La casa fai da te (pitture e trucchi).impariamo

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    molto interessante lussy,grazie.

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    Come posare le piastrelle:un pò di storia.

    Eccoci qui a parlare di come si posano le piastrelle, ho avuto l'occasione di capire che questo è un argomento che vi interessa particolarmente.Cercherò di fare un quadro completo di tutto ciò che bisogna sapere per poter fare una buona posa del vostro pavimento, cominciamo....:-)
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    Come posavano i pavimenti prima dell' invenzione della colla per piastrelle?
    Una volta i pavimenti delle case non avevano le piastrelle moderne a cui siamo abituati a vedere ai giorni di oggi, prevalentemente i pavimenti erano fatti:

    - Con il marmo, tagliato in piastrelle solitamente il formato poteva variare dalla grossa lastra per i locali più ampi fino alle piastrelle 40*40 o 50*50 , ma erano posati solo in case di prestigio. Venivano posati semplicemente stendendo del terriccio ma di sottile granulometria, fino a quasi raggiungere la quota dell' altezza del pavimento, ma rimanendo al di sotto del piano del pavimento finito, dello spessore del marmo piu lo spessore del collante ( che a quei tempi era la calce, in tempi ancora in dietro era l'argilla), dopo si passava alla fase vera e propria posa del marmo e veniva posato a calce,(malta bastarda).Se erano posate in luoghi dove il passaggio pedonale era forte le piastrelle di marmo tendono a consumarsi, specialmente le parti anteriori delle scale o le soglie delle porte.

    - Esistevano delle piastrelle fatte in cemento dalla forma quadrata, rettangolare e ottagonale, avevano uno spessore di 2 cm, si posavano con la stessa tecnica di posa del marmo. Erano delle piastrelle in cemento molto resistenti ai colpi ma tendeva a consumarsi al passaggio pedonale infatti era facile capire dove c'era di più passaggio perchè la piastrella era più consumata in quelle parti, questo consumo della piastrella avveniva in una decina d'anni, a secondo della qualità della piastrella stessa. La colorazione della piastrella era fatta solo nella parte superiore negli ultimi 5 mm. questo faceva si che al consumo da calpestio se era colorata una volta che finiva La parte colorata usciva fuori il cemento.

    - Un pavimento che ha aperto la strada all' era moderna era fatto con piastrelle di graniglia, ritornato di moda anche ai giorni attuali ma ora fà parte di una fascia di pavimenti d'elite sono abbastanza costosi. Sono fatte sempre con una base cementizia hanno uno spessore di 2,5 cm. e avevano nella parte terminale delle scaglie di marmo di vari colori immerse in un cemento colorato, infatti questa varietà di colori che si potevano dare lasciavano la via libera alla creatività, si creavano forme cornici scritte quello che si vuole, certo sempre al giusto costo. Dato che le piastrelle in graniglia hanno lo strato superiore dove vengono immerse le scaglie di marmo e il cemento, abbastanza spesso (anche quasi un cm) si possono levigare a piombo, questa è un' operazione che le piastrelle perdono la vivacità del colore e appare opacizzato e graffiato, una volta fatta la levigatura e la lucidatura a piombo tornerà vivo come in origine.Se volete vedere come sono fatte le piastrelle in graniglia fate un giro su google le troverete.La posa era fatta sempre con una base si sabbia e poi messe a calce, appena posato dopo averlo fatto asciugare e indurire un pò veniva levigato, così era pronto.



    - I pavimenti chiamati marmettoni erano sullo stesso stile della graniglia ma eramo di formato più grosso, arrivavano ad avere una forma 35*35 anche 40*40 spesse 3/4 cm. fatte con base di cemento e sopra le scaglie di marmo decisamene più grandi di quelle delle piastrelle in graniglia, affogate in un cemento colorato.Un pavimento praticamente indistruttibile resistentissimo al calpestio agli urti.Veniva posato nello stesso modo di come si posa la il pavimento in graniglia, diciamo che come pavimento era per un uso comune non era un pavimento pregiato come la graniglia.

    - Esistevano ed esistono tutt'ora (perchè si utilizza ancora oggi) dei pavimenti chiamate Palladiane, era utilizzato solitamente per fare pavimenti di grossi ambienti come gli androni nei portoni dei condomini, vaste aree espositive, sale ricevimenti e così via, si utilizzava poco per pavimentare le stanze perchè era di un certo prestigio e quindi dei costi accessibili a poche persone.La Palladiana è fatta da un' impasto a base cementizia fatta in loco e sopra al cemento venivano posate scaglie di marmo, di svariati fornati e colori creando giochi di forme e colori a piacimento del posatore. Il procedimento per la posa di un pavimento come le palladiane non è cosa da tutti, ci vuole sapienza e molta maestria perchè si realizzano dei vere e propri capolavori, infatti al giorno d' oggi non sono in molti in grado di realizzare tale pavimento, tutta l'area da pavimentare deve essere gettata in loco in una sola volta perchè non permette le giunte che rimarrebbero visibili per sempre e punto di una eventuale rottura, quindi potete immaginare la praticità necessaria per farlo. In più questo tipo di pavimentazione ha come difetto quello che non è possibile applicare rotture di nessun genere sul pavimento, perchè non cè il modo di richiudere senza che non si veda il taccone, quindi lo si rovina irrimediabilmente.

    Questi erano i tipi di pavimenti più utilizzati in passato e qualcuno anche se in pochi casi è utilizzato anche ora, dopo ci fu la rivoluzione delle piastrelle moderne che ci accompagnano fino ai giorni nostri.

    Come mettere le piastrelle in bagno, nozioni preliminari.

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    Quali sono le cose che dobbiamo sapere e a cui fare attenzione, prima di cominciare a mettere le piastrelle in bagno?

