988-89: Crodino
• dal 1989-90 al 1990-91: La Nazione
• 1991-92: Giocheria
• dal 1992-93 al 1993-94: 7 Up
• dal 1994-95 al 1996-97: Sammontana
• dal 1997-98 al 1998-99: Nintendo
• dal 1999-2000 al 2001-02: Toyota
• dal 2002-03 al 2003-04: Fondiaria
• dal 2004-05 al 2009-10: Toyota
• dal 2010: Save the Children
• dal 2011 al 2012-13: Mazda

Impegno nel sociale

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Roberto Baggio e Stefano Borgonovo, nel 1988-89.



La Fiorentina è attiva nel campo sociale e umanitario, soprattutto durante l'era Della Valle. Il 7 luglio 2008 venne costituita la Fondazione Fiorentina Onlus, che si impegna attivamente per la difesa dei diritti fondamentali della persona, occupandosi di bambini, di malati, oltre che occuparsi della valorizzazione del patrimonio culturale e artistico della Toscana e, in particolare, di Firenze.
La società viola ha inoltre spesso collaborato con la Fondazione Stefano Borgonovo, per la raccolta di fondi per la ricerca di una cura contro la sclerosi laterale amiotrofica (SLA), di cui è affetto l'ex-calciatore viola. A tal fine, l'8 ottobre 2008 venne giocato un incontro per beneficenza tra Fiorentina e Milan.
Per tutto il 2010, la Fiorentina ha deciso di finanziare il progetto "Every One" di Save the Children, una delle maggiori ONG, già supportata nel 2008, che presta aiuti immediati alle comunità in difficoltà e soccorso alle famiglie e ai bambini colpiti da disastri e catastrofi naturali, da conflitti e guerre.

Palmarès

Competizioni nazionali
• Campionato italiano: 2
1955-1956; 1968-1969
• Coppa Italia: 6
1939-1940; 1960-1961; 1965-1966; 1974-1975; 1995-1996; 2000-2001
• Supercoppa italiana: 1
1996
Competizioni internazionali
• Coppa Grasshoppers: 1
1952-1957
• Coppa delle Coppe: 1
1960-1961
• Coppa Mitropa: 1
1966
• Coppa di Lega Italo-Inglese: 1
1975

Presidenti e allenatori
Presidenti

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Luigi Ridolfi, primo presidente della Fiorentina.



In oltre 80 anni di storia societaria, alla guida della Fiorentina si sono avvicendati 23 presidenti, il primo dei quali fu Luigi Ridolfi Vay da Verrazzano, che ricoprì la carica per 16 anni, primato che tuttora resiste nella storia viola; in questo arco di tempo, i Viola hanno ottenuto due promozioni in Serie A, conquistando inoltre una Coppa Italia.
Sotto la dirigenza di Enrico Befani, dal 1951 al 1961 la società toscana vinse il suo primo scudetto, oltre ad una Coppa delle Coppe e una Coppa Italia, mentre Nello Baglini fu presidente della Fiorentina dal 1965 al 1971, anni nei quali venne conquistato il secondo scudetto, una Coppa Italia e una Mitropa Cup.
Tra gli imprenditori che sono stati proprietari del club si ricordano Ranieri Pontello, dal 1980 al 1990, e Mario e Vittorio Cecchi Gori, dal 1990 al 1993 il primo, dal 1993 al 2002 il secondo. Dal 24 settembre 2009, dopo le dimissioni di Andrea Della Valle, che resta comunque presidente onorario e proprietario della Fiorentina, la carica è vacante, affidata poi a Mario Cognigni dal 10 giugno 2011. Diego Della Valle è stato presidente onorario della società fino al 30 marzo 2010.

Allenatori

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Bruno Pesaola, allenatore della Fiorentina del secondo scudetto.



I Viola hanno avuto, nel corso della sua storia, 55 allenatori; il primo di questi fu l'ungherese Károly Csapkay. Molti sono stati i tecnici stranieri dei Viola; tra le loro nazionalità prevale comunque quella italiana con 34 rappresentanti, seguita dall'ungherese (9), dall'argentina e dalla svedese (2). Chiudono questa graduatoria la nazionalità austriaca, brasiliana, turca e serba, tutte con un rappresentante.
Il tecnico rimasto in carica più a lungo fu Fulvio Bernardini, che sedette sulla panchina della Fiorentina per sei anni, dalla stagione 1952-1953 al 1957-1958, vincendo un campionato nel 1955-1956. L'altro allenatore che vinse uno scudetto con i Viola fu l'italo-argentino Bruno Pesaola, che conquistò il titolo nel 1968-1969. Giuseppe Galluzzi fu il primo a vincere un trofeo sulla panchina viola, conquistando la Coppa Italia 1939-1940. Sulla panchina gigliata, nella stagione 1960-1961, nella quale furono vinte sia la Coppa delle Coppe, sia la coppa nazionale, vi era l'ungherese Nándor Hidegkuti. Nel 1965-1966, quando vennero conquistate la Coppa Mitropa e la terza Coppa Italia, l'allenatore della Fiorentina era Giuseppe Chiappella. Gli altri tecnici che vinsero un trofeo sulla panchina viola sono stati Nereo Rocco (Coppa Italia 1974-1975), Claudio Ranieri (Coppa Italia 1995-1996 e Supercoppa italiana 1996) e Roberto Mancini, subentrato a Fatih Terim (Coppa Italia 2000-2001). Tre sono gli allenatori ad aver vinto il Seminatore d'oro, Fulvio Bernardini (1955-1956), Giuseppe Chiappella (1965-1966) e Bruno Pesaola (1969-1970).
L'11 giugno 2012 viene nominato allenatore della prima squadra Vincenzo Montella, dopo aver preso il posto di Delio Rossi e Vincenzo Guerini.

Giocatori

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Kurt Hamrin (a sinistra) e Gabriel Batistuta (a destra), i due giocatori con il maggior numero di reti segnate in maglia viola, rispettivamente 211 e 206.



In 84 anni di storia, oltre 850 calciatori hanno vestito la maglia della Fiorentina, in gran parte italiani; alcuni di questi ultimi hanno anche militato nella Nazionale italiana.
Tra i calciatori italiani di rilievo che hanno militato nella Fiorentina figurano Giuliano Sarti, Giuseppe Chiappella, Francesco Rosetta, Sergio Cervato, campioni d'Italia nel 1955-1956, Enrico Albertosi, vincitore del campionato europeo di calcio 1968, Claudio Merlo, Giancarlo De Sisti e Luciano Chiarugi, campioni d'Italia nel 1968-1969, Giancarlo Antognoni, considerato il calciatore-simbolo della Fiorentina, Roberto Baggio, Pallone d'oro nel 1993, Francesco Toldo, portiere della nazionale italiana ad Euro 2000, e Luca Toni, titolare nel campionato mondiale di calcio 2006 e Scarpa d'oro 2006.
Tra i giocatori non italiani ad aver vestito la maglia della Fiorentina, inoltre, si segnalano l'ungherese Jan Posteiner, primo straniero della squadra gigliata, il brasiliano Julinho e l'argentino naturalizzato italiano Miguel Montuori, protagonisti dello scudetto 1955-1956, lo svedese Kurt Hamrin, 150 gol in Serie A con i Viola, il brasiliano Amarildo, campione d'Italia nel 1968-1969, l'argentino Daniel Passarella, campione mondiale nel 1978 e nel 1986, il suo connazionale Gabriel Batistuta e il portoghese Rui Costa, protagonisti delle vittorie viola degli anni novanta.
La Fiorentina è stata la prima società di calcio italiana a presentare la propria Hall of Fame. La cerimonia si è svolta a Firenze il 6 ottobre 2012, anticipando di un solo giorno la Roma.

Capitani

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Sergio Cervato (a sinistra) e Giuseppe Chiappella (a destra), capitani della Fiorentina, rispettivamente, negli anni 1957-1959 e nel 1959-1960.



Il primo capitano della storia della Fiorentina fu Giuseppe Bigogno, nella stagione 1935-1936, seguito cronologicamente da Lorenzo Gazzari, dal 1936 al 1938, e da Renzo Magli, nella stagione 1938-1939. Augusto Magli portò la fascia viola per nove anni consecutivamente, dal 1945 al 1953, prima di cederla a Leonardo Costagliola, fino al 1955.
Il capitano della squadra gigliata del primo scudetto fu Francesco Rosetta, ereditata da Sergio Cervato, dal 1957 al 1959, e Giuseppe Chiappella, nel 1959-60. Il primo calciatore non italiano a vestire la fascia da capitano fu l'argentino Miguel Montuori nella stagione 1960-1961, stagione in cui venne vinta la Coppa delle Coppe. Giuliano Sarti, dal 1961 al 1963, Enzo Robotti, dal 1963 al 1965, e lo svedese Kurt Hamrin, dal 1965 al 1967, vincitore della Coppa Mitropa 1966, portarono la fascia prima di Giancarlo De Sisti, capitano viola per otto anni, dal 1967 al 1974, e del secondo titolo viola.
Dopo Claudio Merlo (1974-76), Giancarlo Antognoni divenne capitano dei Gigliati, portando la fascia di capitano per dodici anni, dal 1976 a 1987, seguito da Sergio Battistini (1987-90) e dal brasiliano Carlos Dunga (1990-92). Stefano Carobbi, Stefan Effenberg e Francesco Baiano portarono la fascia per una sola stagione, dal 1992 al 1995, fino al periodo 1995-2000, quando l'argentino Gabriel Batistuta divenne capitano della Fiorentina. Il portoghese Rui Costa vinse con la fascia al braccio l'ultimo titolo vinto dai Viola, la Coppa Italia 2000-2001. Angelo Di Livio fu invece capitano gigliato dal 2001 al 2004, rimanendo nella squadra nonostante la retrocessione in Serie C2 e il fallimento, seguito da Luca Ariatti, nel 2004-05, e da Dario Dainelli, dal 2005 al 2010. Dopo Riccardo Montolivo, la fascia da capitano venne assegnata ad Alessandro Gamberini e, in seguito, a Manuel Pasqual.

Statistiche individuali

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Luca Toni, Scarpa d'oro 2006.


Tra i calciatori che hanno vestito la maglia viola, Giancarlo Antognoni è colui ha siglato più presenze in maglia viola, dato che, tra il 1972 e il 1987, ha partecipato a 429 partite con la Fiorentina. Nella classifica delle presenze assolute con la squadra gigliata, il giocatore umbro precede Giuseppe Brizi, con 389 presenze tra il 1962 e il 1976, e Claudio Merlo, con 377 presenze tra il 1965 e il 1976. Tre sono i calciatori hanno superato la soglia delle 300 presenze in Serie A con la squadra gigliata; Antognoni, con 341, Giuseppe Chiappella, con 329 partite giocate in viola tra il 1949 e il 1960, e Sergio Cervato, con 316 presenze in viola tra il 1948 ed il 1959. Manuel Pasqual è il calciatore ancora in rosa con più partite con la maglia della Fiorentina. In campo europeo, il giocatore che ha collezionato più presenze è il portiere francese Sébastien Frey, con 32 incontri giocati.
I calciatori di nazionalità straniera hanno avuto sempre un ruolo importante nella storia del club, segnando le epoche più vittoriose della squadra; lo svedese Kurt Hamrin è il giocatore non italiano con più presenze in viola, 362 tra il 1958 e il 1967, seguito da l'argentino Gabriel Omar Batistuta, 333 presenze tra il 1991 e il 2000, e il portoghese Rui Costa, 277 presenze tra il 1994 e il 2001.
Inoltre sono tre i calciatori non italiani nei primi tre posti della classifica dei migliori marcatori della Fiorentina; Hamrin e Batistuta hanno entrambi superato quota 200, segnando rispettivamente 211 (150 in Serie A) e 206 (168 nella massima serie), seguiti dall'argentino naturalizzato italiano Miguel Montuori con 83 (72 in Serie A). Giancarlo Antognoni è il giocatore italiano con più marcature con la squadra fiorentina, 72 (61 in Serie A). Luca Toni è il miglior marcatore viola ancora in squadra. Gabriel Batistuta, Kurt Hamrin e Adrian Mutu sono i più prolifici realizzatori viola nelle manifestazioni UEFA, ciascuno con 11 reti.

Premi individuali
• Vincitori della classifica marcatori di Serie A: 5
Pedro Petrone (25 gol, 1931-1932)
Aurelio Milani (22 gol, 1961-1962)
Alberto Orlando (17 gol, 1964-1965)
Gabriel Batistuta (26 gol, 1994-1995)
Luca Toni (31 gol, 2005-2006)
• Vincitori della classifica marcatori di Coppa Italia: 8
Gianfranco Petris (4 gol, 1959-1960; 4 gol, 1960-1961)
Luigi Milan (4 gol, 1960-1961)
Kurt Hamrin (4 gol, 1963-1964; 5 gol, 1965-1966)
Juan Seminario (4 gol, 1963-1964)
Gabriel Batistuta (8 gol, 1995-1996)
Adrian Mutu (4 gol, 2009-2010)
• Vincitori della classifica marcatori della Coppa delle Coppe: 1
Kurt Hamrin (6 gol, 1960-1961)
• Seminatore d'oro: 3
Fulvio Bernardini (1956)
Giuseppe Chiappella (1966)
Bruno Pesaola (1970)
• Panchina d'oro: 2
Cesare Prandelli (2006; 2007)
• Migliore allenatore AIC: 1
Cesare Prandelli (2008)
• Premio Internazionale Giacinto Facchetti: 1
Cesare Prandelli (2009)
• Scarpa d'oro: 1
Luca Toni (2006)
• Guerin d'oro: 2
Luca Toni (2005-2006)
Adrian Mutu (2006-2007)
• Trofeo Bravo: 1
Roberto Baggio (1989-1990)
• Oscar del calcio AIC
Migliore calciatore giovane: 2
Giampaolo Pazzini (2005)
Riccardo Montolivo (2007)
Migliore calciatore straniero: 1
Gabriel Batistuta (1999)
Miglior portiere: 1
Francesco Toldo (2000)
Miglior cannoniere: 1
Luca Toni (2006)
• Miglior portiere dell'anno IFFHS: 1
Francesco Toldo (2000)
• Calciatore argentino dell'anno: 1
Gabriel Batistuta (1998)
• Calciatore rumeno dell'anno: 2
Adrian Mutu (2007; 2008)
• Calciatore montenegrino dell'anno: 1
Stevan Jovetić (2009)

La Fiorentina e le Nazionali di calcio

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Giancarlo De Sisti, campione d'Europa nel 1968.


Il giocatore del Fiorentina che conta più presenze nella propria nazionale è Rui Costa, che, tra il 1993 e il 2004, ha vestito la maglia del Portogallo 94 volte, segnando 26 reti; dietro di lui vi sono Gabriel Omar Batistuta, con 78 presenze e 56 reti nella nazionale argentina tra il 1991 e il 2002, e Giancarlo Antognoni, con 73 presenze e 7 reti nella nazionale italiana tra il 1974 e il 1982. Al 28 settembre 2010, la Fiorentina ha fornito 66 giocatori alla nazionale di calcio italiana; il primo viola a vestire la maglia azzurra fu Alfredo Pitto, il 15 novembre 1931, nella gara tra Italia e Cecoslovacchia.

