PASQUA ...I DOLCI DELLA TRADIZIONE REGIONALE

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    Pasqua...i dolci tipici siciliani



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    A Pasqua sulle tavole dei siciliani sfilano facendo bella mostra di sé un’infinita varietà di dolci. Simbolo di tradizioni e usanze pagane e religiose, essi testimoniano come ancor oggi nell’Isola alcune abitudini legate alla Pasqua siano rimaste praticamente immutate nel tempo. Qui i dolci pasquali divenuti ormai in molti comuni capolavori di pasticceria tipica, storicamente nascono quali ‘pani speciali’ diversi da quelli di uso giornaliero. Essi contribuiscono a rappresentare non solo la passione, la morte e la resurrezione di Gesù Cristo, ma anche l’eterna trepidazione contadina per la sorte delle sementi affidate alla terra, da cui in definitiva dipende la sopravvivenza della specie umana. Al simbolismo originario della Pasqua come rito di rinascita della natura si riconnettono i dolci che contengono ad esempio l’uovo, elemento centrale che con l’avvento del cristianesimo ha assunto in sé il significato simbolico della resurrezione e della speranza, e che campeggia in molti tipi di pani pasquali. In quasi tutta l’Isola, nelle famiglie che osservano ancora le tradizioni, si dispongono a tavola uova sode colorate e si preparano i pupi cu’ l’ova, panierini di pasta di pane che contengono, immersi o affioranti, delle uova, spesso colorate. Le forme di questi dolci casalinghi sono tantissime e spesso curiose, come i nomi con i quali vengono indicati a seconda della località in cui sono preparati, “campanaru” o “cannatuni” a Trapani, “pupu ccù l’ovu” a Palermo, “cannileri” nel nisseno, “panaredda” ad Agrigento e a Siracusa, “cuddura ccù l’ovu” a Catania, “palummedda” nella parte sud occidentale dell’isola e diverse forme, panierini, di colombe, di cavallucci, di cuori. Notevole, per varietà e quantità, è pure la produzione di biscotteria da forno come i viscòtta di casa, tradizionali nella foggia e genuini nel riispetto di semplici e antiche ricette. Il pane dolce dei nostri giorni viene ricoperto da una semplice glassa di zucchero, albume e limone (marmurata, vilata, allustrata o jelu, a seconda delle parlate), che un tempo veniva stesa con una penna di gallina. Le uova che si inseriscono generalmente sode, possono essere colorate di rosso, il colore della fertilità. La colorazione può essere ancora oggi rudimentalmente ottenuta mettendo a bollire le uova in un infuso ottenuto da una speciale radice, la rùggia. Più frequentemente si usa strofinare sul guscio dell’uovo della carta velina resa leggermente inumidita. A parte le uova di cioccolato, prodotte industrialmente, le vetrine delle pasticcerie si riempiono di cassate, cassatelle con ricotta (fritte o al forno) e picureddi di pasta reale la cui posa è diventata ormai un classico: sdraiate su un fianco, sopra un prato verde disseminato di confettini multicolori, con una banderuola rossa simile a quella che nell’iconografia sacra è in mano a San Giovanni, infilzata sul dorso. Queste forme ad agnello sono realizzate con la pasta reale detta anche martorana, poiché furono le suore del monastero della Martorana a tramandare l’arte di questi frutti di marzapane dalle forme e dai colori più disparati, lucidati con gomma arabica. La pasta reale altro non è che un composto realizzato con pasta di mandorle dolci, albume d’uovo e zucchero. Il nome di origine araba (Mauthaban) stava ad indicare originariamente una moneta, poi un’unità di misura, quindi lo stesso contenitore del marzapane.
    Su tutti i dolciumi e la sia pure varia produzione di biscotteria da forno come i viscotta di casa (tradizionali nella foggia e genuini nel rispetto di semplici ed antiche ricette) assurgono a mito due esponenti della pasticceria siciliana: la cassata e i cannoli. Per i siciliani durante il pranzo di Pasqua consumare la cassata, nella sua versione tradizionale o in quella più moderna (cotta a forno) è quasi un obbligo. La cassata è il dolce che tutto il mondo identifica immediatamente con la pasticceria isolana. Dell’antica tradizione di questo dolce fa fede un documento del Sinodo di Mazzara del 1575, dove si legge che la cassata è uno dei dolci immancabili nelle festività. Essa sintetizza al meglio i due stili più caratteristici di Palermo: l’arabo e il barocco. Araba poiché il suo nome deriva da quas’at, casseruola. La inventarono i cuochi di corte dell’Emiro che dimorava alla Kalesa verso l’anno mille. Barocca per l’opulenza dei sapori, per i colori sontuosi, per la forma, per i ghirigori di zucchero che sembrano volute di stucco. I decori di zucchero che ricordano gli stucchi del Serpotta e la frutta candita che ha i colori degli affreschi sono nati proprio nel periodo barocco, dalla sensibilità estetica dei cuochi dei nobili e di quelli dei monasteri. La preparazione casalinga di questo dolce è teoricamente semplice, ma la bravura consiste nel sapere armonizzare gli ingredienti.
    In alcuni centri del catanese, come Adrano e Paternò, il tipico pane pasquale a forma di una borsetta con manico si chiama "cicilìu o cicileu". Altrove, a Buccheri, Giarre, Licata, Palazzolo Acreide il pane canonico della Pasqua si chiama "panierino" o "porcospino".
    Nella provincia di Siracusa un tradizionale "pani ri pasqua" è quello di Buscemi, ha forma rotonda e reca in mezzo una crocetta rilevata nella stessa pasta, è di grano duro, pesa circa due chili e ci richiama il pane tetrablomo, raffigurante l'ostia del banchetto eucaristico. A Canicattini Bagni, per il giovedì santo, si usa ancora portare in chiesa un canestro di "pani ra puòstili", cioè pane degli apostoli, che viene distribuito a dodici poveri che hanno partecipato alla sacra rappresentazione.
    A Messina c'è poi "a cuddura i pasqua", un dolce di biscotto di mandorla a forma di ciambella o di spirale, su cui sono poste uno, due o tre uova di pasta reale che recano in cima una stella a sei punte, di stagnola colorata. Tra i dolci caratteristici preparati per concludere il pranzo pasquale in Sicilia, si portano in tavola i dolci preparati con la pasta di mandorle, di forme e colori diversi.