    Ci sono tutta una serie di cose da prendere in considerazione per fare una buona posa della piastrelle cerchiamo di vederle nel dettaglio:

    Esposizione alla luce delle pareti e pavimenti del bagno.
    Prima cosa dovete imparare a curare la posa delle piastrelle dove saranno più in vista, che sia un parete o un pavimento, c'è sempre delle parti più esposte al controluce, cioè posti dove la luce che entra da una porta o da una finestra mette in risalto una certa zona del pavimento o della parete, bene quella è la parte a cui voi dovete fare più attenzione altrimenti il vostro lavoro non sarà ben fatto. Per imparare a mettere le piastrelle bisogna diventare anche acuti osservatori vedete l' immagine di un pavimento con la luce riflessa che entra da una finestra , quelle sono le parti piastrellate a cui dobbiamo fare più attenzione , ogni minimo difetto della piastrellatura è messo in risalto.

    Vi faccio vedere con degli esempi



    pavimento%20in%20controluceHo fatto due disegni per farvi capire cosa intendo dire , nella foto a sinistra vedete l'esposizione alla luce di una parete del bagno la zona in cui ho tracciato un cerchio e quella a cui dovrete fare attenzione mentre piastrellate perchè li un gradino sulle piastrelle si vedrà tantissimo, la stessa cosa ho voluto farvi vedere cosa accade nel pavimento con la foto a destra dove ,a "A" sta per la direzione in cui la luce entra "B" la zona del pavimento posta più in rilievo diciamo e"B" il punto da dove noi guardiamo il pavimento.Ricordate è IMPORTANTISSIMO dovete diventare degli attenti osservatori, anche mentre mettete le piastrelle ogni tanto vi allontanate e vi guardate il vostro lavoro se è fatto bene vi date una pacca sulla spalla e procedete, altrimenti riprendete le pistrelle che non vi sembrano perfette, se avete qualcuno con voi ogni tanto chiedetegli di dare anche lui un' occhiata se ci sono imperfezioni, ve lo farà notare. Una cosa è mettere male una piastrella dietro una porta, un' altra è metterla male dove è subito in vista. Se poi quello che dovete mettere è un tipo di pavimento lucido dovete fare ancora molta piu attenzione perchè i difetti si vedono subito.
    Partenze-e-tagli
    Decidete prima di partire con la posa, i punti da dove comincerete a mettere le piastrelle nel vostro bagno.
    Diciamo che in linea di massima, dagli spigoli dovreste sempre partire con le piastrelle intere fino ad andare a morire negli angoli, perche le piastrelle intere devono essere messe in vista mentre i tagli andrebbero posati negli angoli.


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    Con la lettera "A" ho voluto indicare i punti di partenza da dove dovete partire con la piastrella intera, con la" B" i punti dove andrebbero fatti i tagli delle piastrelle, quindi come notate si cerca sempre di fare andare a finire i tagli negli angoli, in più se volete fare ancora meglio dovete piastrellare prima le pareti sullo sfondo facendo anche i tagli ( nel disegno che ho fatto per parete di fondo intendo dire dove ho messo la finestra), poi cominciate a piastrellare (sempre facendo riferimento al disegno) dallo spigolo verso la parete della finestra, così facendo il taglio della parete dello spigolo adrà a coprire il taglio della parete della finestra, così facendo noterete meno eventuali difetti.Sono piccole malizie ma sono quelle che rendono bello il bagno.
    Cominciate a piastrellare partendo dalla porta da dove entrate in questo caso del bagno, poi avanzate con una fascia di piastrelle andando fino al fondo del bagno poi continuando dal fondo a chiudere verso la porta, in questa maniera risulterà un pò più difficile la posa ma non correte il rischio di avere davanti all'ingresso i tagli. Vado a fare un video di come io ho piastrellato il mio bagno cosi sarò più chiaro.



    Gli amici sono l'ingrediente fondamentale della felicità.....
    Il mio amico virtuale è diverso....
    egli non guarda nei miei occhi, egli vede il mio cuore!
    .....forse tu non sai ma quando mi parli,
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    Grassello fai da te

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    Questa tecnica di decorazione dei muri è tra le più ricercate perché dona luce e personalizza le pareti di casa. Ecco come applicarla anche senza l'aiuto di esperti pittori

    Quella del grassello è una tecnica di decorazione murale tra le più belle perché dona un aspetto caratteristico a ogni tipo di casa, sia classica che moderna: pur seguendo un unico metodo di applicazione si possono ottenere effetti e sfumature sempre diversi. Inoltre è lavabile e quindi facile da mantenere pulita.
    Si tratta di un prodotto derivante dalla cottura di rocce pure, che viene poi colorato con pigmenti e ossidi: è al 100 per cento naturale, privo di solventi e quindi ecologico, resistente all'umidità e alle muffe, lavabile se trattato con apposite cere.
    La stesura richiede tempo e pazienza e i costi non sono bassissimi, ma il risultato finale ripaga e, se ben fatto, può durare anche decine di anni.
    Il grassello può essere applicato su intonaci vecchi e nuovi, ma la preparazione della parete è fondamentale. Il muro deve essere perfettamente asciutto e senza muffe; se è in buone condizioni è sufficiente stuccare eventuali crepe, mentre se presenta molte imperfezioni è necessaria una rasatura della parete. A questo punto si livella la superficie, applicando poi un fissativo, solitamente a base di quarzo fine, che assicura una buona base per la posa degli strati successivi.
    Ora si può iniziare con la stesura vera e propria: dopo aver realizzato la miscela (che si acquista in colorificio o in un negozio di bricolage) e averla mescolata fino a renderla omogenea, si comincia con una prima mano che deve avere uno spessore di almeno tre millimetri. In questo modo la parete viene uniformata e si evita che il vecchio colore torni in superficie. La seconda mano, di circa due millimetri, è quella più decorativa, dove è possibile sbizzarrirsi con sfumature ed effetti particolari, mentre la terza e ultima mano rende lucida la parete. Quest'ultimo passaggio deve essere effettuato prima che il grassello si asciughi, quindi sarebbe consigliabile farsi aiutare da qualcuno. Nei punti più difficili, ad esempio, intorno agli interruttori, la stesura va fatta con il dito e poi rifinita con una paglietta d'acciaio a grana fine.