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Roberto Baggio



Sette sono stati i campioni del mondo gigliati con la maglia dell'Italia; Mario Pizziolo nel 1934, Giancarlo Antognoni, Giovanni Galli, Francesco Graziani, Daniele Massaro e Pietro Vierchowod nel 1982 e Luca Toni nel 2006; inoltre, l'argentino Daniel Alberto Passarella vinse la Coppa del Mondo nel 1986. 36 sono i calciatori convocati nella storia di questa competizione durante il periodo di militanza nella Fiorentina; il maggior numero di convocati nella fase finale si registrò nel 1982, quando furono sei i convocati dalle nazionali partecipanti a quella manifestazione; oltre ai cinque già citati, vi era il centrocampista argentino Daniel Bertoni. Il giocatore con maggiori presenze ai
Mondiali è stato Giancarlo Antognoni, con 11 presenze (5 nel 1978 e 6 nel 1982), mentre il miglior marcatore viola ai Mondiale fu Gabriel Batistuta con 9 reti (4 nel 1994 e 5 nel 1998).
Enrico Albertosi e Giancarlo De Sisti sono invece gli unici calciatori italiani della Fiorentina ad aver vinto un Europeo con gli "Azzurri", nel 1968. Due sono i campioni olimpici, entrambi nel 1936, Achille Piccini e Alfonso Negro. Tra i calciatori non italiani, il greco Zisis Vryzas fu campione d'Europa nel 2004, mentre Gabriel Batistuta e il brasiliano Felipe Melo hanno vinto la FIFA Confederations Cup, rispettivamente nel 1992, risultando anche capocannoniere del torneo, e nel 2009.

Statistiche e record

La Fiorentina ha disputato, nel corso della sua storia, 82 stagioni sportive, partecipando a 73 campionati di Serie A, a 7 di Serie B e a uno di Serie C2. Ha vinto per 2 volte il campionato italiano, nel 1955-1956 e nel 1968-1969, giungendo seconda in 5 tornei e terza in 6 (16,4% di piazzamenti nelle prime tre rispetto alle partecipazioni). Dall'avvento del girone unico, i Viola sono stati per 5 volte campione d'inverno (1934-1935, 1953-1954, 1955-1956, 1981-1982 e 1998-1999). Si trovano al quinto posto nella classifica perpetua della Serie A, dietro a Juventus, Inter, Milan e Roma. Al giugno 2011, dei 2420 incontri nella massima serie, 951 sono state le vittorie dei Viola, 749 i pareggi e 720 le sconfitte, con 3325 gol segnati e 2769 subiti.

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La Fiorentina campione d'Italia 1968-1969.



La vittoria in campionato con il maggior scarto fu un 8-0 a Firenze contro il Modena, il 10 maggio 1942 nella Serie A 1941-1942, mentre la sconfitta più netta in Serie A fu invece un 0-8, subìto il 22 febbraio 1952 dalla Juventus al Comunale di Torino nel campionato 1952-1953. L'incontro con più gol vinto fu un 6-4 contro il Padova, il 6 aprile 1996, nella Serie A 1995-1996; tra le sconfitte, quelle con il maggior numero di reti furono il 3-7 al "Franchi" contro il Milan il 4 ottobre 1992, nel campionato 1992-1993, e un 2-8 a Roma contro la Lazio, il 5 marzo 1995, nella stagione 1994-1995. Mentre la sconfitta casalinga con maggior scarto è uno 0-5 contro la Juventus del 17 marzo 2012. La squadra gigliata fu per due volte miglior attacco del campionato e per otto miglior difesa, mentre fu la peggior difesa per tre volte e peggior attacco per due. Le squadre più affrontate dai Viola in Serie A sono Juventus, Inter e Roma, ciascuna con 151 incontri. A livello di coppe nazionali, a fronte delle 6 vittorie in Coppa Italia (quarta nella classifica, dietro a Juventus e Roma, con 9 successi, e all'Inter con 7 successi, la Fiorentina ha disputato 9 finali di tale torneo. Ha partecipato inoltre a due finali di Supercoppa italiana, vincendone una, nel 1996. Per quanto riguarda il numero di tifosi, il 25 novembre 1984 venne stabilito il record di presenze nello stadio Artemio Franchi per una partita dei Gigliati, quando 58.271 spettatori assistettero a Fiorentina-Inter.
La Fiorentina vanta inoltre 26 stagioni disputate nelle coppe europee; di esse, 5 sono relative a Coppe dei Campioni/Champions League, 5 Coppe delle Coppe e 16 a Coppe UEFA/Europa League; in Europa, assieme alla Fiorentina, solo altri undici club hanno disputato una finale in tutte e tre le principali competizioni gestite dall'UEFA Fu inoltre la prima squadra italiana a raggiungere la finale nella massima competizione continentale, nonché la prima squadra italiana a vincere un trofeo europeo, la Coppa delle Coppe 1960-1961, battendo in finale i Rangers per 2-0 a Glasgow il 17 maggio 1961 e per 2-1 a Firenze il 27 maggio. Includendo competizioni europee minori, come Torneo Anglo-Italiano e Coppa di Lega Italo-Inglese, le finali continentali disputate dalla Fiorentina sono 9, con 3 vittorie; oltre la Coppa delle Coppe nel 1961, i Viola hanno vinto una Mitropa Cup nel 1966 contro il Jednota Trenčín e una Coppa di Lega Italo-Inglese nel 1975 contro il West Ham United. La vittoria più ampia fu un 6-1 a Firenze contro l'Elfsborg, l'8 novembre 2007, in Coppa UEFA, mentre il passivo maggiore venne subìto dai Viola il 7 novembre 1984 a Bruxelles, con la sconfitta per 6-2 contro l'Anderlecht, sempre in Coppa UEFA. La Fiorentina si è classificata al 33º posto nella classifica dei migliori club europei del XX secolo e al 67º per quanto riguarda il decennio 2001-2010.

Partecipazione ai campionati
Categoria Partecipazioni Debutto Ultima stagione
Serie A
75 1928-1929
2012-2013

Serie B
7 1926-1927
2003-2004

Serie C2
1 2002-2003
2002-2003

Partecipazione alle coppe europee

Competizione Partecipazioni Debutto Ultima stagione
UEFA Champions League
ex Coppa dei Campioni
5 1956-1957
2009-2010

UEFA Europa League
ex Coppa UEFA
16 1972-1973
2008-2009

Coppa delle Coppe
5 1960-1961
1996-1997

La Fiorentina nella cultura popolare

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Indro Montanelli, tifoso viola e consigliere onorario della Fiorentina.



Nel corso degli anni la Fiorentina, oltre a imporsi come realtà sportiva nazionale e internazionale, ha acquisito un posto di rilievo nella cultura italiana, grazie soprattutto ad artisti fiorentini e, in generale, toscani. Nel cinema, le prime citazioni del club fiorentino si notano nel film di Pietro Germi L'uomo di paglia (1958); sono poi Francesco Nuti in Madonna che silenzio c'è stasera (1982) e Carlo Vanzina in Vacanze in America (1984) ad accennare alla squadra viola nelle opere cinematografiche. Anche alcune commedie degli anni ottanta dedicate al calcio, come Eccezzziunale... veramente (1982), Il tifoso, l'arbitro e il calciatore (1982), L'allenatore nel pallone (1984) e Mezzo destro, mezzo sinistro (1985) contengono dei riferimenti ai Gigliati.
Due pellicole di Alessandro Benvenuti, Benvenuti in casa Gori (1993) e il seguito Ritorno a casa Gori (1996), hanno come protagonisti Danilo Gori (Massimo Ceccherini), un tossicomane tifoso viola che scambia la folla radunata in Piazza San Pietro per la Curva Fiesole. Nel loro ultimo film, Ci hai rotto papà (1993), Castellano e Pipolo mostrano la camera del protagonista con i simboli della Fiorentina. Altri riferimenti alla squadra viola si hanno in La bella vita (1994) di Paolo Virzì, in I laureati (1995) di Leonardo Pieraccioni e in A spasso nel tempo. Franco Zeffirelli mostra nel film del 1999 Un tè con Mussolini una partita di calcio tra alcuni ragazzi che indossano una maglia viola.
Nella letteratura, Indro Montanelli, tifoso viola e consigliere onorario della società negli anni novanta, inserì la Fiorentina in numerosi suoi scritti; ne I rapaci in cortile di Incontri (1952) parla della squadra viola in termini di risultati e qualità, mentre ne I conti con me stesso. Diari 1957-1978 racconta del club toscano, soprattutto degli anni del primo scudetto. Anche nella musica, viene citata la società gigliata; nel luglio 1981, Enzo Jannacci pubblicò, in E allora...Concerto, Bandiera fiorentina, mentre nel 1998, Pupo incise un brano, chiamato "È Fiorentina", proposto, senza esiti positivi, come nuovo inno ufficiale.

Tifoseria

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La tifoseria della Fiorentina negli anni sessanta.



Il nucleo storico della tifoseria viola è la Curva Fiesole, dove si trovano la maggior parte dei gruppi collettivi e dei Viola club, che, sin dagli anni settanta, hanno una condotta non politicizzata e completamente apartitica. I primi tifosi viola cominciarono ad unirsi nella prima metà degli anni sessanta, con la nascita di alcuni Viola Club come il Vieusseux e il 7bello, tuttora presenti nella curva Fiesole; nel 1965 venne costituito il Centro di Coordinamento dei Viola Club. Il gruppo più noto della Fiesole è stato quello degli Ultras Viola; fondati nel 1973 da Stefano Biagini detto "il Pompa", leader carismatico del tifo fiorentino per lunghi anni, furono costretti allo scioglimento nel 1983, a causa di turbolenti scontri con i tifosi romanisti. Nel 1986, agli Ultras succedette nella leadership del tifo il Collettivo Autonomo Viola, scioltosi anch'esso nel 2011.
I sostenitori della Fiorentina sono quantificabili in oltre 1,2 milioni in Italia secondo il più recente sondaggio di settore condotto dall'istituto Demos & Pi e pubblicato nel settembre 2010 sul quotidiano la Repubblica: con il 2,1% di preferenze da parte del campione esaminato, il club fiorentino risulta essere il sesto più sostenuto in Italia, a pari merito con il Cagliari.

Gemellaggi

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Manifestazione del gemellaggio tra Torino e Fiorentina nella stagione 1981-82.


• Catanzaro
• Verona
• Torino
• Liverpool
• Újpest
• Sporting CP
• Colligiana
• Modena

I tifosi della Fiorentina sono storicamente gemellati con il Catanzaro, a partire dalla finale di Coppa Italia 1965-1966 e cresciuto agli inizi degli anni ottanta, con il Torino, per il comune sentimento anti-juventino e per la vicinanza della società viola a quella granata dopo la tragedia di Superga, e con l'Hellas Verona, dal 1973.
In Europa, la Fiorentina ha stretto altri gemellaggi in occasione delle sue partecipazioni alle competizioni UEFA; con il Liverpool, in occasione della sfida di Champions League del 2009 fra i Reds e i Viola, e con lo Sporting Lisbona, originato dall'amicizia del viola club Settebello con i tifosi bianco-verdi.
La tifoseria della Fiorentina è legata amichevolmente anche alla Colligiana, soprattutto in chiave anti-senese, con il Modena, per la comune avversione nei confronti del Bologna, e con l'Újpest, rivali storici in Ungheria del Debrecen, incontrato nella Champions League del 2009, amicizia favorita dal colore sociale in comune.

Rivalità

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Ultras viola in un Fiorentina-Juventus degli anni ottanta.


• Juventus
• Roma
• Lazio
• Bologna
• Siena
• Pisa
• Salernitana
• Napoli
• Genoa
• Milan
• Empoli
• Palermo
• Atalanta
• Inter
• Brescia

La rivalità più forte e sentita dalla tifoseria viola è quella contro la Juventus; questa ha origine negli anni cinquanta, quando la Fiorentina si trovava stabilmente nelle zone alte del calcio italiano. Si è acuita ulteriormente durante gli anni, con i contestati episodi del campionato 1981-1982, con alcuni striscioni fiorentini che inneggiavano alla strage dell'Heysel nel 1985, con la finale di Coppa UEFA 1989-1990 e con la cessione di Roberto Baggio dalla squadra viola a quella bianconera.
I tifosi viola sono inoltre rivali della Roma, frutto di un gemellaggio degli anni settanta conclusosi malamente, con la Lazio, per il vecchio gemellaggio della tifoseria fiorentina con quella romanista, con la Salernitana, anche per l'eliminazione della Fiorentina dalla Coppa UEFA 1998-1999, con il Napoli ed il Brescia, per l'ostilità dei partenopei e dei lombardi con gli ultras dell'Hellas Verona, e con il Genoa, da quando i tifosi viola si gemellarono con la Sampdoria (amicizia durata fino al 1989-90). Vi sono inoltre attriti contro il Milan, il Palermo, l'Atalanta e l'Inter. Si registrano rapporti non ottimali anche con Vicenza, Ascoli, Perugia, Pescara, Cagliari, Sampdoria, Ternana, Chievo, Cesena, Padova e Avellino.
La vicinanza di Firenze con altre città dell'Italia centrale e in particolare toscane ha portato a considerare gli incontri sportivi tra queste dei veri e propri derby; il più famoso e storico è il derby dell'Appennino, giocato tra Fiorentina e Bologna, nato per motivi prevalentemente geografici, ma anche storici. Esistono inoltre il derby dell'Arno, incontro che vede di fronte i Viola e l'Empoli, ed il derby guelfi-ghibellini tra Fiorentina e Siena. Anche con le altre squadre toscane, come Lucchese e Pisa vi è rivalità.

Organico 2012-2013
Organigramma societario


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L'allenatore Vincenzo Montella



Staff dell'area amministrativa
• Andrea Della Valle - Presidente onorario
• Mario Cognigni - Presidente
• Sandro Mencucci - Amministratore delegato
• Daniele Pradè - Direttore sportivo
• Gianluca Baiesi - Direttore esecutivo
• Eduardo Macía - Direttore tecnico e resp. settore giovanile
• Gianfranco Teotino - Responsabile comunicazione
• Vincenzo Guerini - Club manager
• Fabio Bonelli - Responsabile segreteria sportiva
• Roberto Ripa - Team manager
• Vincenzo Vergine - Coordinatore sviluppo Settore Giovanile
• Maurizio Francini - Delegato alla Sicurezza e allo Stadio
• Leonardo Limatola - Responsabile Pianificazione e Controllo
• Grazia Forgione - Resp. Risorse umane e Affari generali
• Gian Marco Pachetti - Responsabile amministrativo
• Andrea Ragusin - Responsabile Information Technology
• Luca Di Francesco - Addetto stampa
• Paolo Borgomanero - Consigliere
• Maurizio Boscarato - Consigliere
• Carlo Montagna - Consigliere
• Giovanni Montagna - Consigliere
• Paolo Panerai - Consigliere
• Gino Salica - Consigliere
• Stefano Sincini - Consigliere
• Franco Pozzi - Presidente del collegio sindacale
• Massimo Foschi - Sindaco effettivo del collegio sindacale
• Giancarlo Viccaro - Sindaco effettivo del collegio sindacale
• Gilfredo Gaetani - Sindaco supplente del collegio sindacale
• Fabrizio Redaelli - Sindaco supplente del collegio sindacale


Staff dell'area tecnica
• Vincenzo Montella - Allenatore
• Daniele Russo - Allenatore in seconda
• Emanuele Marra - Preparatore atletico
• Cristian Savoia - Resp. forza fuzionale e prevenzione
• Nicola Caccia - Collaboratore tecnico
• Simone Montanaro - Analisi tattiche
• Giulio Nuciari - Preparatore dei portieri
• Gianni Vio - Preparatore palle inattive
• Stefano Desideri - Collaboratore area tecnica-sportiva
• Jakob Friis-Hansen - Collaboratore area tecnica-sportiva
• Damir Blokar - Preparatore atletico recupero infortunati
• Romeo Floro - Magazziniere
• Leonardo Marchetti - Magazziniere
• Paolo Manetti - Responsabile area medico sanitaria
• Jacopo Giuliattini - Medico sociale
• Giorgio Galanti - Coordinatore e Responsabile scientifico
• Mauro Citzia - Masso-Fisioterapista
• Stefano Dainelli - Masso-Fisioterapista
• Maurizio Fagorzi - Masso-Fisioterapista
• Daniele Misseri - Masso-Fisioterapista
• Alessandro Rocchini - Masso-Fisioterapista


I dati sono aggiornati al 6 luglio 2012

Rosa

Rosa e numerazione aggiornati al 1° settembre 2012.