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    Decorare le pareti con la foglia d’oro

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    Come decorare le pareti della casa con la foglia d’oro.

    La foglia d’oro è un elemento molto elegante e raffinato per decorare sia oggetti che pareti della casa.
    Grazie alle finiture con la foglia d’oro, infatti le vostre pareti acquisteranno lucentezza e daranno un tocco di gran gusto alle varie stanze della casa.

    Con la foglia d’oro si può riempire un’intera parete oppure decorare solo una parte di essa facendo diventare la foglia d’oro un elemento di rifinitura.

    Oltre a rivestire una parete, infatti, possiamo creare strisce decorative, semplici rifiniture a tinteggiature particolari oppure si possono mettere le foglie d’oro sulla parete in maniera saltuaria alternandola ad un colore neutro di sfondo.



    L’applcazione della foglia d’oro è piuttosto semplice da eseguire, bastano infatti pennelli morbidi e missione all’acqua.
    Oltre alla foglia d’oro molto belle per le pareti sono anche a foglia d’argento e la foglia di rame, anch’esse molto lucenti e delicate.



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    Dipingere e decorare termosifoni

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    Spesso si è pensati di dipingere casa, di dare una rinfrescata ai propri termosifoni, così brutti ma haimè necessari! Eppure spesso non si pensa che tali elementi possono avere una loro valenza estetica anzichè solo l’utilità di riscaldare gli ambienti.

    I termosifoni rendono male il loro aspetto proprio perchè si cerca sempre di nasconderli, dietro tende, o camuffarli dipingendoli con gli stessi colori delle pareti, in particolare si utilizza il bianco.

    In questo articolo vedrete come invece, evidenziando il termosifone e le tubature si possono creare particolari effetti visivi che sono molto interessanti.

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    Termosifoni antichi stile retrò

    Esistono particolari tipologie di termosifoni in ghisa, molto antichi, che presentano addirittura delle decorazioni, e spesso li si conserva in modo sbagliato. Questa tipologia di termosifoni se adeguadamente ripresi possono diventare un vero e proprio elemento di arredo, anzi è possibile trasformarli anche in piccole mensole dove poggiare alcuni elementi decorativi, come potete vedere anche dalla foto sottostante.

    Quello che si viene a creare, utilizzando i giusti colori ed i giusti elementi di arredo, sono delle vere e proprie opere d’arte. Inoltre gli abbinamenti classico moderno non sono così rari, anzi vengono sempre più proposti in questi anni. I colori adottati principalmente per questo tipo di termosifone, sono il dorato e l’argentato sia satinato che lucido.

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    Idee di colori

    Come possiamo notare anche dalle immagini della galleria fotografica, spesso i migliori risultati si ottengono con combinazioni di colori vivaci. Se però non desiderate ricreare effetti così forti, perchè magari il vostro arredo non è adatto a quelle tinte… potete limitarvi anche a dipingere la parete e lasciare il termosifone nel colore bianco classico.

    Dalla mia natura di architetto, ho sempre la voglia di evidenziare gli elementi che si distinguono dal resto… e un termosifone è l’occasione ideale per sperimentare combinazioni di colori forti, magari adatti all’arredo. Ad esempio se avessimo un salotto con divani rossi, dipingerei le tubature ed il termosifone in rosso, come anche in grigio scuro.

    idee-e-colori-termosifoni
    Nuovo concetto di pittura

    Per dipingere i termosifoni oggi, non vanno utilizzate tinte tradizionali, uguali a quelle della parete, ma conviene utilizzare tonalità e colori che fanno risaltare il termosifone.

    Data la mia conoscenza nell’ambito dell’architettura, posso affermarvi che la vera bellezza si nasconde a metà tra la funzionalità e l’estetica. Niente può raggiungere la bellezza assoluta se non è anche funzionale, e niente può essere bello assoluto se non ha anche una sua attenzione estetica.

    Dipingere i termosifoni con colori differenti dalla parete, esaltano le forme sinuose, curve, ed acquista valore un elemento la cui funzione è importantissima.

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    Fai da te

    Per completare l’articolo, voglio anche proporvi il metodo giusto per dipingere il termosifone fai da te:

    1. Prima di dipingere vecchie stufe o termosifoni è opportuno spegnerli e lasciarli raffreddare. La superficie va strofinata con un panno umido e successivamente va strofinato con della carta vetra, o carta abrasiva, aggiungendo in contemporanea del detersivo e dell’acqua tiepida. Una volta concluso, lavate e asciugate il tutto.

    2. Passiamo la vernice lucida o satinata, stando attendi a stenderla molto bene, magari utilizzando precedentemente speciali tinte con caratteristiche antiruggine.

    3. Lasciate asciugare la vernice, e nonostante tutto, le prime volte che accenderete i termosifoni sentirete un odore di vernice, che via via svanirà sempre di piu.

    fonte:pittorifamosi.it



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    Come Eliminare I Graffi Sul Parquet

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    I pavimenti di parquet sono sicuramente molto belli ed eleganti e oltretutto sono un sistema ecologico di attrezzare la vostra casa in quanto il legno ha un coefficiente di isolamento termico ed acustico molto alto unito ad un costo non eccessivamente elevato.

    Purtroppo e’ anche altrettanto vero che sono spesso delicati ed e’ quanto mai facile procurare dei graffi sul parquet.
    Un vaso che cade, un segno provocato dallo spostamento di un mobile, spesso anche solo un paio di scarpe sporche o con suole dure, tutto puo’ provocare un graffio sul nostro lucidissimo parquet della sala o della camera da letto.
    Spesso se si tratta di un danno molto superficiale, si risolve tutto con un panno di lana ed una bella strofinata, magari aiutandosi con un po’ di cera per mobili reperibile nei negozi di casalinghi.
    Ma se il graffio e’ piu’ profondo, dopo aver tentato di coprirlo con un tappeto, alla fine bisognera’ intervenire.
    Come possiamo fare per eliminare i graffi dal parquet?
    Se i graffi sul parquet sono visibili ma non troppo profondi si puo’ tentare di colorare il punto danneggiato con uno speciale spray in vendita nei negozi specifici o nei centri fai-da-te. E’ sempre consigliabile fare una prova in un angolino o su un listello per verificare il risultato.
    Se questo non e’ sufficiente, bisognera’ passare a metodi un po’ piu’ invasivi. Con un po’ di carta vetrata a grana molto fine carteggiate leggermente la superficie seguendo la direzione delle venature del legno, senza mai premere fino a quando il graffio sara’ scomparso. Con un panno di microfibra e due gocce di acquaragia pulite accuratamente la parte eliminando ogni traccia di polvere e segatura.Poi con un pennellino date un po’ di colore cercando di imitare le macchie tipiche del legno agendo per gradi e facendo sempre prove su un listello o in angolino nascosto del pavimento.Lasciamo asciugare bene e poi passiamo una seconda mano leggera. Sarebbe preferibile alla fine passare un sottilissimo velo di flatting per dare uniformita’ alla superficie.
    Se il danno provocato e’ una crepa o una frattura del listello di legno o del quadrotto di parquet, dovremo ricorrere all’intervento di un professionista che sostituira’ la parte (ammesso che abbiate prudenzialmente conservato dei pannelli di scorta quando avete installato il pavimento di parquet).
    Quest’ultimo intervento in linea teorica potrebbe essere effettuato anche da voi se siete veri amanti del bricolage ed esperti del fai da te.
    In un altro post ne parleremo piu’ diffusamente in quanto richiede particolare perizia per evitare di fare un danno maggiore di quello che intendiamo riparare.



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    Come sverniciare il legno

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    Se volete dar nuova vita alle persiane o magari rimettere in sesto quel mobile che si sta scrostando, non è sufficiente provvedere ad una nuova verniciatura, ma bisogna prima adoperarsi affinché la vecchia vernice venga completamente rimossa dai supporti in legno.

    Come fare allora per ottenere un legno “vergine” da trattare come più ci piace? In commercio esistono diversi prodotti, ma se proprio volete risparmiare e cimentarvi con metodi “naturali”, potete provare con l’utilizzo di soda caustica, in assoluto il metodo migliore per raggiungere l’obiettivo desiderato.

    Cominciamo col dire (e vi preghiamo di tenerne conto prima di qualunque operazione) che si tratta di un metodo che ha una sua pericolosità, in quanto la soda caustica è altamente corrosiva. Prima di mettere le mani in pasta, dunque, sarà bene munirsi di tutte le protezioni necessarie, vale a dire, mascherina, guanti ed occhiali.

    Di fondamentale importanza è anche il luogo ove si opera, possibilmente all’aria aperta ed a distanza di sicurezza da superfici che potrebbero rovinarsi. Ora cominciamo con il lavoro vero e proprio, versando la soda caustica in un contenitore di metallo ed aggiungendo dell’acqua calda.

    Quando la soda comincerà a ribollire, sarà ora di immergere un pennello e cominciare a passarlo sulla superficie da trattare in modo uniforme ed abbondante. A questo punto la vernice del legno dovrebbe cominciare a raggrinzire, ma se così non fosse basta aggiungere dell’altra soda per ottenere l’effetto desiderato.

    Il consiglio è quello di lavorare in velocità, in modo che la soda caustica non abbia il tempo di asciugarsi, agendo con efficacia sulla vernice e facendola cadere. Potrebbe accadere poi che in alcuni punti la vernice stessa sia difficile da eliminare, rendendo indispensabile l’uso di una spazzola con setole di plastica dura, da passare con delicatezza per non rovinare il legno.

    Una volta ottenuto un risultato soddisfacente si deve risciacquare il tutto, agendo con tempestività, poiché la soda caustica continua ad agire anche a distanza di tempo. Ora basterà lasciare asciugare in profondità e poi procedere con la nuova verniciatura.



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    La gommalacca per lucidare il legno

    gommalacca

    La gommalacca è un materiale di origine animale, che si usa soprattutto per lucidare i mobili. Si ottiene dalle secrezioni dell’emittero femmina (famiglia della Cocciniglie) e, a differenza di quanto siano convinti in molti, non deriva dalle piante, anche se si reperisce sulla corteccia degli alberi. Questo perché l’animaletto lo deposita proprio lì.


    La gommalacca si può trovare in scaglie o in pallottoline e si può modellare con il caldo. È usata, come anticipato in precedenza, soprattutto per la lucidatura e le rifiniture dei mobili dal Seicento, ma divenne comune solo due secoli dopo. All’inizio del Novecento venne sostituita con un altro materiale, noto come lacca alla nitrocellulosa. È famosa anche per dare un aspetto lucido anche agli strumenti musicali in legno, come violini (è alla base dello Stradivari) e chitarre.

    C’è però molto di più. È un prodotto naturale e non è tossica. Per questo motivo è utilizzata come agente lucidante per pillole e caramelle, ma anche come film di conservazione per la frutta appena raccolta. Se, invece, amate la lavorazione del feltro e siete degli esperti nella realizzazione di cappelli, la gommalacca vi sarà utile, perché si applica per rendere più rigido il materiale e di conseguenza per fare in modo che mantenga la forma. Inoltre, è ideale anche per lucidare il cuoio.

    Come usare la gommalacca sul legno

    L’applicazione più comune è quella su legno e serve per chiudere i pori. Per applicarla bisogna utilizzare una sorta di tampone umido in fibra naturale (può essere di cotone o di lino), affinché possa essere traspirante. Inserite il prodotto all’interno. Cospargete poi il legno di polvere di pomice e solo dopo applicate, attraverso il tampone, la gommalacca. Al termine, attraverso un panno asciutto pulite la superficie. Noterete che il legno sarà molto liscio e ovviamente più lucido. È un’operazione manuale, un po’ faticosa, ma l’effetto è meraviglioso.