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Stevan Jovetić, vice-capitano della Fiorentina della stagione 2012-2013.



N. Ruolo Giocatore
1 P Emiliano Viviano
2 D Gonzalo Rodríguez
3 D Ahmed Hegazy
4 D Facundo Roncaglia
5 C Rubén Olivera
7 C David Pizarro
8 A Stevan Jovetić (vice capitano)
9 A Mounir El Hamdaoui
10 C Alberto Aquilani
11 C Juan Cuadrado
12 P Cristiano Lupatelli
14 C Matías Fernández
15 D Stefan Savić
16 D Mattia Cassani
17 A Haris Seferović
18 C Francesco Della Rocca
19 C Cristian Llama
20 C Borja Valero
21 C Giulio Migliaccio
22 A Adem Ljajić
23 D Manuel Pasqual (capitano)
28 C Leonardo Capezzi
30 A Luca Toni
31 D Michele Camporese
33 A Kenneth Zohore
38 D Nii Nortey Ashong
40 D Nenad Tomović
41 P Luca Lezzerini
89 P Neto
92 C Rômulo




Da wikipedia

"Nella vita a volte e' necessario sapere lottare non solo senza paura, ma anche senza speranza"
Domani e' un altro giorno, con un grosso livido in più e la determinazione di sempre.
"Sandro Pertini"





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Storia dell'ACF Fiorentina



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« Nelle molte giornate del cammino da effettuare, ve ne saranno di radiose e di necessariamente in ombra ed è principalmente in queste che il pubblico dovrà farse maggiormente sentire vicino agli atleti. Il campionato non si arresta né alla terza, né alla quarta domenica Quindi: avere fermamente fiducia! La vittoria, ne siamo certi, bacerà ripetutamente il nostro vessillo. »
(Luigi Ridolfi, ACF Annuario viola 1934-1935)


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L'ACF Fiorentina nacque il 29 agosto 1926. Nel suo palmarès, oltre a tre successi in campo internazionale (Coppa delle Coppe, Coppa di Lega Italo-Inglese e Mitropa Cup), figurano due scudetti (uno nella stagione 1955-56 e l'altro in quella 1968-69), 6 Coppe Italia e una Supercoppa italiana, ottenuta nel 1996.
La Fiorentina è stata la prima squadra italiana a raggiungere la finale nella Coppa dei Campioni (1956-1957) ed il primo club a vincere la Coppa delle Coppe (1960-1961, prima competizione UEFA per club vinta da una compagine italiana). Inoltre, è una delle uniche due squadre italiane e dodici squadre europee che hanno disputato le finali di tutte le tre principali competizioni gestite dall'UEFA: la Coppa dei Campioni, la Coppa delle Coppe e la Coppa UEFA.

Le origini


Le origini della squadra viola vengono datate 1898, quando venne creato il primo vero sodalizio calcistico della città di Firenze, denominato "Florence Football Club". L'aristocratico club venne ufficialmente costituito il 26 maggio 1898 presso il salone d'onore del Palagio dell'Arte della Lana, ove aveva ed ha sede la Società Dantesca Italiana, ed era composto da un'élite anglo-italiana. Il club adottò i colori bianco e rosso dell'insegna cittadina e si mantenne attivo, con certezza, fino al 1909 (il 26 maggio 2010 è stato, comunque, rifondato nella sua veste autentica). Primo presidente ne fu l'allora sindaco di Firenze Marchese Pietro Torrigiani. Nel 1902, però, un gruppo di giovani (tra cui Italo Capanni, Mario Melloni e un certo signor Galluzzo) creò la "Itala Football Club": il campo da gioco si trovava a Campo di Marte. Alla fine del 1912 nacque la sezione caldio del "Club Sportivo Firenze", (fondato nel 1870), che inizialmente si era dedicato solo al ciclismo ed altri sport. Nel 1908, poi, fu fondato il "Firenze Foot-Ball Club": tra i fondatori ci fu Oreste Gelli. Sempre alla fine del 1912 la "Palestra Ginnastica Fiorentina Libertas", (fondata nel 1877), istituì anch'essa una sezione dedicata al calcio e subito emerse una rivalità col Club Sportivo Firenze. Il campo da gioco era il Prato del Quercione presso il Parco delle Cascine. Al termine della Grande Guerra tutti i club fiorentini furono sfrattati da quel luogo ed il dissidio tra le due società crebbe: gli sportivi della Libertas venivano chiamati "ghiozzi rossi" a causa dei frequenti tuffi nel fosso, che delimitava il campo (come i pesci chiamati volgarmente ghiozzi), per recuperare il pallone e per la maglia di colore scarlatto che indossavano. Abbandonato il terreno alle Cascine i calciatori della Libertas, i Rossi di Firenze, si spostarono a disputare le proprie competizioni presso il campo di via Bellini, inaugurato il 22 aprile 1922.

La fondazione


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Alla fine le uniche squadre calcistiche che spiccavano a Firenze erano il "Club Sportivo Firenze" e la "Palestra Ginnastica Fiorentina Libertas". Nessuna delle due però era particolarmente brillante in campo nazionale. Per risolvere questo problema i due club sportivi pensarono di fare un sacrificio fondendo le due squadre per dare vita ad una nuova società che fosse più forte, sia come qualità sia come fondi economici. È importante sottolineare che anche gli orientamenti del nascente regime fascista in materia di sport spingevano i sodalizi più recenti alla fusione ed all'accorpamento (ogni frazionismo che dividesse le città, anche solo in ambito sportivo, era infatti visto con sospetto dal regime). È indicativo di tale tendenza il fatto che le società nate in quel periodo, come l'Ambrosiana, il Napoli, la Roma e, appunto, la Fiorentina, furono il frutto di unioni di società preesistenti e, sia nel caso dei viola sia in quello dei giallorossi, artefici delle fusioni fossero proprio i federali fascisti provinciali Luigi Ridolfi Vay da Verrazzano e Foschi (mentre per l'Ambrosiana la richiesta venne addirittura avanzata da Mussolini in persona).
Il 3 luglio 1926 (anche se, alcuni documenti, riportano la data del 7 luglio 1926) la Palestra Ginnastica Fiorentina Libertas giocò la sua ultima partita ufficiale (ultima giornata del Campionato di Seconda Divisione della Lega Nord) contro il Prato con la seguente formazione: Sbrana, Farina, Posteiner, Barigozzi, Magnifico, Salvatorini, Mazzacurati, Focosi, Csapkay, Segoni II, Baldini. Il risultato finale: 1-1, con reti di Miliotti per i lanieri e pareggio gigliato di Baldini. La classifica finale consentì alla squadra fiorentina l'ammissione alla rinnovata cadetterìa, nel quadro della riforma dei tornei della FIGC intervenuta quell'anno.

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Grazie al piazzamento della Palestra Ginnastica Fiorentina Libertas, la Fiorentina poté dunque iscriversi al nuovo Campionato di Prima Divisione, equivalente alla Serie B dei giorni nostri.
La Fiorentina venne fondata il 26 agosto 1926 in uno studio notarile dalla fusione tra il "Club Sportivo Firenze" e la sezione calcio della Palestra Ginnastica Fiorentina Libertas. Il primo presidente fu il Marchese Luigi Ridolfi Vay da Verrazzano, che rimase tale per quindici anni mentre il primo allenatore fu Károly Csapkay.
In quei giorni le cronache dei giornali furono occupate dalla morte del leggendario Rodolfo Valentino, avvenuta tre giorni prima, e la notizia fu perciò relegata in uno smilzo trafiletto de La Nazione che si compiacque dell'avvenuta fusione: "scomparso il dualismo fra i maggiori sodalizi che praticano questo genere di sport in Firenze è ora possibile vedere gli ex soci del Club Sportivo e della Libertas fraternizzare"
A metà settembre venne annunciata la prima amichevole della squadra fiorentina contro Le Signe, che battono per 2-1 la neo formazione bianco-rossa. La Nazione, il 21 settembre 1926, scrive: "Il debutto della squadra fiorentina che dovrà fra breve iniziare il campionato di prima divisione non è stato felice. I concittadini sono stati battuti da Le Signe per 2-1. L'A.C. Fiorentina ha avuto il torto di cominciare un po' tardi gli allenamenti della squadra. Ma la colpa non crediamo debba ascriversi del tutto gli intendimenti dei dirigenti del nuovo sodalizio calcistico..."

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Una formazione degli anni 70!!



Una settimana dopo la sconfitta con "Le Signe", la Fiorentina disputò un'altra amichevole contro la Sampierdarenese pareggiando 2-2.
Le formazioni della squadra fiorentina schierate nei due tempi furono:
• 1º tempo: Serravalli, Posteiner, Bargioni, Salvatorini, Segoni, Tuti, Focosi, Nichel, Bolteni (Volk), Baccilieri, Bandini
• 2º tempo: Sbrana, Posteiner, Benassi, Salvatorini, Longoni, Carulli, Baldini, Nichel, Bolteni (Volk), Baccilieri, Bandini.
I colori sociali erano inizialmente gli stessi di Firenze: il bianco ed il rosso. La maglia da gioco era mezza bianca e mezza rossa e recuperava la tradizionale casacca spezzata del Florence Football Club, il più antico club calcistico cittadino. Da Colle Val d'Elsa nel 1927 arrivarono poi le maglie della Colligiana a bande biancorossi (un dono fatto dai colligiani in onore dell'antica fratellanza Colle-Firenze) che nel 1929, si disse erroneamente per un errato lavaggio[3], portarono al colore viola, colore che piacque subito alla dirigenza ed ai tifosi, e per questo divenne quello ufficiale della squadra. Ovviamente, i motivi che portarono alla scelta del viola nell'estate del 1929, hanno un'origine ben più concreta e non hanno alcuna attinenza col "mito" del lavaggio sbagliato che, per anni, è stato considerato il vero motivo.

Gli esordi

Campionato 1926-27: l'inizio


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Rodolfo Volk



La squadra fu ammessa al girone C (anno 1926-27), ed esordì in campionato, e dunque in una competizione ufficiale, il 3 ottobre 1926, nel match casalingo contro il Pisa, terminato poi con una vittoria per 3-1.
Quel campionato per la formazione biancorossa non fu particolarmente brillante, infatti la squadra si classificò al 6º posto su 10 squadre; fu più che altro un campionato di assestamento e di formazione.
Tra tutti i giocatori però si fece riconoscere un certo Bolteni (della Fiorentina) che alla fine del campionato aveva segnato un totale di 12 reti diventando così capo cannoniere della stagione. In realtà il suo vero nome era Rodolfo Volk, classe 1906, un biondo di Fiume che, essendo sotto servizio di leva, non poteva giocare senza l'autorizzazione delle autorità competenti. Il permesso non gli fu concesso per motivi politici e il giocatore fu così costretto a presentarsi presso i campi da gioco sotto falso nome. In seguito Volk si trasferirà a Roma divenendo un idolo della tifoseria giallorossa.

Campionato 1927-28: primo posto mancato


L'anno successivo la squadra, sempre in Prima Divisione, fu traslocata nel più abbordabile Girone Sud e alla fine del campionato si guadagnò il secondo posto in classifica dietro al Bari. La Fiorentina vince diverse partite: 3-0 contro il Tivoli, 5-1 contro il Savoia di Torre Annunziata, 8-0 contro il Tivoli (partita di ritorno), 4-1 contro il Savoia di Torre Annunziata (partita di ritorno). Quest'ultima partita sembrò vinta lealmente, ma dopo più di un mese La Nazione scrive: "possiamo dire che effettivamente, qualcosa di irregolare vi è stato nella disputa del match e si auspica un'inchiesta da parte della Federazione, che metta in chiaro le cose". Qualche giorno dopo la Federcalcio emise un verdetto secondo il quale:
• il Savoia avrebbe offerto denaro alla Fiorentina per dichiarare forfait;
• la Fiorentina non avrebbe denunciato il fatto, con la discriminante di non aver accettato la proposta;
• il Savoia avrebbe reiterato l'offerta al momento del calcio d'inizio alla Fiorentina, affinché l'incontro si svolgesse a favore della squadra biancorossa, dietro compenso di denaro;
• la Fiorentina avrebbe accettato di non incassare l'indennizzo federale, a patto che il Savoia si impegnase a non dichiarare forfait contro il Bari, ma anzi giocasse la partita in modo leale;
• la Fiorentina non denunciò il comportamento scorretto del suo dirigente;
• la responsabilità del fatto cadeva sul direttore sportivo del Savoia e sul direttorio della Fiorentina;
• il presidente Luigi Ridolfi e il consigliere Gino Agostini dovevano essere esclusi.
I provvedimenti furono i seguenti:
• i direttori del Savoia e della Fiorentina furono squalificati (compresi Ridolfi e Agostini);
• la partita non portò alcun punto alle due squadre
• il Savoia fu multato di Lire 4500, la Fiorentina di Lire 1000 (per le spese d'inchiesta);
• Luigi Ridolfi fu nominato commissario straordinario della Fiorentina, in quanto non poteva più essere presidente della squadra.
L'ultima partita contro il Bari fu decisiva per il campionato; la Fiorentina giocò fuori casa e perse 5-3. Durante la partita ci furono molti incidenti, i giocatori fiorentini furono insultati e minacciati dalla tifoseria barese. Il reclamo da parte della società biancorossa non servì e la squadra si dovette accontentare del secondo posto in classifica con 18 punti a pari merito con la Ternana Calcio, compagine con cui diede vita ad un altro appassionante duello concluso 3-3 a Firenze e con la vittoria dei gigliati a Terni per 1-0. Le due formazioni avrebbero dovuto disputare uno spareggio che non venne giocato a causa dei problemi economici che investirono la società umbra..
Campionato 1928-29: la stagione del ripescaggio
La Federcalcio per la stagione 1928-29 modificò l'assetto del massimo campionato volendo formare un unico girone per l'anno successivo; creò così due gironi formati ognuno da 16 squadre: le prime otto di ogni girone avrebbero fatto parte della Serie A dell'anno successivo, le successive sei avrebbero formato la Serie B, mentre le ultime due sarebbero state retrocesse nell'allora Prima Divisione, torneo che di lì a poco tempo avrebbe generato la Serie C. La Fiorentina, inclusa nel girone B, arrivò ultima con soli 12 punti e 5 partite vinte, 26 reti fatte e 96 subite. La squadra era sempre allenata da Csapkay, ma a lui si aggiunse l'ungherese Gyula Feldmann che gli rimase al fianco pure per la stagione successiva. Alla rosa dei giocatori quell'anno si aggiunsero Meucci, Luchetti e Chiecchi.
Il portiere della Fiorentina, Pieri, viene sostituito da Sernagiotto dopo due pessime prestazioni: 0-3 in casa contro l'Ambrosiana e 0-11 a Torino contro la Juventus.
La settimana dopo però disputò una notevole partita contro il Genoa che schierava in campo la formazione: De Prà, Lombardo, De Vecchi, Barbieri, Burlando, Parodi, Puerari, Bodini, Catto, Chiecchi, Rosso. La Fiorentina passò in vantaggio nel primo tempo con un gol di Pilati IV, ma il Genoa riuscì a fare due gol negli ultimi tre minuti finali dell'incontro. I tifosi fiorentini ritennero l'arbitro, un certo signor Galassi, piuttosto parziale nei confronti della squadra ospite. La situazione diventò pericolosa a tal punto che i dirigenti della Fiorentina dovettero accompagnare il direttore di gara in macchina fino alla stazione di Signa, dove l'arbitro fu comunque aggredito. Il campo da gioco di Firenze venne così squalificato per una giornata.
La settimana dopo perse ancora, stavolta contro il Napoli per 2-7, mentre la settimana ancora successiva ci fu un'altra sconfitta contro la Lazio per 0-4 sul campo neutro di Modena. La FIGC decise di ritoccare lo schema definitivo dei nuovi tornei nazionali, e la squadra di Firenze venne così ripescata in Serie B.

Campionato 1929-30: la Serie B

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La prima formazione in maglia viola: era il 22 settembre 1929



La caratteristica maglia viola con il distintivo a sinistra sul petto raffigurante il giglio rosso in campo bianco simbolo e stemma di Firenze (da cui l'aggettivo gigliati con cui i giocatori della squadra vengono spesso citati) fu indossata ufficialmente il 22 settembre 1929 in una amichevole con la Roma. Si dice che le maglie viola furono adottate per un caso fortuito: le maglie biancorosse vennero mal lavate da una lavandaia in un fiume, stingendo e assumendo un colore violaceo. In realtà pare che fu il marchese Ridolfi in persona a volere il cambio del colore nel viola come espressione cromatica del giglio fiorentino. A tal proposito Indro Montanelli, tifoso della Fiorentina, ha sempre sostenuto che quel colore "appartenesse" alla città al di là dell'errore del lavandaio (una leggenda che a dire il vero si ripete nella storia di molte altre squadre) in quanto a suo giudizio furono proprio degli alchimisti fiorentini del trecento ad ottenere artificialmente il viola. Appresi i segreti dalle popolazioni orientali del Mediterraneo, infatti, queste persone fecero di Firenze il più importante centro di produzione occidentale del suddetto colore, ottenuto attraverso un particolare lichene del gruppo delle Roccellaceae (da cui il nome della famiglia fiorentina dei Rucellai), la Roccella tinctoria , alla quale diedero il nome di oricello, dal latino òra, che sta per estremità, confine. Difatti, il viola è collocato all’estremo dello spettro cromatico (già allora, ovviamente visibile nel fenomeno dell’arcobaleno) e dopo questo colore si estende un altro territorio, la gamma degli ultravioletti, il mondo dell’invisibile, non percepibile dai sensi ma solo dall'intuito. È questo il viola universalmente associato al fantastico, all’incantesimo e alla magia. Ai fiorentini successivamente il cambio di colore piacque e fu quindi deciso di adottarlo definitivamente.
Nella sua prima stagione di Serie B (1929-30) la Fiorentina si classificò quarta con 40 punti. La formazione viola tipica di quest'annata era: Sernagiotto, Magli, Renzo, Sinibaldi, Staccione, Pizziolo, Neri, Luchetti, Staffetta, Baldinotti, Galluzzi, Rivolo. Tra questi Mario Pizziolo (Pizziolo I) e Bruno Neri finirono a giocare in nazionale.

Campionato 1930-31: la promozione in A

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Una formazione della Fiorentina 1929-30



Il campionato 1930-31 della Serie B lo vinse proprio la Fiorentina che conquistò la vetta della classifica con 46 punti. Il punto decisivo fu segnato sul campo della Spezia Calcio con una rete del fiorentino Baldinotti. La Fiorentina giunse a pari merito con il Bari, proprio la compagine che tre anni prima aveva strappato il titolo cadetto ai gigliati. La squadra viola si guadagnò così la Serie A. In casa riuscì sempre a segnare almeno una rete anche se non riportò mai risultati eclatanti. Alla formazione si erano aggiunti il portiere Bruno Ballante, detto "il gatto magico", (acquistato dalla Roma) e il difensore Renato Vignolini.
La formazione di quell'anno fu: Ballante, Corbyons (Magli R.), Vignolini, Staccione, Pizziolo I (Neri), Neri (Pizziolo II), Luchetti, Staffetta (Moretti), Baldinotti, Galluzzi, Rivolo.
Luigi Ridolfi aveva intanto ripreso la presidenza della squadra, dopo essere stato nominato Commissario Straordinario nel 1928. Proprio quando la Fiorentina riceveva la promozione per la Serie A, il Marchese pensò di dimettersi a causa di altri impegni politici e sportivi. La Federcalcio però invitò Ridolfi ad assumere almeno la carica di Commissario Straordinario, che venne accettata volentieri.

La serie A

Campagna acquisti: Pedro Petrone l'artillero



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Pedro Petrone



La Fiorentina che adesso era giunta in serie A aveva il problema di dover sostenere in campo squadre di alto calibro come la Juventus, il Genoa, l'Ambrosiana, il Bologna e la Roma. Per questo la squadra viola pensò di comprare alcuni giocatori tra cui il difensore Gazzari dalla Triestina, il centrocampista Giuseppe Bigogno dal Legnano, Alfredo Pitto, che nel 1931 regalerà alla Fiorentina la prima maglia azzurra, e Antonio Busini dal Bologna, Gastone Prendato dal Padova.
Anche l'allenatore Feldmann, ormai solo dopo che Csapkay se ne andò, fu cambiato perché ritenuto inadatto alla Fiorentina di serie A. Fu chiamato così Hermann Fellsner, austriaco, dal Bologna.
Alla Fiorentina mancava però un centravanti solido che potesse portare la squadra al prestigio. Prima dell'inizio del campionato fu acquistato per trentamila lire dal Nacional l'uruguaiano Pedro Petrone, detto l'artillero. Petrone era stato il protagonista delle olimpiadi del 1924 a Parigi e a quelle di Amsterdam del 1928, quando aveva condotto la nazionale "celeste" alla medaglia d'oro. Nei mondiali del 1930 invece, l'attaccante deluse le aspettative, nonostante si giocasse in Uruguay e nonostante il titolo mondiale vinto. Era quindi un campione in cerca di riscatto quello che sbarcò a Genova con un lussuoso transatlantico il 6 agosto 1931. Petrone percepiva uno stipendio di duemila lire mensili (il doppio di un funzionario di stato di alto livello, ma la metà circa di quello di Orsi alla Juventus). Arrivò insieme a lui, il difensore Guido Laino del Penarol. Laino tuttavia subì uno strappo muscolare in allenamento che lo fece rientrare in Uruguay dopo pochi mesi senza che potesse mai esordire in maglia viola.
Petrone arrivò in Italia senza scarpe da calcio; girò diversi negozi a Firenze per trovare delle calzature che gli andassero bene. Addirittura la direzione della squadra telegrafò a Montevideo per richiedere le scarpe personali del giocatore. Durante una visita a Bologna presso l'amico Sansone trovò un paio di scarpe che gli calzavano a pennello (probabilmente presso via Rizzoli).
Dopo essere tornato a Firenze durante un allenamento sul campo della Giglio Rosso, sul Viale dei Colli, tirò un calcio così forte al pallone che, dopo aver oltrepassato la rete di protezione, questo spaccò la vetrata di una villa nei pressi.
Amante del tango e della vita comoda, meno, secondo le cronache, della cucina italiana, Petrone legò molto con il compagno di squadra e compatriota Carlos Gringa, che a differenza dell'artillero rimase tutta la vita a Firenze. Dopo una prima stagione, Petrone disputò il suo secondo campionato in tono minore. La retrocessione ad ala destra decretata dall'allenatore Felsner durante la seconda stagione in viola, lo portò a forti contrasti col tecnico. La decisione della società di schierarsi con l'allenatore e di multarlo con un'ammenda di duemila lire spinse Petrone ad abbandonare la squadra il 24 marzo del 1933 con una rocambolesca fuga nella notte, per fare ritorno in Uruguay.
Giovanni Berta: il nuovo stadio

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Ponteggi per la costruzione della Curva Ferrovia.



Con la promozione in Serie A il vecchio stadio che si trovava in via Bellini non era più adatto. Il nuovo stadio, voluto dal marchese Luigi Ridolfi (che nel frattempo aveva ripreso la presidenza della squadra dopo i fatti di Torre Annunziata del 1928), doveva sorgere alle Cascine, dove c'erano già diversi impianti sportivi. Successivamente però fu presa la decisione di costruirlo presso Campo di Marte, il quale offriva più spazio e più facilità di comunicazione essendo vicino alla ferrovia. Il progetto venne affidato all'architetto Pier Luigi Nervi.
Inizialmente lo stadio fu intitolato a Giovanni Berta, un caduto fascista. Dopo la seconda guerra mondiale il nome fu cambiato semplicemente in "Comunale", mentre nel 1991 prese definitivamente il nome di "Artemio Franchi" in onore dell'ex presidente della FIGC oltre che dirigente della Fiorentina.
Venne inaugurato il 13 settembre 1931; quel giorno fu disputata una gara amichevole arbitrata da Bevilacqua che oppose i gigliati agli austriaci dell'Admira di Vienna e che si concluse con la vittoria dei viola per 1-0 con la rete di Petrone. Le cronache dell'epoca ricordano che il pallone dell'incontro venne lanciato da un aeroplano che, pilotato dal pilota acrobatico fiorentino Vasco Magrini, sorvolò lo stadio prima dell'inizio dell'incontro. Le due formazioni in campo erano:
• Fiorentina: Ballante, Gazzari, Vignolini, Pizziolo, Bigogno, Pitto, Prendato, Busini, Petrone, Galluzzi (Bonesini), Rivolo
• Admira: Zohler, Janda, Paolich, Mirschitza, Hummenberger, Porcht, Ranft, Klima, Steuber, Cernitz, Langer.
In realtà, il terreno del nuovo stadio, venne calcato dalla squadra viola il 10 settembre 1931 quando superò, in amichevole, il Montevarchi per 6 reti a zero (4 gol di Petrone).

Gli anni d'oro: I due scudetti

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La formazione Campione d'Italia 1955-56



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Enrico Albertosi in maglia viola, nelle stagioni tra i due scudetti



Nella stagione 1955-56 la squadra gigliata ottiene il suo primo scudetto. Il presidente di allora, Enrico Befani, industriale tessile pratese, costruì un'ottima squadra, soprattutto con gli innesti dell'attaccante Miguel Montuori, argentino di origine sorrentina andato in Cile, e dell'asso brasiliano Julio Botelho, detto Julinho, i quali, con il loro estro e la tecnica sopraffina, fecero aumentare notevolmente la capacità offensiva del gioco. Bernardini aveva apprezzato Julinho ai mondiali (Svizzera 1954), lo considera la più forte ala destra del mondo, un giocatore completo per il genio, la forza atletica, lo scatto bruciante, la naturalezza con cui guida il gioco offensivo della squadra. Gioco rifornito assiduamente da un centrocampo di alto spessore tecnico, costituito dalla mezzala Guido Gratton e dal mediano Armando Segato, coadiuvati da un'ala tornante, ruolo ricoperto a turno da Maurilio Prini e Claudio Bizzarri. Completava la formazione un reparto difensivo, arcigno e grintoso nei contrasti come lo stopper Beppe Chiappella ed il terzino Ardico Magnini, ma anche classico e capace di passaggi precisi come il centromediano e capitano Francesco Rosetta e l'altro terzino Sergio Cervato. Il portiere era un giovanissimo Giuliano Sarti che in futuro avrebbe ricoperto quel ruolo nella leggendaria F.C. Internazionale degli anni 60.
Per la squadra allenata da Fulvio Bernardini con i gol di Montuori e di Giuseppe Virgili è una marcia trionfale; i viola arrivano imbattuti all'ultima giornata – sconfitti dal Genoa a Marassi (3-1, raggiunti ad un quarto d'ora dalla fine con un rigore regalato e battuti due volte negli ultimi 5'). Lo scudetto, conquistato con largo anticipo, era già stato festeggiato la domenica precedente, in occasione dell'ultima partita casalinga (4-1 alla Lazio), il 27 maggio. La gara venne preceduta dalla sfilata del calcio storico. Nella stagione 1956-1957 la Fiorentina partecipò alla Coppa dei Campioni, e fu la prima squadra italiana a disputare una finale nel prestigioso torneo. Ciò avvenne nel 1957 contro il Real Madrid di Alfredo Di Stefano perdendo per 2 a 0. Come voleva il regolamento dell'epoca, la finale si disputò nello stadio della squadra detentrice del torneo il Santiago Bernabéu di Madrid. In un contesto ambientale eccezionalmente sfavorevole, centomila spettatori assiepati sulle gradinate ed il "caudillo" Francisco Franco in persona in tribuna d'onore, la squadra viola resse sullo zero a zero sino a venti minuti dalla fine dopo che nel primo tempo Julinho aveva sprecato clamorosamente una palla gol per la Fiorentina. Decisivo si rivelò, per le sorti della gara, il rigore, trasformato da Di Stefano al 68º minuto, penalty che, come già rivelato dai cinegiornali dell'epoca, fu molto contestato e tutt'oggi appare molto dubbio. Fu poi il sigillo di Gento, sette minuti più tardi ad assegnare alle "merengues" la loro seconda coppa dei campioni.

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La formazione Campione d'Italia 1968-69



In campionato colleziona una serie di 4 secondi posti consecutivi, e nella stagione 1960-1961 è la prima squadra italiana a vincere un trofeo internazionale,ovvero la Coppa delle Coppe: nella prima edizione, batté in una doppia finale i favoritissimi scozzesi del FC Rangers di Glasgow, con la doppia vittoria per 2-0 e 2-1. Si ripete nella stagione seguente, giungendo nuovamente in finale contro un'altra squadra di rango, l'Atletico Madrid: nella prima gara riesce ad impattare per 1-1, e nella ripetizione viene travolta per 3-0 dai madrileni.
Nel 1968-69 la Fiorentina vince il suo secondo titolo nazionale (scudetto). Dopo una partenza in sordina, la Fiorentina si inserisce fra Milan e Cagliari e, perdendo una sola partita in tutto il campionato (3-1 con il Bologna), le stacca e non si fa più riprendere conquistando lo scudetto con una giornata di anticipo andando a vincere a Torino in casa della "odiata" Juventus 2-0. Protagonisti principali di questa squadra furono Chiarugi, De Sisti, Amarildo, Esposito, Merlo, Maraschi, Ferrante, Brizi, Rizzo,Superchi,Rogora,Mancin, tutti sotto la guida dell'allenatore Bruno Pesaola.

Da Pontello ai Cecchi Gori

Anni '80: l'era dei Pontello


Antognoni
Giancarlo Antognoni



Gli anni settanta, se si esclude la vittoria della Coppa Italia nel 1975, sono abbastanza deludenti per la compagine viola. La Fiorentina staziona a metà classifica rischiando per ben due volte ('70-'71 e '77-'78) l'onta della B. Delle giovani speranze acquistate nella prima metà del decennio, come Moreno Roggi, Vincenzo Guerini, vittime di gravissimi infortuni, e Antognoni solo quest'ultima si conferma ad altissimi livelli. Proprio Antonio, come verrà soprannominato dai suoi tifosi, diverrà uomo simbolo e capitano per numerosi anni del club viola. Dal vivaio escono talenti come Desolati e soprattutto Giovanni Galli. Sono anni di presidenze oculate, Ugolini, ed oneste ma povere, come quella di Melloni, ed in campo, di dignitosi giocatori come, Alessio Tendi, Steno Gola, Giancarlo Galdiolo e Marco Rossinelli. La squadra non riesce ad uscire dal grigiore e della mediocrità.