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    Come fare una mascherina (o stencil)

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    La mascherina è lo strumento principe dello stencil, tecnica per realizzare decorazioni stilizzate su muri, oggetti di diversa dimensione, pannelli o capi d’abbigliamento. La parola stencil non solo quindi identifica un tipo di pittura, ma anche lo strumento con cui si realizza (la matrice o la mascherina).

    Le mascherine si trovano già pronte e in vendita in numerosi negozi, dalle semplici cartolerie ai colorifici o ai magazzini dedicati al fai da te. È possibile, però, realizzarle in modo facile anche a casa. Lo stencil è una sorta di guida che permette di dipingere solo l’interno della sagoma. Le mascherine, infatti, sono di solito di carta e permettono di colorare la superficie soltanto nei punti in cui manca la carta stessa, creando così un disegno stilizzato e creativo.

    Come si realizza? Bisogna prendere un foglio di carta (o velina o di acetato) e scegliere un disegno di nostro gusto, che può essere una greca, un fiore o anche un animale (simile a un origami). Disegnatelo poi sul vostro supporto (se la carta è trasparente potete ricalcare) e ritagliatelo utilizzando un taglierino. Mi raccomando dovete fare in modo che sul foglio resti la sagoma del vostro soggetto, come se fosse una matrice o un negativo.

    Per poi realizzare il proprio stencil (che letteralmente significa stampino) occorrono nei pennelli appositi, che sono estremamente tozzi, con setole corte e rigide, e hanno una punta piatta, con una piccola sezione rotonda. Al posto del pennello è possibile anche utilizzare una spugnetta, ma bisogna fare attenzione sia al tipo di superficie scelto che al disegno, perché è facile sbavare. Il colore si applica con movimenti rotatori e picchiettando. E’ bene iniziare su un foglio (una sorta di brutta copia) per eliminare l’acrilico in eccesso. In caso di errore, la pittura si può eliminare, utilizzando una spugnetta umida. E’ bene farlo subito, affiché il colore non secchi.



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    Tutti gli stencil per le pareti consigliati da Design Mag per ogni ambiente della casa

    stencil-stagno

    Se siete stanche delle classiche pareti monocolore e volete donare un tocco di originalità alla vostra casa, noi oggi vi presentiamo il mondo dello stencil con tante soluzioni originali e semplici per rinnovare qualsiasi ambiente.
    fata
    Per chi non lo sapesse, lo stencil è un metodo di decorazione delle pareti, costituito da stampi traforati, in cui si possano disegnare a mano forme e motivi. Basta posizionare la mascherina sulla superficie interessata e applicare una piccola quantità di colore con il pennello fino ad ottenere l’immagine desiderata.
    sole-e-nuvole
    Curiosiamo adesso insieme alcune originali soluzioni per decorare ciascun ambiente dell’abitazione!
    dettaglio-rosone
    Quando di parla di stencil spesso ci si limita a pensare alle classiche greche disegnate sulla parte alta delle pareti mentre, in realtà, sono davvero infinite le soluzioni che si possono ottenere attraverso questo metodo di decorazione.

    stencil-alberi-autunnali
    Il mercato offre infatti una vasta gamma di soluzioni che spaziano dai classici disegni a quelli più complessi e originali andando così incontro ai diversi gusti ed esigenza.

    cielo-notturno
    Il grande vantaggio dell’impiego dello stencil è il suo prezzo contenuto, basta munirsi dello tampino desiderato e di classici colori da parete, e soprattutto la facilità d’impiego alla portata di tutti: con un po’ di pazienza e precisione, il gioco è fatto!

    albero-per-cameretta
    È importante ricordare che, come per la scelta del colore, anche quando si sceglie la tipologia di stencil bisogna badare all’ambiente in cui esso andrà destinato.
    stencil-fiori-e-ombre
    Curiosiamo ora insieme alcune soluzioni proposte dal mondo del design e dell’arredamento.

    albero-colorato-con-fiori

    stencil-fiori-vintage

    stencil-gabbia-con-uccelli



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    Imbiancare casa: colori e abbinamenti di tendenza

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    colori+paretiGuida utile per l' abbinamento dei colori. Quale colore scegliere per le pareti di casa? Quale tinta si abbina meglio all'arredamento? Chi di noi non si è posto queste domande nel momento di decidere di tinteggiare casa? La scelta si rivela di fondamentale importanza, perchè ogni tonalità conferisce alla casa una diversa atmosfera, rispecchiando appieno il nostro essere e la nostra personalità. Eccovi allora una serie di consigli utili per chi si appresta a imbiancare casa ma anche per chi vuole semplicemente sapere come si abbinano al meglio i colori al fine di armonizzare arredamento, tappezzerie e tutto ciò che concerne la casa.

    gif

    Innanzitutto, tenete a mente questi consigli preliminari.

    Prima di scegliere la tinta è bene fare le seguenti valutazioni:

    - esposizione al sole della casa: le tonalità scure vanno evitate se la vostra casa risulta poco luminosa (seminterrato, esposizione a nord, ecc), perchè la renderebbero ancora più buia; diversamente vale per le abitazioni baciate dal sole, nelle quali, per la ragione opposta, si possono osare anche tinte forti.

    - tipo di arredamento: se un arredamento bianco o, comunque in tinta neutra, si presta ad ogni accostamento, un arredamento o una tappezzeria già in sè particolarmente estrosi e variopinti richiedono una parete sobria e poco caratterizzata.

    - dimensione degli ambienti: i colori chiari fanno sembrare la stanza più grande, quelli scuri la fanno sembrare più piccola. Pertanto per le stanze di casa di piccole dimensioni, scegliete colori tenui, riservando, eventualmente, quelli scuri alle stanze di dimensioni maggiori.