Campionato 1981-1982: Ad un passo dallo scudetto


Negli anni ottanta subentra una nuova dirigenza, quella dei Pontello, costruttori edili a capo di una impresa multinazionale. Nel 1981 i Pontello attuano delle scelte come il cambio dell'inno e, soprattutto, del giglio, simbolo della squadra, che creeranno non poche polemiche fra i tifosi, ma a queste si contrappongono delle operazioni di mercato che portano in viola giocatori di alto livello come Graziani e Pecci dal Torino, il centrocampista tecnico Bertoni dal Siviglia, il centrocampista rivelazione dal Monza Massaro e il massiccio difensore Vierchowod in prestito dalla Sampdoria; inoltre arrivano altri giocatori come Casagrande.
Tutta la squadra girava intorno a Antognoni e cominciò un'emozionante testa a testa con la Juventus. Il 9 ottobre 1981, avvenne un grave incidente ad Antognoni: al 57' minuto della partita Fiorentina-Genoa (finita poi 3-2 per i viola) il portiere Martina, durante un'uscita, colpì con le ginocchia il viso del centrocampista viola, che rimase a terra privo di sensi. Dopo questo infortunio, che sul momento fece temere per l'incolumità del giocatore (riportò una frattura alle ossa craniche, con grave rischio per la sua stessa vita), rimarrà fuori dai campi di gioco per quattro mesi.
Successivamente, l'allora direttore generale Tito Corsi decise di acquistare Luciano Miani nel mercato invernale per prendere temporaneamente il posto del capitano della formazione gigliata. Il rientro di Antognoni avvenne poi nel match casalingo vinto per 1-0 contro il Cesena, mentre in Napoli-Fiorentina (terminata 0-1) tornò al gol con un pallonetto dopo una discesa di 40 metri.

Baggio1987
Roberto Baggio


All'ultima giornata, Fiorentina e Juventus erano appaiate a 44 punti e i viola giocavano a Cagliari mentre la Vecchia Signora era di scena a Catanzaro; Graziani realizzò una rete che l'arbitro Mattei annullò per un discutibile fallo di Bertoni sul portiere sardo, mentre la Juventus vinse 1-0 a Catanzaro su rigore di Brady per fallo di mano di un difensore calabrese. Successivamente a questa delusione fra i tifosi viola nacque il motto Meglio Secondi che Ladri.

1990: I tifosi viola scendono in piazza


Il 1990 in Italia sarà ricordato per i Mondiali di calcio disputati proprio nel nostro paese ma anche per la rivolta contro i Pontello riguardo alla questione Baggio. La Fiorentina era intanto tornata nel grigiore dei vecchi tempi: la squadra lottava per la salvezza in campionato mentre si esaltava in Coppa UEFA, eliminando, nel seguente ordine, squadre come l'Atletico Madrid, i francesi del Sochaux e dell'Auxerre, i sovietici della Dinamo Kiev e in semifinale i tedeschi del Werder Brema.
In finale, per la prima volta nella storia della manifestazione, arrivano due squadre italiane: la Fiorentina e la Juventus. Durante il match d'andata, la Fiorentina perde per 3-1 a Torino contro la Juventus e, pareggiando per 0-0 ad Avellino (il campo di Firenze era chiuso per i lavori di Italia 90 ed il sostitutivo di Perugia venne squalificato dopo la semifinale con il Werder Brema), consegnarono di fatto alla squadra juventina la Coppa UEFA 1989-1990.
Ma i fiorentini erano più allarmati dal fatto che Baggio potesse andarsene e di fatto il giorno dopo la finale di Coppa UEFA, i Pontello annunciarono la sua cessione alla squadra più odiata da Firenze, la Juventus. Inoltre i Pontello dichiararono che nonostante la cessione del giocatore, loro sarebbero rimasti a Firenze alla guida della società viola.
Fu questa la scintilla che scatenò il popolo Viola, che scese in piazza a protestare cingendo d'assedio la sede della Fiorentina e l'abitazione della famiglia proprietaria della squadra. Furono giorni di tensioni e scontri in città con numerosi arresti e denunce tra i tifosi viola, inferociti, non tanto dalla vendita del loro campione, ma dal proclama della proprietà di non passare la mano ad un successore; questa rivolta di piazza in effetti non fece altro che accelerare la trattativa di passaggio di proprietà dai Pontello ai Cecchi Gori.

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La Fiorentina scesa in campo nella finale di ritorno della Coppa UEFA 1989-1990 contro la Juventus



Tutti questi fattori (perdita della Coppa UEFA con la Juventus e cessione di Baggio proprio alla squadra bianconera) portarono i tifosi Viola a contestare la nazionale italiana in ritiro a Coverciano poco prima dell'inizio dei mondiali del 1990, nazionale che fu costretta a lasciare Firenze e trasferirsi a Marino, vicino Roma. Per alcuni anni a Firenze la contestazione sarebbe continuata, con tanto di caroselli di auto a favore dell'Argentina in occasione della vittoria sugli azzurri nella semifinale mondiale ed a favore del Brasile dopo la finale mondiale del 1994. Il culmine sarebbe stato raggiunto nella primavera del 1993, in occasione dell'amichevole con il Messico giocata al Franchi, durante il quale i tifosi Viola, oltre a contestare la nazionale e sostenere platealmente gli stupefatti giocatori del Messico, arrivarono pure a fischiare l'inno nazionale.
Anni '90: l'era dei Cecchi Gori
Nel 1990 i Pontello, contestatissimi per aver venduto Baggio ai rivali storici della Juventus, cedono il testimone vendendo la Fiorentina al famoso produttore cinematografico Mario Cecchi Gori, che però scompare il 5 novembre 1993.

1992-1993: retrocessione in B dopo 54 anni

Per consentire alla Fiorentina di risollevarsi dagli ultimi anonimi campionati, Cecchi Gori decise di investire nella campagna acquisti, portando a Firenze giocatori come Stefan Effenberg e Brian Laudrup dal Bayern Monaco, Francesco Baiano dal Foggia e Fabrizio Di Mauro dalla Roma.
A inizio stagione la squadra veleggiava nelle zone dell'alta classifica, e fra le prestazioni fornite venivano alternate vittorie larghe (7-1 in casa contro l'Ancona) a sconfitte altrettanto pesanti (3-7 in casa contro il Milan). La stagione sembrava continuare per il meglio, ma il 3 gennaio 1993 l'allenatore Luigi Radice fu esonerato da Vittorio Cecchi Gori (ancora vicepresidente) nel corso di un chiarimento nello spogliatoio viola. La ragione ufficiale dell'esonero fu la sconfitta casalinga per 0-1 con l'Atalanta (gol di Carlo Perrone).
In sostituzione di Radice arrivò, dopo una serrata trattativa, Aldo Agroppi. La squadra, dopo questo avvicendamento, ebbe un calo spaventoso inanellando una serie di partite senza vittorie tanto da esserne schernita da varie tifoserie avversarie (si ricorda lo striscione "Produttore: Vittorio Cecchi Gori, regista: Aldo Agroppi, titolo: Le comiche"). Dopo varie giornate, Agroppi fu sostituito da Luciano Chiarugi (in coppia con Giancarlo Antognoni) che non riuscirono però a salvare la Fiorentina.
Il 6 giugno 1993, ultima giornata del campionato, Udinese e Fiorentina si contendevano un posto per rimanere in Serie A: la squadra viola giocava in casa contro un Foggia ormai salvo da tempo e l'Udinese era di scena a Roma. La Fiorentina vinse per 6-2 ma il pareggio fra Roma e Udinese, dovuto ad un gol del bianconero ed ex romanista Stefano Desideri che aveva percorso gran parte del campo con il pallone fra i piedi e a Carnevale che manco' volutamente un gol praticamente fatto, condannò i viola ad una retrocessione in Serie B arrivata nuovamente dopo cinquantaquattro anni.
La morte di Mario Cecchi Gori
Il 5 novembre 1993 scompare il famoso produttore cinematografico e da tre anni presidente della società viola Mario Cecchi Gori, probabilmente per infarto. Una folla immensa partecipa alle sue esequie e tributa un lunghissimo applauso. Il testimone della presidenza gigliata passa al figlio Vittorio.

1993-1995

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Gabriel Batistuta, capitano e calciatore simbolo della Fiorentina degli anni '90



Vittorio Cecchi Gori fu affiancato dalla madre Valeria, presidente onorario. Il nuovo presidente avrebbe ingaggiato successivamente giocatori del calibro di Francesco Toldo, Anselmo Robbiati, Manuel Rui Costa, Andrej Kančelskis, Edmundo ed Enrico Chiesa.
Il campionato di B del 93-94, con Batistuta in attacco ed altri giovani validi, fu conquistato dalla Fiorentina che, con alla guida Ranieri, lo vinse con tre giornate d'anticipo, riconquistandosi così dopo un anno la partecipazione al massimo campionato italiano.
Tornata in Serie A, la Fiorentina si rinforza acquistando alcuni giocatori, tra i quali spiccano Manuel Rui Costa, astro nascente del Benfica, ed il neo campione del mondo Marcio Santos: il primo instaurerà un legame speciale coi tifosi, il secondo si rivelerà una delusione e verrà ceduto dopo soltanto un anno. Ma è soprattutto l'anno di Gabriel Batistuta, che diverrà capocannoniere del torneo e infrangerà il record di reti consecutive, battendo quello stabilito precedentemente da Ezio Pascutti. La Fiorentina si piazzerà decima in campionato a fine stagione.

1995-1996: Il primo trofeo della gestione Cecchi Gori

Nella stagione 1995-1996 la Fiorentina si rinforza in difesa acquistando Lorenzo Amoruso e Emiliano Bigica dal Bari, lo svedese Stefan Schwarz dall'Arsenal e Michele Serena dalla Sampdoria.
La squadra si inserì subito nei piani alti della classifica e a gennaio del 1996 sembrava che potesse lottare per lo scudetto insieme a Milan e Juventus, ma non avendo rinforzi adatti in panchina, la stagione si concluse con un ottimo 3º posto a pari merito con la Lazio di Zdeněk Zeman.
Nel finale di stagione, in ogni modo, il traguardo più desiderato da tutti i tifosi fiorentini era ritornare a vincere la Coppa Italia dopo 21 anni dall'ultima conquistata nel 1975. L'obiettivo pareva meno difficile del tricolore, soprattutto dopo la travolgente cavalcata della squadra viola verso la finale che vide anche l'eliminazione netta dell'Inter con un 3-1 a Firenze e uno 0-1, caratterizzato da un delizioso gol in pallonetto di Batistuta. Durante la finale d'andata giocata a Firenze, la Fiorentina sconfisse l'Atalanta per 1-0 con un gol di Batistuta da fuori area;. Nel ritorno a Bergamo, la formazione viola si impose per 2-0 con reti di Lorenzo Amoruso e ancora di Batistuta. La Coppa Italia era tornata a Firenze e memorabili furono i festeggiamenti, con la squadra che di ritorno da Bergamo con la Coppa si ritrovò uno stadio con oltre 40.000 persone festanti alle tre del mattino.

1996-1998: fine del ciclo Ranieri e l'annata di Malesani

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Manuel Rui Costa gicotore della Fiorentina dal 1994 al 2001.



La stagione 1996-1997 iniziò con la vittoria in Supercoppa italiana contro il Milan per 2-1 a San Siro. A decidere l'incontro fu la doppietta di Batistuta, che rese vano il gol di Dejan Savićević per il Milan. La Fiorentina fu la prima squadra non scudettata a vincere questo trofeo. La festa fu doppia perché la vittoria fu conseguita il 25 agosto 1996, la vigilia del 70º anniversario della fondazione della società viola. Nel ritiro della formazione toscana, intanto, arrivarono Luis Oliveira, Aldo Firicano e Vittorio Pusceddu dal Cagliari.
Si tentò di ripetere la stagione precedente in campionato, ma la squadra cominciò a deludere, mentre in Coppa delle Coppe, pur soffrendo, la formazione avanzava di turno e cominciava a pregustare la finale. Nel gennaio del 1997, inoltre, Cecchi Gori svelò la famosa "ciliegina" che aveva promesso alla squadra, l'acquisto del centrocampista russo Andrej Kančelskis, che però, a causa di un difficile adattamento durante la stagione in corso ed una serie di problemi fisici, deluse le attese con Ranieri.
Il cammino dei viola in Coppa s'interruppe in semifinale contro il Barcellona perché la squadra, pur pareggiando al Camp Nou per 1-1 con uno storico gol di Batistuta (rimase celebre il suo gesto con il dito davanti alla bocca per zittire gli 80 000 tifosi catalani presenti allo stadio, perse in casa per 2-0 contro la formazione catalana e venne eliminata. Fallita anche la qualificazione per la Coppa UEFA, Cecchi Gori decise di esonerare l'allenatore Ranieri e di chiamare per la stagione successiva il giovane Alberto Malesani che ben aveva fatto in Serie B col Chievo.
Nella campagna acquisti per la stagione 1997-1998 arriva il brasiliano Edmundo. La stagione di Malesani verrà ricordata soprattutto per il divertente accadimento della prima giornata di campionato: la Fiorentina era impegnata a Udine e con due prodezze di Batistuta era riuscita a vincere per 3-2 contro l'Udinese. Finita la partita, l'allenatore corse pieno di gioia sotto la curva dei tifosi viola, festeggiando con loro, episodio che gli attribuì il soprannome L'Allenatore Ultrà. La Fiorentina di Malesani si dimostrò una "mina vagante", perdendo con formazioni modeste e vincendo con le squadre più blasonate, ma mostrando sempre un gioco spumeggiante e divertente. L'organico spesso risentì di infortuni come quello del russo Kančelskis, che aveva iniziato un campionato in gran forma ma fu subito arrestato da una serie di infortuni alla caviglia che lo tennero fuori per vari mesi. Il duo, ormai ampiamente rodato, Rui Costa-Batistuta fu autore di un'altra prestazione stagionale a livelli elevati, esaltata dall'estro del brasiliano Edmundo che, disponibile da gennaio, divenne presto uno degli idoli della tifoseria.
Malesani, tuttavia, entrò in pessimi rapporti durante la primavera con il presidente Cecchi Gori, il quale decise a fine campionato di esonerarlo. Dopo un periodo di vacanza della panchina viola e varie voci sull'arrivo di Renzo Ulivieri dal Bologna o del tifoso viola Mondonico, il presidente propose la panchina della sua squadra a uno dei più grandi allenatori del momento, Giovanni Trapattoni, che accettò.