    - tipo di stanza che si vuole pitturare: un colore insolito e di carattere alla lunga rischia di stancare. Il consiglio è di utilizzarlo per ambienti della casa in cui non sostate continuamente, come uno studiolo, oppure per realizzare un soggiorno di grande impatto visivo.

    Detto ciò, passiamo in rassegna i vari colori, con gli abbinamenti più riusciti e di tendenza.



    BIANCO: colore intramontabile, sia nella versione pura che bianco"sporca " (beige, avorio, etc...), è quello più diffuso ed utilizzato perchè si adatta ad ogni colore e tipo di arredamento, dona alla casa grande luminosità e non passa mai di moda.

    Consigli: sceglietelo se la casa è piccola o poco illuminata dal sole, se siete amanti della tradizione e temete che tinte inconsuete alla lunga vi possano stancare.

    Abbinamenti: con tutti i colori. Particolarmente elegante e di moda il total white: pareti, arredamento e tappezzerie monotinta per un effetto di grande fascino e stile.




    grigioGRIGIO: è il colore di tendenza del momento in tutte le sue varianti, da quelle calde (che si ottengono aggiungendo il giallo e il rosso) a quelle fredde (che si ottengono aggiungendo il blu o il nero).

    Consigli: Per non incupire eccessivamente la casa, riservate le tonalità scure solo a una parte della parete.

    Abbinamenti: si abbina con quasi tutti i colori, in particolare con il rosa, l'azzurro e il verde brillante. Molto glamour, oggi, il grigio perla abbinato al lilla.


    gialloGIALLO: tradizionalmente considerato il colore del sole e del calore, in realtà si può utilizzare non solo nelle tonalità calde ma anche in quelle fredde, meno note e diffuse.

    Consigli: Scegliete i toni caldi se volete rendere più avvolgente una stanza della casa, come la zona pranzo ; scegliete le seconde se volete un ambiente molto ricercato e inusuale.

    Abbinamenti: le tonalità calde si sposano bene con tinte intense e forti come il rosso scuro, il blu, il nero e il verde; quelle fredde con i grigio-azzurri, il bianco e i blu caldi.

    verdeVERDE: colore della natura e degli spazi liberi e aperti, conferisce calma e relax, disponibile in innumerevole varianti sia chiare che scure.

    Consigli: sceglietelo per il bagno (carinissima la versione mosaico in tutte le tonalità di queste colore) o per la cucina, specialmente se di legno.

    Abbinamenti: perfetto con i rossi intensi, con le varie tonalità di blu e delle terre, con il rosa e il color ruggine.


    rosaROSA: è il colore attualmente più di moda, proposto da tutte le aziende di arredamento e dominante in tutte le riviste del settore, in ogni sua sfumatura e tonalità.

    Consigli: se volte dipingere tutta la stanza di questo colore usate tinte tradizioanli come il salmone o il rosa antico; per superfici parziali o dettagli potete osare con sfumature audaci come il fucsia o il rosa shocking: renderete sicuramente la vostra casa molto glamour!

    Abbinamenti: ideale con il verde scuro e il blu. Perfetto con il grigio.


    rossoROSSO: colore anch'esso di grande tendenza, ideale per dare un tono di importanza alla casa (nella versione porpora) o per ravvivarla con allegria, nella versione brillante.

    Consigli: Usatelo per ambienti della casa dove non sostate continuamente come uno studiolo, perchè rischia di stancare, per porzioni limitate di parete ( dove, per esempio, potreste appendere quadri con cornici in oro per dare loro grande risalto) o solo su alcuni lati.

    Abbinamenti: si sposa egregiamente con il color oro, il blu, il bianco e il verde.


    terraTERRA: ossia tutta la gamma dei marroni, terracotta, ruggine, ocra e corallo.

    Consigli: da utilizzare con parsimonia i toni scuri, su una sola parte della parete o per piccole superfici perchè rischiano di rendere troppo buio e piccolo l'ambiente. Sono particolarmente adatte in un contesto rustico e con arredamento in legno.

    Abbinamenti:
    con il verde oliva, il blu, il giallo e l'oro.

    bluBLU: colore dell'acqua e del cielo, dello stile e dell'eleganza per antonomasia; ne esistono infinite varianti: maschili il navy e il blu oltremare, femminili, quelle lavanda, fiordaliso e ortensia.

    Consigli: adatto soprattutto per la camera da letto, perchè capace di dare un senso di grande rilassatezza, sceglietelo per dettagli di parete e, comunque, per superfici limitate, per non appesantire la stanza, specie se si tratta di tonalità scura.

    Abbinamenti: sta bene con tutte la gamma dei grigi, dei rosa, dei rossi, dei verdi, dei gialli e dei bianchi.

    neroNERO: colore della notte e dell'oscurità, molto usato nell'arredamento ma assai raro come tinta nelle pareti.

    Consigli: sicuramente da evitare il tutto-nero, in quanto assorbe la luce, rendendo la casa, per ovvi motivi, estremamente buia e tetra; ottimo, invece, per definire e valorizzare una parte della parete, come una nicchia, per spezzare l' uniformità dell' insieme.
    Di grande tendenza sono gli elettrodomestici e la cucina di colore nero.

    Abbinamenti: può essere accostato ad ogni altro colore, in particolare con il colore oro e con quello argento.



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    Come abbinare i colori con il disco di Itten (o disco cromatico)

    disco+di+itten

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    Oggi vi spieghiamo un trucco facile facile per capire come scegliere e abbinare i colori della vostra casa.
    A tal fine ci serviamo di uno strumento fondamentale: il cerchio di Itten, meglio conosciuto come disco cromatico.


    Lo spunto ci viene da Marco e Lejla che ci chiedono:

    Buonasera, innanzitutto complimenti per il blog, davvero interessante.
    Vi pongo subito la questione: dobbiamo rinnovare il divano ed abbiamo individuato un modello moderno in linea con l’arredamento della sala ma vogliamo un consiglio sul colore.
    Premetto che la sala è allestita in stile moderno con un mobile a parete color wengè e noce chiaro ed un tavolo e sedie color wengè con gambe in alluminio satinato.
    Le pareti le abbiamo tinte di colore bianco e solo la parete dove dobbiamo posizionato il divano è di colore simile al glicine chiaro, quasi con base prugna molto chiaro.
    Avendo due bimbi in casa volevamo lasciar perdere il colore grigio che ci sarebbe piaciuto. Possiamo scegliere un divano con tessuto antimacchia color blu scuro? I n alternativa, quale colore ci consigliate?
    Grazie anticipatamente per il supporto!



    Per stabilire se il divano blu e il glicine delle pareti (e, in genere, tutte le tonalità di viola) sono colori che si abbinano bene tra loro ci possiamo servire di uno strumento fondamentale: il cerchio di Itten, meglio noto come disco cromatico.

    Come si legge il disco cromatico (o cerchio di Itten)

    Il disco cromatico mostra le relazioni fra i colori ordinando visivamente i colori primari (giallo, rosso e blu) e i colori secondari (arancione, verde e violetto), ossia i colori che si ottengono dalla combinazione dei colori primari.
    Il cerchio si divide in spicchi: l'abbinamento tra colori che si trovano nello stesso spicchio del disco cromatico genera un effetto armonioso ed equilibrato.
    Al contrario, l'abbinamento tra colori che si trovano nella parte opposta del disco cromatico (detti colori complementari) determina un effetto vivace e brioso, perchè i colori complementari si accendono e si esaltano tra loro.

    disco+di+itten

    Facciamo un esempio con il viola e le sue tonalità.
    Per vivacizzare un ambiente di colore viola l'abbinamento perfetto è con il giallo e l'arancio; invece, per ottenere armonia ed equilibrio, l'abbinamento ideale è tra le varie sfumature di viola e il blu.
    Facile, no?

    Rispondendo ai nostri amici, possiamo concludere dicendo che il blu e il glicine si abbinano perfettamente (del resto il glicine si ottiene dalla combinazione di rosso e blu).
    In alternativa al divano blu scuro, un divano grigio scuro, colore neutro che si abbina con tutto e a prova di bambini!



    fonte:http://suggerimentiperlacasa.blogspot.it/


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    Come tinteggiare casa con la tecnica del grassello

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    finiture_interne5Dobbiamo ridipingere la casa e non abbiamo idee per come farla?

    Il grassello può essere la soluzione giusta in quanto è un rivestimento murale per interni di finitura pregevole. In passato era una tecnica comunemente utilizzata per rendere lisci gli intonaci prima di stendere la pittura.


    finitura realizzata in grassello
    Attualmente è ritornato di moda per donare un effetto caratteristico alla propria casa.

    Il grassello deriva dalla cottura di rocce pure, viene poi colorato con pigmenti e ossidi che ne danno l’aspetto finale.

    La sua caratteristica principale è che è un prodotto al 100% naturale e garantisce massima traspirabilità alle pareti.

    Pur seguendo un unico metodo di applicazione, il grassello consente di ottenere sempre risultati differenti, caratterizzandosi per effetti e sfumature.

    Il grassello è applicabile su intonaci nuovi e vecchi, su superfici di cartongesso e vecchi rivestimenti murari.

    Scegliamo il colore adatto

    tavola-cromaticaLa maggior parte dei colori sono reperibili in commercio già pronti all’uso.

    Se però vogliamo un colore del tutto personale possiamo rivolgerci al commerciante che, tramite l’utilizzo del tintometro ottiene la gradazione che fa’ per noi.


    tavola cromatica per la scelta della tinta adatta
    Grazie a questo semplice sistema è possibile avere a disposizione una gamma cromatica vasta e avendo i codici di riferimento, sarà possibile anche più in là ritrovare la tinta giusta.

    Preparazione e stesura

    Essendo un materiale di una certa consistenza, si può stendere con diversi spessori, in modo tale da avere effetti differenti, per esempio intorno a cornici e a basi superficiali.

    Per prima cosa è necessario preparare il supporto sul quale si decide di applicare il grassello.

    Il muro deve essere completamente asciutto.

    In presenza di muffe è necessario prima trattarlo con prodotti protettivi antimuffa.

    Successivamente bisogna asportare le possibili polveri presenti depositatesi sulla superficie per fumi, smog e inquinamento indoor.

    Se il muro è in buone condizioni, basta stuccare eventuali crepe presenti nella parete.

    grassello_di_calce_pastiglia-300x300Se, invece, il muro presenta molte imperfezioni diventa necessario fare una rasatura completa della parete.

    A questo punto si livella la superficie rendendola omogenea.

    Dopodiché si passa all’applicazione di un fissativo solitamente a base di quarzo fine che aderisce bene allo stucco e garantisce una buona base per la posa del grassello vero e proprio.

    gfdspatol02-225x300Ora prepariamo il grassello. Dopo aver realizzato la miscela che acquistiamo in un colorificio o in un negozio di bricolage e fai da te, la dobbiamo mescolare e lavorare più volte in modo tale che il grassello diventi di un colore e di una consistenza omogenea.

    Prima della stesura lo facciamo riposare per circa due ore.

    A questo punto iniziamo la stesura su parete.


    stesura del grassello
    Anche questa deve essere fatta con molta cura. Intanto, per ottenere un buon risultato, è necessario eseguire almeno tre mani di posa.

    La prima mano deve essere di uno spessore di almeno tre millimetri, in questo modo la parete viene uniformata definitivamente evitando anche un ritorno del vecchio colore in superficie.

    Dopodiché si stende la seconda mano più decorativa di circa due millimetri. Qui è possibile sbizzarrirsi con le spatole dando origine alle sfumature ed alla resa del colore.

    La terza mano è la più sottile e rende lucida la parete. Deve essere stesa con la spatola prima che il grassello si asciughi, quindi è consigliabile un aiuto da parte di qualcuno.