1998-2000: l'era Trapattoni


Trapattoni
Giovanni Trapattoni



Nel campionato 1998-99 la Fiorentina, allenata da Trapattoni, lottò a lungo per lo scudetto e si laureò campione d'inverno, guidata soprattutto da un Batistuta in forma strepitosa. Dovette, poi, cedere il primato a febbraio, a causa di un infortunio del suo goleador, mentre Edmundo attirò su di sé critiche per essersi recato al carnevale di Rio de Janeiro mentre la squadra era in difficoltà. La squadra a fine stagione si piazzò comunque terza, riuscendo ad accedere al terzo turno preliminare della UEFA Champions League, che, con la nuova formula inaugurata quello stesso anno, permetteva alle squadre italiane classificatesi al terzo e quarto posto di tentare di accedere alla prima fase a gironi della più importante competizione europea. In ambito europeo la Fiorentina fu esclusa dalla Coppa UEFA per una assai discutibile decisione della UEFA: vincente a Zurigo contro il Grasshoppers e in vantaggio a Salerno, fu estromessa perché dei tifosi salernitani, resisi ostili durante la partita in campionato a Firenze per degli scontri, gettarono in campo una bomba carta; l'ordigno, diretto verso i giocatori viola che stavano raggiungendo gli spogliatoi per l'intervallo, colpì invece il quarto uomo, il belga Philippe Flament, ferendolo al ginocchio destro. Alla società viola, nonostante precedenti in senso contrario anche in campo internazionale, venne riconosciuta la responsabilità oggettiva, pur tra l'altro giocando in campo neutro per una squalifica del Franchi avvenuta 3 anni prima per degli oggetti gettati in campo.
Tra il 24 e il 25 luglio del 1999 presso il Giants Stadium di New York la formazione di Trapattoni si aggiudica in un torneo quadrangolare amichevole la "Gotham Cup" disputato insieme all'Aston Villa, l'Ajax e Panthinaikos. I viola battono prima i greci 3-0 (gol di Chiesa, Balbo e Oliveira), poi gli inglesi in finale 4-0 (gol di Mijatovic, 2 di Batistuta e Rui Costa).
Nella Champions League 1999-2000 i gigliati superano il turno preliminare battendo sia all'andata (3-1) sia al ritorno (0-2) i polacchi del Widzew Łódź, rientrando così nel tabellone principale di questa competizione dopo ben 30 anni. Sono poi inseriti in un impegnativo girone con Arsenal, Barcellona e AIK Stoccolma. L'inizio è difficile: dopo il pareggio interno per 0-0 contro l'Arsenal, arriva la netta sconfitta per 4-2 al Camp Nou con il Barcellona, seguita da un nuovo pareggio per 0-0 in Svezia contro l'AIK. I viola riescono così a raccogliere 2 soli punti in 3 partite, rischiando così un'eliminazione anticipata dalla competizione, ma la successiva vittoria interna contro l'AIK li rimette in corsa per la qualificazione. Il 27 ottobre 1999 si gioca quindi Arsenal-Fiorentina, in una partita che, scherzi del calendario e della classifica, qualificherebbe con un turno d'anticipo la squadra vincitrice del confronto a scapito dell'altra. A vincere questo delicatissimo match è proprio la squadra viola, che si impone per 0-1 con un gol di Batistuta al 75', diventando l'unica squadra italiana di club in grado di sconfiggere una inglese nel vecchio stadio di Wembley prima della sua demolizione.
Dopo un inutile ma comunque spettacolare 3-3 a Firenze contro il Barcellona (dove Mauro Bressan segnò un gol in rovesciata da 30 metri), i viola accedono dunque alla seconda fase a gironi, dove si ritrovano ad affrontare altre tre formazioni titolate quali il Manchester United, il Valencia ed il Bordeaux. È proprio contro i campioni uscenti del Manchester United che i gigliati hanno l'occasione di giocare la prima partita del girone, riuscendo ad imporsi per 2-0 all'Artemio Franchi grazie ai gol di Batistuta e Balbo. Nelle due successive partite, sempre in casa, la Fiorentina batte per 1-0 il Valencia con gol di Predrag Mijatović e pareggiano in Francia per 0-0 a Bordeaux, candidandosi seriamente alla qualificazione ai quarti, ma nello scontro decisivo contro il Valencia in terra spagnola escono sconfitti per 2-0, recriminando per un gol annullato a Rui Costa al 90' (sul punteggio di 1-0) per un fuorigioco fischiato sul suo calcio di punizione.
Nella giornata successiva l'avversario è nuovamente il Manchester United, che vincendo per 3-1 si assicura la qualificazione, mettendo nei guai la formazione di Trapattoni a cui potrebbe non bastare una vittoria nell'ultima partita per passare il turno. Il Valencia difatti conquista successivamente la qualificazione pareggiando in casa con gli stessi inglesi, rendendo ininfluente il punteggio della partita della Fiorentina nella gara interna contro il Bordeaux, terminata comunque col punteggio di 3-3, ed eliminandola dalla Champions League. In campionato i viola arrivano settimi, qualificandosi in Coppa UEFA
2000-2002: Coppa Italia, retrocessione e fallimento
Negli anni successivi al 2000 la Fiorentina attraversò un biennio doloroso, illuminato solo in parte dalla conquista della sesta Coppa Italia nel 2001. Nella doppia finale i gigliati superarono il Parma (1-0 in trasferta e 1-1 al Franchi). In campionato si piazzarono, invece, decimi, dopo l'esonero dell'allenatore turco Fatih Terim, sostituito dal debuttante Roberto Mancini.
Nella stagione 2001-2002 la squadra viola retrocesse in Serie B dopo nove anni. A nulla valsero l'esonero di Mancini, cui subentrò Ottavio Bianchi, e i gol del giovane centravanti Adriano, che non bastò per evitare il penultimo posto finale. Durante l'annata vennero portati i libri contabili dell'AC Fiorentina in tribunale, mentre nell'estate 2000 era stato venduto Batistuta (tuttora con 152 reti il primatista di reti segnate in Serie A con la maglia viola), l'estate successiva fu la volta di Rui Costa, Toldo. Dopo la retrocessione il 1º agosto la FIGC, al termine della riunione, escluse dal campionato di Serie B la AC Fiorentina per un passivo di 22.000.000 di euro non colmato. Il tribunale civile di Firenze decretò il fallimento della AC Fiorentina Spa, con la Ternana che veniva così ripescata in Serie B.

La Presidenza dei Della Valle

2002-2003: La Florentia Viola


Grazie all'opera del sindaco Leonardo Domenici e dell'assessore allo sport Eugenio Giani, che fondarono nell'agosto del 2002 la società Fiorentina 1926 Florentia, Firenze non rimase senza calcio. Il nome della nuova società diventò poi Florentia Viola quando fu rilevata dall'imprenditore Diego Della Valle, tifoso interista e comparso sulla scena solo dopo il fallimento della A.C. Fiorentina. Con questo nome, nella stagione 2002-2003, venne dunque iscritta al campionato italiano di calcio di serie C2, girone B, anziché nel Campionato Nazionale Dilettanti come avveniva a tutte le squadre che fallivano, poiché si liberò un posto nel girone C a seguito della discussa retrocessione della Cavese per illecito sportivo (la Cavese sarà poi assolta con formula piena nel 2008).
La squadra, nella quale decise di continuare a giocare in segno di grande attaccamento a Firenze il capitano Angelo Di Livio, riuscì a vincere il proprio girone, nonostante tre sconfitte interne con Rimini, Montevarchi e Gualdo, oltre al ko nel derby a Grosseto. Grazie anche ai 30 gol del bomber Riganò, dunque, la Florentia Viola ottiene la promozione in C1. Successivamente il proprietario Diego Della Valle, acquistando il logotipo della vecchia Fiorentina e il nome, riuscì a riportare in vita l'antica società calcistica fiorentina, anche se dovette chiamarla "ACF Fiorentina" per problemi legali dovuti a delle scissioni che Cecchi Gori ne aveva fatto del marchio. Il 19 maggio 2003 la Florentia Viola torna ad assumere ufficialmente il suo vecchio nome, diventando ACF Fiorentina S.p.A..

2003-2004 - 2004-2005: Il ritorno in Serie A

Al termine delle vicissitudini giudiziarie legate al caso Catania, il presidente della FIGC, Franco Carraro, ammise la Fiorentina direttamente al campionato di Serie B 2003-2004 (occasionalmente allargato a 24 squadre) al posto del fallito Cosenza e insieme alle retrocesse Catania, Genoa e Salernitana per meriti sportivi, formula piuttosto ambigua e ancora oggi discussa. Fu il secondo ripescaggio in Serie B per i viola, dopo quello del 1929.
Il campionato di Serie B, intrapreso con una rosa di giocatori prevista per la C1, si svolse per la prima metà con mediocri risultati e a inizio gennaio 2004 la società decise di esonerare Alberto Cavasin ma, con l'arrivo dell'allenatore Emiliano Mondonico la Fiorentina inanellò una serie strabiliante di risultati positivi che la portò a fine campionato al sesto posto in classifica e a guadagnare un insperato spareggio promozione con il Perugia Calcio classificatosi quartultimo in serie A. Nella prima partita giocata a Perugia la Fiorentina si impose per 1-0 con goal di Fantini e, con il pareggio per 1-1 nel ritorno a Firenze, riuscì a raggiungere la promozione in Serie A.

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Martin Jørgensen, centrocampista


Nella prima annata in Serie A, nonostante un organico rafforzato nel mercato estivo dagli arrivi di Fabrizio Miccoli, Enzo Maresca, Christian Obodo, Dario Dainelli, Tomáš Ujfaluši, Martin Jørgensen e Cristiano Lupatelli, ma con molti giocatori ancora della C2, la squadra visse momenti di grossa difficoltà.
Emiliano Mondonico rimase alla guida dei viola fino alla settima giornata poi venne esonerato dopo alcune dichiarazioni non condivise dalla società e sostituito da Sergio Buso fino ad allora allenatore dei portieri viola ma, visti gli scarsi progressi della squadra dopo un inizio promettente, venne anch'egli esonerato ed al suo posto subentrò l'ex portiere ed allenatore della nazionale italiana Dino Zoff. Fino alla conclusione del girone d'andata la squadra era in lotta per un posto in Coppa UEFA ma una serie di 4 sconfitte consecutive, insieme ad una classifica molto corta, la fecero precipitare nell'orlo della retrocessione. Il 31 gennaio 2005, ultimo giorno per il mercato invernale, la società acquistò per una cifra intorno ai 15 milioni di euro il talento bulgaro Valeri Bojinov dal Lecce, mentre nei giorni precedenti erano già stati acquistati per 3 milioni Marco Donadel dalla Sampdoria e per 6 milioni e mezzo l'attaccante toscano Giampaolo Pazzini dall'Atalanta.
La salvezza matematica arrivò all'ultima giornata, con nove squadre coinvolte a novanta minuti dalla fine nella lotta per non retrocedere. Grazie alla vittoria per 3-0 sul Brescia ed i contemporanei pareggi di Bologna e Parma (condannate allo spareggio) la squadra viola riuscì ad evitare la retrocessione. Alla fine di questo campionato, onorato con 12 presenze, lascia il calcio il capitano Angelo Di Livio, dopo 6 stagioni alla Fiorentina.

L'era Della Valle-Corvino-Prandelli

2005-2006: il quarto posto poi revocato


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Cesare Prandelli



Nel tentativo di non ripercorrere la traumatica stagione, nell'estate del 2005 la squadra si è notevolmente rinforzata, soprattutto sul piano societario, con gli arrivi del direttore sportivo Pantaleo Corvino e dell'allenatore Cesare Prandelli. Nonostante le cessioni di Chiellini, Maresca, Miccoli e Obodo, la Fiorentina durante il mercato estivo decide di puntare su giocatori che possano portare esperienza, e su giovani di prospettiva con voglia di emergere. La rosa viene quindi arricchita da giocatori del calibro di Toni, Frey, Gamberini, Montolivo, Pasqual, Fiore, Brocchi, Pazienza, Di Loreto e Pancaro.
Eccezionale la prima parte di stagione: la Fiorentina veleggia nelle prime posizioni di classifica, affermandosi come squadra rivelazione del campionato e lottando per un posto nelle coppe europee. Al termine dell'anno solare la squadra si ritrova così al quarto posto, con Luca Toni capocannoniere con 16 reti all'attivo e primo giocatore della Fiorentina a segnare una tripletta in nazionale contro la Bielorussia.
Nella finestra di mercato del gennaio 2006 arrivano Kroldrup per 4 milioni e mezzo dall'Everton e Jimenez in comproprietà con la Ternana, più Lobonţ per 1 milione e mezzo dall'Ajax e Berti a sostituire l'infortunato Frey e lo svincolato Cejas; intanto l'operazione di ringiovanimento di Corvino continua.

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Luca Toni



Gli innesti, in particolare di Jiménez, si rivelano indovinati e grazie anche alla impressionante capacità realizzativa di Toni (31 reti che gli permettono di vincere la Scarpa d'oro 2006), la Fiorentina resiste al prepotente ritorno della AS Roma (11 vittorie consecutive, record assoluto poi superato quasi un anno dopo dall'Inter) e conquista il quarto posto, valido per affrontare i preliminari di Champions League.
In estate, però, la Fiorentina rimane invischiata nel processo di Calciopoli, con l'accusa provata di illecito sportivo per i suoi vertici societari: secondo gli inquirenti, il patron Diego Della Valle, il presidente Andrea Della Valle e l'amministratore delegato Sandro Mencucci si sarebbero adoperati per ottenere l'intervento del vicepresidente della FIGC Innocenzo Mazzini, anche lui indagato nell'inchiesta, al fine di ottenere la salvezza dei toscani ai danni del Bologna nel precedente torneo. Il processo si svolge in due gradi di giudizio: alla CAF la Fiorentina viene condannata alla retrocessione in serie B con 12 punti di penalizzazione da scontare nel campionato successivo. La Corte Federale della FIGC però rivede poi le decisioni, condannando la Fiorentina a una penalizzazione di 30 punti nel campionato 2005-2006, facendole così perdere la qualificazione sia alla Champions League sia alla Coppa UEFA, ma salvandola dalla retrocesione per illecito sportivo cui si aggiunge una partenza ad handicap (-19 punti) per la stagione 2006-2007. L'arbitrato del CONI, successivamente, riduce la penalizzazione campionato 2006-2007 a 15 punti, stabilendo che la responsabilità della società nel presunto illecito sportivo relativo alla partita Lecce-Parma diretta dall'arbitro De Santis (il solo ancora contestato) è solo presunta (in quanto tale illecito è stato compiuto da persone estranee alla società). Nonostante tale sentenza rimane la condanna a Diego Della Valle (proprietario Fiorentina) per 3 anni e 9 mesi e a Andrea Della Valle (Presidente Fiorentina) per 3 anni.

2006-2007: la penalizzazione e la rimonta

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Adrian Mutu


Durante la campagna estiva partono Brocchi, Fiore e Jiménez, ma arrivano altri giocatori importanti: Adrian Mutu, Mario Alberto Santana, Fabio Liverani, Manuele Blasi e Massimo Gobbi. Inoltre vengono riscattate le proprietà di Frey e Montolivo, arrivati la stagione precedente.
La Fiorentina inizia la propria stagione in Coppa Italia: nel primo turno eliminatorio i viola battono per 3-0 il Giarre con una doppietta di Giampaolo Pazzini e un gol di Santana. Nel secondo turno i viola vengono battuti per 1-0 dal Genoa e sono eliminati dalla competizione.
Il 9 settembre 2006 inizia il campionato di Serie A 2006-2007, il primo senza la Juventus, e la Fiorentina perde in casa per 2-3 (0-2 nel primo tempo) contro la favorita Inter: per la formazione nerazzurra gol di Zlatan Ibrahimović e doppietta di Esteban Cambiasso, mentre i due gol dei viola sono segnati da Luca Toni.

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Giampaolo Pazzini



Nonostante la penalizzazione ed una partenza a stento con tre sconfitte (Inter in casa, Livorno e Udinese fuori) e una sola vittoria nelle prima quattro partite del campionato 2006-2007, la Fiorentina, dopo la sconfitta in casa contro il Palermo per 3-2 con gol rosanero di David Di Michele e doppietta di Amauri, riesce a riprendersi e a rilanciarsi in campionato, colmando il divario della penalizzazione ed arrivando, nel periodo pre-natalizio, a ridosso della metà della classifica.
Nel calciomercato del gennaio 2007 la Fiorentina si arricchisce con tre giovani aggregati al vivaio ed il diciannovenne centrocampista serbo Zdravko Kuzmanović, pagato 3 milioni al Basilea e giunto a Firenze dopo alcuni alterchi con il direttore sportivo del Palermo Rino Foschi, che lo accusa di avere corrotto il padre, suo manager personale. Nel mercato in uscita, invece, vengono ceduti il portiere Bogdan Lobonţ alla Dinamo Bucarest, Do Prado in prestito allo Spezia e Parravicini, sempre in prestito, al Parma via Palermo. Il 26 febbraio 2007, inoltre, la società viola ufficializza l'acquisto dell'attaccante Arturo Lupoli dall'Arsenal per la stagione successiva.
Nel girone di ritorno la squadra viola prosegue la sua scalata in classifica, giungendo a conquistare, nonostante la suddetta penalizzazione di 15 punti senza la quale si sarebbe piazzata terza, il sesto posto in classifica dietro al Palermo per i peggiori scontri diretti. In tal modo si garantisce un posto in Coppa UEFA grazie alla miglior difesa del torneo, con soltanto 31 reti subite, e al terzo miglior attacco della Serie A, con 62 reti segnate.
2007-2008: semifinale di Coppa UEFA, approdo in Champions League
Per la stagione 2007-2008 sono acquistati Federico Balzaretti dalla Juventus, Anthony Vanden Borre dall'Anderlecht, Pablo Daniel Osvaldo dall'Atalanta. Il 15 luglio 2007 sono conclusi, dopo complesse trattative, gli ingaggi di Franco Semioli dal ChievoVerona e del trentaquattrenne Christian Vieri. Per quanto riguarda le cessioni, si decide sul futuro di Valeri Bojinov, che alla fine sarà acquistato dal Manchester City per 8 milioni. Sono ceduti anche Reginaldo, al Parma, e Manuele Blasi, al Napoli. Viene inoltre ceduto Luca Toni al Bayern Monaco.
Durante la prima parte del campionato, che inizia il 26 agosto con la Fiorentina vittoriosa per 3-1 contro l'Empoli nel derby toscano, i viola beneficiano anche dei gol di Christian Vieri e, potendo fare affidamento su un impianto di gioco collaudato, lottano per la qualificazione in UEFA Champions League.
Nel calciomercato di gennaio 2008 la dirigenza preleva in comproprietà Papa Waigo dal Genoa in cambio di Vanden Borre, Daniele Cacia dal Piacenza (sempre in comproprietà) e il giovane Manuel da Costa dal PSV. Michele Pazienza passa a titolo definitivo al Napoli, Federico Balzaretti passa sempre a titolo definitivo al Palermo e Arturo Lupoli è ceduto in prestito al Treviso.
La Fiorentina gareggia con il Milan per ottenere il quarto posto valido per la qualificazione ai preliminari di UEFA Champions League. Il 2 marzo riesce a vincere, in una storica partita,contro la Juventus (storica rivale) a Torino, imponendosi per 2-3 ( la Fiorentina stava perdendo 2-1 a dieci minuti dalla fine )dopo quasi 20 anni. Il successo è accolto con festeggiamenti e caroselli al ritorno dei giocatori a Firenze. Alla fine i viola si qualificano per la Champions League a svantaggio del Milan, tornando nella massima competizione calcistica europea per club dopo otto anni. Anche questo risultato è festeggiato con imponenti manifestazioni di massa, con lo stadio Franchi aperto per l'occasione (anche se la partita decisiva viene giocata a Torino contro i granata) e oltre 30.000 tifosi esultanti sulle gradinate ad attendere l'arrivo della squadra. Il gol decisivo e storico della vittoria col Torino che permette la qualificazione alla Champions viene segnato da Osvaldo in rovesciata, già autore del gol vittoria contro la Juventus nello stesso stadio.

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Osvaldo, protagonista della stagione 2007-08, nella sofferta partita di UEFA contro l'Everton


In ambito europeo i viola ottengono una storica qualificazione alle semifinali di Coppa UEFA eliminando agli ottavi in un sofferto confronto l'Everton soltanto ad i rigori (2-0 e 0-2 il risultato nei minuti regolamentari), incontrando poi nei quarti di finale il PSV Eindhoven (1-1 al Franchi e vittoria per 2-0 al Philips Stadion). Mutu, con 6 gol, eguaglia Kurt Hamrin e Gabriel Omar Batistuta, migliori marcatori della Fiorentina in una stagione di una competizione europea. L'andata contro il Rangers all'Ibrox Stadium termina con il punteggio di 0-0. Al ritorno lo stesso risultato si protrae fino alla fine dei tempi supplementari . Ai tiri di rigore la spuntano gli scozzesi: dopo il primo tiro di Barry Ferguson parato da Frey, Fabio Liverani e Christian Vieri sbagliano i rigori, permettendo così ai Rangers di raggiungere la finale di Manchester poi persa contro lo Zenit San Pietroburgo.

2008-2009: l'ingresso in Champions League e la conferma del 4º posto

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Alberto Gilardino, neoacquisto dell'estate 2008



La Fiorentina, che torna in UEFA Champions League dopo 8 anni, acquista Felipe Melo, Stevan Jovetic, Alberto Gilardino, Juan Manuel Vargas, Gianluca Comotto e, in prestito, Marco Storari, Luciano Zauri e Sergio Bernardo Almirón, per una cifra totale di 50 milioni di euro. Partono, invece, Tomas Ujfalusi, Fabio Liverani, Christian Vieri e Alessandro Potenza. Vengono risolte inoltre le comproprietà di Anthony Vanden Borre, ceduto interamente al Genoa, Papa Waigo N'Diayè, ancora in comproprietà con il Genoa, e di Daniele Cacia, che, alle buste, va al Piacenza.
I Della Valle annunciano la progettazione di un nuovo stadio, che sorgerà in area Castello: un impianto polifunzionale che permetterà alla Fiorentina un maggiore guadagno (dai 12 milioni all'anno del Franchi a 50 milioni) che porterebbe il club a ridurre il gap dei diritti tv con le "grandi squadre", puntando a traguardi sempre maggiori. Oltre al nuovo progetto la Fiorentina ha previsto, in accordo con il Comune di Firenze, una profonda ristrutturazione dell'Artemio Franchi.
Superando il terzo turno preliminare di Champions League contro i cechi dello Slavia Praga, i viola fanno ritorno dopo 8 anni nella fase finale della Champions League. La Fiorentina esordisce con un pari sul campo del Lione . La prima partita, in casa del Lione, si chiude sul 2-2. Dopo un inizio stagionale negativo, la squadra si riprende battendo in casa il Genoa e pareggiando in Champions League contro la Steaua Bucarest. Seguono alcune vittorie, la sconfitta per 3-0 con il Bayern Monaco in Europa e lo 0-0 con l'Inter. Dopo 5 partite nel girone di Champions League, la Fiorentina, con soli 3 punti guadagnati, viene matematicamente estromessa e sfida la Steaua per guadagnare l'accesso alla Coppa UEFA, che ottiene grazie ad un successo in terra rumena per 0-1, vittoria che consente ai fiorentini di salire a quota 6 punti complessivi. Al termine del girone di andata di campionato la Fiorentina staziona al 6º posto in classifica. Durante il calciomercato invernale sono ceduti Pablo Daniel Osvaldo e Giampaolo Pazzini, per un guadagno di 16 milioni di euro. Eliminata dalla Champions League, la Fiorentina viene ammessa alla Coppa UEFA grazie al terzo posto conseguito nella fase a gironi. Al sorteggio ai viola viene assegnato l'Ajax, uno dei club più competitivi della coppa. In casa i viola giocano una buona partita ma non finalizzano e perdono 1-0; al ritorno in Olanda Gilardino apre le marcature illudendo la Fiorentina, che subisce all'88º minuto un gol di Leonardo ed esce dalla competizione. L'eliminazione e il cattivo gioco espresso in campionato attira sulla società alcune critiche di gruppi di tifosi, che però si spiegano e si scusano dopo lo sfogo di Cesare Prandelli in conferenza stampa. Dopo l'uscita di scena sia dalla Coppa Italia sia dalle coppe europee, al club rimane l'obiettivo del quarto posto in campionato, e comincia così, per tutto il girone di ritorno, un estenuante testa a testa tra la squadra viola e il Genoa di Gasperini rivelazione del campionato. Durante la stagione si afferma anche la cosiddetta zona Fiorentina, cioè gli ultimi minuti di gioco in cui la Fiorentina riesce a segnare, portando a casa punti pesantissimi come nel 3-3 col Genoa a Marassi. Con una Serie di 7 vittorie in 8 gare dalla 28ª giornata alla 36ª giornata, la Fiorentina va a Lecce alla 37ª e con il pareggio è qualificata matematicamente alla Champions League. La gara finisce 1-1 con gol di Martin Jorgensen, allo scadere e i viola guadagnano per il quarto anno consecutivo l'accesso in Coppa dei Campioni. L'ultima giornata di campionato mette di fronte Fiorentina e Milan al Franchi. La partita finisce 2-0 per i rossoneri, che vanno quindi direttamente in Champions League, mentre i viola devono passare l'ostacolo dei preliminari.
2009-2010: Ottavi di Finale di Champions League, semifinale di Coppa Italia e un deludente 11º posto
Nella sessione estiva di calciomercato, il ds viola Pantaleo Corvino dichiara di disporre di un budget stagionale di 0 Euro: per questo Felipe Melo viene ceduto alla Juventus per 21 milioni più l'altra metà del cartellino di Marco Marchionni valutato 4 milioni (la prima metà del cartellino venne acquistata pochi giorni prima), per un valore totale di 25 milioni. Un ulteriore cessione è stata quella di Mazuch ceduto in prestito all'Anderlecht. Vengono acquistati il difensore centrale Cesare Natali dal Torino per circa 2 milioni di Euro, Cristiano Zanetti, anche lui per circa 2 milioni, il terzino destro Lorenzo De Silvestri dalla Lazio per 6milioni, Savio Nsereko dal West Ham e José Ignacio Castillo, come vice Gilardino per 900.000 euro firmando un contratto biennale, più i giovani Di Tacchio dall'Ascoli, Acosty e Arati dalla Reggiana. Vengono inoltre ceduti Franco Semioli alla Sampdoria e Zdravko Kuzmanovic allo Stoccarda. Terminano inoltre i prestiti di Almiron, Zauri, Bonazzoli e Storari che non vengono rinnovati, mentre rientrano dal prestito Manuel Da Costa, Gulan, Scuffia, Hable, Di Carmine, Lepiller e Lupoli, quest'ultimo girato in comproprietà all'Ascoli nell'operazione Di Tacchio. La Fiorentina accede ai gironi della UEFA Champions League dopo aver battuto lo Sporting Lisbona grazie alla regola dei gol in trasferta. Il girone dei viola include Lione, Liverpool e Debreceni. Il mercato non ha convinto però i tifosi che hanno protestato fino a suscitare l'ira di Andrea della Valle, che ha convocato un CdA straordinario per il 24 settembre, nel quale decreta le sue dimissioni, che inizialmente si credeva fossero a causa di un riassestamento del gruppo Tod's, mentre lui stesso in una lettera ai tifosi, ha detto che le sue dimissioni sono dovute ai malumori del pubblico[13]. Il 24 novembre 2009 la Fiorentina compie un'impresa storica passando il girone della Champions con un turno d'anticipo grazie alla vittoria per 1-0 contro il Lione a Firenze ed eliminando matematicamente il Liverpool[14], inoltre nell'ultima partita del gruppo, il 9 dicembre 2009 vincendo per 2-1 in trasferta a Liverpool si qualifica come prima del suo girone registrando il miglior rendimento per punti fatti del torneo soltanto dopo quello del Bordeaux, e il secondo attacco per gol fatti (14) del torneo dietro al solo Real Madrid (15). Giocherà gli ottavi di finale contro il Bayern Monaco. Nel mercato invernale acquista il giovane talento serbo Adem Ljajic dal Partizan Belgrado, il difensore centrale Felipe Dalbelo dall'Udinese e il nazionale argentino Mario Ariel Bolatti, in forza all'Huracan per un prestito, cedendo in prestito Savio Nsereko al Bologna e Dario Dainelli a titolo definitivo per 5 milioni al Genoa e Jose Ignacio Castillo al Bari per 1 milione di euro. Il 28 gennaio Adrian Mutu viene trovato positivo all'antidoping, precisamente alla sibutramina, uno stimolante che annulla gli effetti della fame, test effettuato dal CONI, per la gara Fiorentina Bari terminata 2-1, con Goal dello stesso Mutu. Il 29 gennaio 2010, viene ufficializzato l'acquisto del giovane svizzero Haris Seferović, dal Grasshoppers. Negli stessi giorni la Fiorentina firma il convenzione, per sei anni, rinnovabili per lo stadio Franchi e per i campi d'allenamento, di proprietà del comune, in attesa del via libera per la costruzione del nuovo stadio di proprietà. Il 17 febbraio 2010 disputa l'andata degli ottavi di finale di Champions League contro il Bayern Monaco all'Allianz Arena, perdendo 2-1. Sul risultato però pesa l'arbitraggio negativo di Tom Henning Øvrebø e di un suo assistente. Lo stesso arbitro ha ammesso il giorno dopo che la rete di Klose andava annullata, in quanto il calciatore tedesco era in fuorigioco[15]. Il 9 marzo 2010 gioca il ritorno e vince 3-2 contro il Bayern Monaco, ma questo risultato non basta per passare il turno: vanno avanti i bavaresi. Il 30 marzo, Diego Della Valle, si dimette da Presidente onorario. Da quel momento solo sconfitte e pareggi, catapultando i viola in 11ª posizione a fine campionato. Nondimeno l'eliminazione in semifinale di Coppa Italia, unica speranza per accedere in campo europeo per la stagione 2010/11. Al termine della stagione, dopo un lungo tira e molla tra la proprietà e lo staff tecnico, Cesare Prandelli rescinde il suo contratto che lo legava al club viola fino al 2012, accettando la proposta della FIGC che lo avrebbe investito, al termine del Campionato Mondiale di calcio 2010, nuovo commissario tecnico della nazionale italiana. Al posto di Prandelli, il 3 giugno 2010 viene annunciato nuovo mister della Fiorentina il serbo Siniša Mihajlović, proveniente da una stagione sportiva come tecnico del Catania.