    Dopo ogni mano stesa dobbiamo ricordarci di cambiare lo scotch che utilizziamo per cornice protettiva.


    la terza mano conferisce un aspetto lucido alla parete
    In alcuni punti della casa si troverà una certa difficoltà di stesura, ad esempio intorno agli interruttori.

    In questo caso la stesura deve essere effettuata con il dito e non con la spatola per poi essere lucidata con una paglietta d’acciaio a trama fine.

    La resa finale è di una parete estremamente caratterizzante, moderna ed originale e soprattutto è una grande soddisfazione perché l’abbiamo fatta noi.

    I costi di realizzazione non sono bassissimi ma già la resa finale ripaga e, soprattutto è una tecnica durevole nel tempo. Se il lavoro è stato fatto bene può durare anche per decine di anni.

    Quindi non mi resta che augurarvi un buon lavoro!

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    Pitturare casa
    Regole per tinteggiare le pareti di casa.




    Tinteggiare le pareti di casa è un arte. Ma seguendo alcune regole precise possiamo riuscirci tutti.

    Gli imbianchini non avranno più lavoro?

    pitturare-casaNo no lasciamo a tutti la possibilità di lavorare, queste che seguiranno sono solo piccole regole da seguire nel caso ci si volesse cimentare in questa avventura.
    Usciamo a comperare tutto il necessario per poter iniziare. Una volta scelti i colori e gli accostamenti, richiediamo al fornitore la marca ed il codice di riconoscimento della tinta scelta in modo da usufruirne in futuro per ulteriori ritocchi quando essa sembra essere scolorita.
    Tra i diversi tipi di pittura possiamo scegliere la:

    Idropittura = il nome ci informa che essa è realizzata a base pittura-tossicad’acqua. Inoltre è atossica ed è quella più consigliata per gli interni, giacché lavabile (basta utilizzare un panno imbevuto d’acqua) e le eventuali macchie possono essere lavate senza asportare la pittura.. Ha una buona resa nel tempo ed è coprente. E’ però sconsigliata in luoghi umidi a meno che non si tratti di quella traspirante che è adatta per bagni, cucine e locali umidi in genere perché non forma condensa.

    Pittura acrilica = è una tecnica pittorica nata in epoca relativamente recente. Ha una buona resa visiva però può essere tossica in quanto i colori sono prodotti con polveri colorate (pigmenti) mischiate con una resina acrilica (quasi esclusivamente di origine chetonica).
    E’ difficile da pulire e va sempre diluita con l’acqua ragia.
    Pitture isolanti = sono realizzate con solvente o acqua. Sono vernici trasparenti incolore a basso contenuto di resina. Costano di più ma aumentano di gran lunga le proprietà isolanti termicamente e acusticamente di una casa.

    Scelta dunque il tipo di pittura che meglio potrebbe esserci utile procuriamoci: carta vetrata, pennelli di varie dimensioni tra cui qualcuno piatto, secchio, spazzola, spatola, raschietto, mascherina di protezione, rullo oppure se preferiamo il tampone di mohair, (usato in alternativa dei tradizionali pennelli e del rullo), oppure il compressore ed infine un trabattello ovvero il ponteggio necessario per lavorare.

    Liberiamo la stanza da tutti gli ingombri e ricoperto parte-rossaaccuratamente tutti quelli che sarà difficile rimuovere, preoccupiamoci di stendere sul pavimento appositi teli fermati da nastro adesivo, in modo da non rovinare il pavimento.

    Sarà difatti faticoso rimuovere successivamente la pittura colata.

    donnaInoltre copriremo anche porte e finestre e soprattutto eventuali prese ed interruttori.
    Queste semplici operazioni preliminari sembrano banali, ma chi ben comincia è a metà dell’opera!
    Adesso puliamo le pareti cercando di eliminare la polvere residua e le ragnatele che potrebbero essere un problema.

    Il vero lavoro è rappresentato dalla preparazione delle pareti. Lo stato delle pareti è fondamentale; ci possiamo trovare a pitturare una parete di nuova costruzione oppure una già imbiancata.

    L'imbiancatura viene classicamente fatta con la pennellessa oppure utilizzando il rullo.

    scalettoNel caso in cui la parete sia di nuova costruzione devono essere trascorsi almeno 60-90 gg prima di poter agire con la pittura in quanto essa sarà ancora troppo umida per poter applicare la tinteggiatura. Applicheremo un fissativo sempre prima di procedere alla pitturazione.

    Per pareti vecchie il trattamento varia a seconda dello stato.

    Se lo stato è discreto ed i buchi o le crepe sono di piccole dimensioni, possiamo ricorrere ad una semplice stuccatura ed un carteggio con carta vetrata sottile (dopo 10/15 ore) in modo da rendere perfettamente liscia la parete.

    Si procederà tranquillamente alla tinteggiatura dopo 10-15 ore, ma non prima di aver pulito la stessa con un panno umido.

    Qualora, invece, le pareti dovessero presentarsi squamose e screpolate è necessario pulirle, altrimenti il nuovo strato di pittura verrebbe via solidalmente al vecchio come un corpo unico. Se esse presentano delle piccole irregolarità è necessario che siano trattate con una levigatrice orbitale provvista di scartavetro medio-fine.
    Se le fessure nelle pareti sono dimensionalmente grandi e opportuno applicare una rete in fibra di vetro che eviterà il riformarsi delle stesse.

    soffitto(1)In presenza di muffe è necessario trattare le zone interessate con specifici prodotti che trovansi in commercio.

    Ricordiamoci però che anche la tinteggiatura di una stanza è un arte ed il processo può sembrare teoricamente facile; in pratica però ci accorgeremo che non sarà solo cospargere di colore una superficie, ma un insieme di piccoli accorgimenti da rispettare affinché il tutto sia perfetto.
    Di regola si inizia dalla tinteggiatura del soffitto. Buon lavoro!


    arch. Monica Pezzella



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