2010-2011: Siniša Mihajlović a Firenze


La stagione viola inizia già nel precampionato con un grave infortunio ai danni del giocatore Stevan Jovetić, che alla fine lo terrà fuori per l'intera stagione. Durante la sessione estiva di calciomercato vengono acquistati il portiere Artur Boruc dal Celtic, Gaetano D'Agostino dall'Udinese e Alessio Cerci dalla Roma. L'esordio in campionato di Siniša Mihajlović con la Fiorentina è stentato, in quanto nelle prime quattro giornate il gruppo viola racimola solo 2 punti: i viola iniziano con un pari, (1-1) contro il Napoli a Firenze, con due sconfitte di misura (1-0 e 1-2) sul campo del neopromosso Lecce e al Franchi contro la Lazio e con un pareggio contro il Genoa a Marassi per 1 a 1. La stagione alterna prestazioni deludenti ad alcuni sprazzi di gioco senza mai convincere. In evidenza Mario Alberto Santana che dopo stagioni in cui non riuscì a giocare a seguito di numerosi infortuni trova in questa stagione il proprio riscatto. A Novembre durante l'allenamento si infortuna anche il portiere Sébastien Frey, degnamente sostituito da Artur Boruc, mentre per eventi extracalcistici la Viola deve fare a meno anche del numero 10 Adrian Mutu il quale dopo il rientro per Cesena-Fiorentina si infortunerà e a seguito, dopo una lunga bagarre, sarà escluso dalla rosa. In campo tuttavia l'intera squadra non convince tra cui il neo-acquisto Alessio Cerci aspramente criticato dai tifosi. Il girone d'andata si conclude quindi al dodicesimo posto in classifica, tra la delusione dei tifosi ma proprio nell'ultima partita in programma, Fiorentina-Brescia, vinta per 3 a 2 in rimonta la stagione della formazione viola inizia a svoltare; la formazione viola riesce ad incatenare una serie di successi ed a migliorare il proprio gioco. Durante il mercato invernale viene inoltre rafforzata la squadra con l'acquisto del centrocampista Valon Behrami dal West Ham che durante tutto il girone di ritorno si è rivelato utile e ha conquistato subito i tifosi fiorentini. Invano la formazione viola cerca di raggiungere i posti validi per l'Europa ma senza successo, nonostante il reintrego di Mutu. Unica partita degna di nota è Fiorentina-Udinese vinta per 5 a 2 mentre proprio nell'ultima fase del campionato, oltre al solito Behrami, stupisce Cerci che riesce a realizzare nel complesso 7 reti, diventando il secondo miglior realizzatore viola della stagione dopo Alberto Gilardino. Il campionato si conclude in nona posizione confermando definitivamente la chiusura del ciclo dell'era "Prandelli". Il patron Andrea Della Valle rassicura però i propri tifosi e dichiara che, con la chiusura del vecchio ciclo, se ne aprirà un alto con l'obbiettivo di riportare la Fiorentina in Europa. Inizia quindi un rinnovamento della società e della squadra: l'11 giugno 2011 viene eletto presidente Mario Cognigni; lasciano la squadra i giocatori svincolati (Marco Donadel, Mario Alberto Santana e Gianluca Comotto), vengono ceduti Adrian Mutu e Sébastien Frey a titolo definitivo, mentre alcuni giovani della primavera vengono ceduti in prestito a società di serie B e Lega Pro per fare esperienza.



Da wikipedia

"Nella vita a volte e' necessario sapere lottare non solo senza paura, ma anche senza speranza"
Domani e' un altro giorno, con un grosso livido in più e la determinazione di sempre.
"Sandro Pertini"





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Gabriel Batistuta
Il re Leone


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Omar Gabriel Batistuta è quello che tutti noi vorremmo essere: bello, ricco, famoso e dotato di un talento immenso!
Oltre a tutto ciò, se provate a fare un sondaggio tra i vostri amici appassionati del gioco più bello del mondo (il calcio, naturalmente!), vi renderete conto che tutti, al di la della loro fede per una squadra particolare, apprezzano questo argentino dalla chioma fluente.
Nato il primo febbraio 1969, Gabriel sarebbe diventato uno dei campioni più amato ed ammirato del mondo.
Ma la sua affermazione non è stata così semplice, sarebbe stupido non ricordare che Batistuta si avvicina al calcio per perdere qualche chiletto di troppo, con un antipatico nomignolo affibbiatogli dagli amici: El Gordo (il grasso).

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Mai scelta si rivelò più azzeccata: il giovane Gabriel trovo nel calcio un mezzo importante per esprimere le sue doti e il suo carattere risoluto e tenace.
C'è un altro episodio importante nella giovinezza del campione, un episodio che segnerà la sua vita: a 15 anni conosce, ad una festa, Irina Fernandez, se ne innamora e decide che sarà lei la sua sposa.
Cocciuto e determinato nella vita come nel calcio, Batistuta ottiene il suo primo "trionfo": nel 1990 (il 28 dicembre) Irina diviene sua moglie e, come vedremo, sarà al suo fianco durante la sua ascesa ai vertici del calcio.
Nel 1987 era approdota al Newell's Old Boy, lasciando con non pochi rimpianti la sua amata Reconquista per giocare nella squadra di Rosario.
L'esordio in prima squadra è nel 1988 (San Martin-N.O.B. 1-0), ma il debutto vero e proprio arrivò qualche giorno più tardi: Gabrich (centravanti titolare) si infortuna e Batistuta viene schierato, col numero 9, nella semifinale di Coppa Libertadores contro il San Lorenzo.
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I giornali notarono il giovane attaccante e ne pronosticarono un felice avvenire, anche se qualcuno che non apprezzava Gabriel c'era: Passarella e Sivori, ad esempio, non avrebbero scommesso un centesimo su di lui, ma la storia li farà ricredere.
Passarella sarà allenatore di Bati, negli anni successivi, quando Gabriel venne acquistato dal River Plate: l'avversione di Passarella divenne di dominio pubblico e Gabriel finiva regolarmente in panchina.
Da grande professionista, Batistuta, non ha mai voluto criticare il comportamento dell'ex CT (che nel periodo in cui era allenatore della nazionale, lo esiliò anche da li), anche se oggi, da campione affermatissimo, potrebbe permetterselo.
La svolta nella sua carriera arriva con l'incontro di Settimio Aloisio, che con una mossa ardita lo fece trasferire dal River ai rivali storici del Boca Juniors.
Nello stesso anno (1989), Batistuta sbarca per la prima volta in Italia: torneo di Viareggio con il Deportivo. La stella di Gabriel inizia a brillare (tripletta contro il Cska Sofia), ma Batigol sbaglia il rigore decisivo nella sfida Deportivo-Torino.



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In quella occasione i ragazzi del Deportivo ebbero la possibilità di visitare il Franchi (Fiorentina-Roma) e il giovane Batistuta restò impressionato dalla splendida cornice di pubblico e dal calore dei tifosi viola.
Dopo varie vicissitudini (incomprensioni col suo tecnico e mesi di panchina) Bati decise così di cambiare squadra: ma l'approdo al Boca non fu dei più felici.
I tanti mesi passati in panchina lo avevano appesantito, arrugginito e il suo rendimento fu deludente.
Nel 1991, però, arriva Oscar Tabarez (vecchia conoscenza anche del calcio italiano) e il suo progetto, mirato a rivalutare i giovani tramite un'iniezione di fiducia, lo porta alla riscoperta e al rilancio di Batistuta.
Il Boca comincia a vincere, inannellando risultati e bel gioco: raggiunge la finale di Coppa Libertadores e il secondo posto in campionato.
I goals di Bati cominciavano a fioccare e l'Europa cominciò a mettergli gli occhi addosso.
I primi club a muoversi furono Verona, Juventus, Real Madrid e Fiorentina.
Proprio nel '91, infatti, Vittorio Cecchi Gori (patron della squadra viola) notò il cannoniere di Reconquista: con grande intuito capi che sarebbe stato il bomber del futuro, così strinse i tempi dell'approccio e lo convinse a trasferirsi a Firenze.
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Dopo un comprensibile periodo di adattamento, anche a Firenze Batistuta si rivelerà micidiale, realizzando goals a raffica e diventando in breve l'idolo dei tifosi.
Ma un paio di stagioni dopo il suo arrivo e con una squadra, almeno sulla carta, non delle peggiori, arriva l'inatessa retrocessione del club viola in serie B.
Bati decide di rimanere, lo costringe il suo orgoglio e l'affetto dei tifosi: ecco perchè Batistuta è considerato a tutt'oggi, che gioca con la Roma, un idolo dai tifosi della Fiorentina.
Sarebbe stato facile per lui abbandonare la squadra nel momento di crisi, molti club lo corteggiavano, ma la fedeltà alla città (che lo aveva conquistato da subito) e l'attaccamento alla maglia, insieme al suo grande orgoglio gli impedivano di voltare le spalle al Franchi e al suo meraviglioso pubblico.
La risalita dalla serie cadetta fu comunque molto rapida e già l'anno seguente Batistuta strega tutti i tifosi di calcio andando a segno per 11 domeniche consecutive (il vecchio record era di 10, Pascutti) e conquistando il titolo di capocannoniere.
Di trofei ne arrivano pochi (Coppa Italia 1995 e supercoppa di Lega), ma le soddisfazioni per Bati-gol non mancano: la gente lo adora e Firenze è ai suoi piedi.
Il 1995 è anche l'anno in cui Bati raggiunge le 100 presenze con la maglia viola, ed i tifosi lo festeggiano in modo straordinario: viene eretta una statua in suo onore.

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Nel 1998 arriva a Firenze un altro personaggio di grande spessore: Giovanni Trapattoni.
In quella stagione la Fiorentina rimane in testa alla classifica per 22 giornate, ma poi, complice un infortunio proprio di Batistuta e lo scarso attaccamento alla maglia del brasiliano Edmundo, la corsa verso il sogno scudetto si interrompe.
Il terzo posto finale sarà comunque "storico", perchè permetterà il ritorno della Fiorentina in Champions League dopo trent'anni.
Siamo arrivati ai giorni nostri, alla scelta sofferta di lasciare Firenze, cambiare dopo quasi 10 anni la divisa da indossare.......
E' una scelta dura, difficile, ma inevitabile: Gabriel ha ormai 30 anni, è ancora integro fisicamente, ma vede accorciarsi l'orizzonte della sua vita agonistica: vuole vincere qualcosa di importante, vuole lasciare il segno nel campionato di calcio più bello del mondo.


batistuta
Il divorzio dalla squadra viola è deciso anche dalla mancanza di un progetto credibile da parte di Cecchi Gori: Bati non crede che il Presidente possa allestire una squadra realmente competitiva e Gabriel ha fretta di vincere qualcosa di importante prima di concludere la sua avventura italiana.
Il resto è storia degli ultimi mesi: l'approdo alla corte di Sensi a Roma, un altro grande campionato da protagonista e, probabilmente, lo scudetto per tanto tempo atteso.
Calciatore moderno e potente, unisce una straripante energia fisica ad un ottima tecnica: nelle sue innumerevoli marcature troviamo gol di tutti i tipi, da quelli di potenza a quelli di "rapina", fino ad arrivare a quelli fantastici dove classe e forza si fondono in un'amalgama quasi celestiale.
Per tutti questi motivi e per la sua capacità di entrare in sintonia con i tifosi, Omar Gabriel Batistuta è stato, è e sarà sempre il RE LEONE.


"Nella vita a volte e' necessario sapere lottare non solo senza paura, ma anche senza speranza"
Domani e' un altro giorno, con un grosso livido in più e la determinazione di sempre.
"Sandro Pertini"





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view post Posted on 17/1/2013, 21:08 Quote
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Inno Fiorentina


Fiorentina


Oh Fiorentina!

(Narciso Parigi)

Garrisca al vento il labaro viola,
sui campi della sfida e del valore.
Una speranza viva ci consola,
abbiamo undici atleti e un solo cuore!

Oh Fiorentina,
di ogni squadra ti vogliam regina.
Oh Fiorentina,
combatti ovunque ardita e con valor!
Nell'ora di sconforto e di vittoria,
ricorda che del calcio è tua la storia.

Maglia viola lotta con vigore,
per esser di Firenze vanto e gloria.
Sul tuo vessillo scrivi: forza e cuore,
e nostra sarà sempre la vittoria!

Oh Fiorentina,
di ogni squadra ti vogliam regina.
Oh Fiorentina,
combatti ovunque ardita e con valor!
Nell'ora di sconforto e di vittoria,
ricorda che del calcio è tua la storia.

Forza Fiorentina!
Forza!

Alé Viola
Alé



Gli amici sono l'ingrediente fondamentale della felicità.....
Il mio amico virtuale è diverso....
egli non guarda nei miei occhi, egli vede il mio cuore!
.....forse tu non sai ma quando mi parli,
quando giochi con me.... quando mi ascolti, quando mi vuoi bene
eserciti il nobile compito di un amico reale........

 
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Ufficiale: Jovetic è del Manchester City
E' giunto al termine il tormentone relativo al futuro del montenegrino che approda alla corte di Pellegrini.



Il futuro di Stevan Jovetic sarà in Premier League. La Fiorentina e il Manchester City hanno raggiunto l’accordo per il trasferimento della stella montenegrina alla corte di Pellegrini. Il club viola ha
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ufficializzato l’operazione attraverso una nota pubblicata sul proprio sito: “ACF Fiorentina annuncia di aver raggiunto un accordo con il Manchester City Football Club per la cessione a titolo definitivo del calciatore Stevan Jovetic, accordo subordinato alla firma del contratto economico da parte del calciatore”. Si conclude così uno dei più caldi tormentoni di mercato dell’estate. Il giocatore ha rischiato di creare un nuovo incidente diplomatico tra Fiorentina e Juventus, con i viola che non sono scesi a compromessi sul prezzo del proprio giocatore nonostante il pressing bianconero. Il Manchester City invece ha messo sul piatto i 30 milioni richiesti dai Della Valle, privando il campionato di calcio italiano di uno dei suoi giocatori più talentuosi. Ora i viola potranno ultimare le operazioni per l’acquisto di Ilicic dal Palermo.


Fiorentina, News
di Marco Beltrami
18 luglio 2013
21:01
Ufficiale: Jovetic è del Manchester City
E' giunto al termine il tormentone relativo al futuro del montenegrino che approda alla corte di Pellegrini.

Ufficiale: Jovetic è del Manchester City.

Il futuro di Stevan Jovetic sarà in Premier League. La Fiorentina e il Manchester City hanno raggiunto l’accordo per il trasferimento della stella montenegrina alla corte di Pellegrini. Il club viola ha ufficializzato l’operazione attraverso una nota pubblicata sul proprio sito: “ACF Fiorentina annuncia di aver raggiunto un accordo con il Manchester City Football Club per la cessione a titolo definitivo del calciatore Stevan Jovetic, accordo subordinato alla firma del contratto economico da parte del calciatore”. Si conclude così uno dei più caldi tormentoni di mercato dell’estate. Il giocatore ha rischiato di creare un nuovo incidente diplomatico tra Fiorentina e Juventus, con i viola che non sono scesi a compromessi sul prezzo del proprio giocatore nonostante il pressing bianconero. Il Manchester City invece ha messo sul piatto i 30 milioni richiesti dai Della Valle, privando il campionato di calcio italiano di uno dei suoi giocatori più talentuosi. Ora i viola potranno ultimare le operazioni per l’acquisto di Ilicic dal Palermo.

L’addio di Jovetic –
Il talento montenegrino non ha perso tempo per salutare tutti, ringraziando quelli che ormai sono i suoi ex tifosi ai microfoni di Firenzeviola.it: “Ho passato anni bellissimi con la maglia viola. Sono arrivato che ero un ragazzino, me ne vado via uomo e calciatore. Grazie a tutti. Porterò per sempre Firenze nel mio cuore, ma soprattutto i tifosi della Fiorentina che mi hanno voluto un gran bene”. In conclusione una battuta sulla sua nuova avventura con la maglia del City: “Ho scelto Manchester perché è una squadra importantissima, si gioca la Premier. Ho proprio voglia di vincere qualcosa. E poi troverò il mio grande amico Nastasic”.


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"Nella vita a volte e' necessario sapere lottare non solo senza paura, ma anche senza speranza"
Domani e' un altro giorno, con un grosso livido in più e la determinazione di sempre.
"Sandro Pertini"





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