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    Cuddura ccù l'ovu



    Ingredienti



    500 gr. di farina 00
    150 ml. di latte tiepido
    ½ bustina di ammoniaca per dolci
    scorza di 1 arancia non trattata
    2 uova fresche (o 2 + 1 tuorlo)
    150 gr. di zucchero
    100 gr. di strutto
    confettini colorati
    10 uova sode



    Preparazione



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    Far rassodare 10 uova e lasciarle raffreddare. Raccogliere in una ciotola le altre 2 uova, la farina, lo zucchero, lo strutto e la scorza d’arancia. Amalgamare bene gli ingredienti ed aggiungere l’ammoniaca. Infarinare leggermente la spianatoia e tirare l’impasto in una sfoglia di 1 cm. circa di spessore. Con la rotella tagliapasta ritagliare 4 forme a piacere. Dalla pasta in eccedenza ricavate delle strisce lunghe e strette. Sistemate un uovo sodo al centro della forma e assicurarlo con una striscia di pasta inumidita alle estremità. Lucidare con uovo battuto, decorare con delle palline di zucchero colorate e passare in forno a 200° per 20-25 minuti.


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    Cassata siciliana



    Ingredienti



    500 gr. pasta margherita
    500 gr. ricotta piemontese
    frutti canditi per la guarnizione
    100 gr. cioccolato al latte
    cedro e pere candite
    300 gr. albicocche
    200 gr. zucchero
    1 bustina vaniglia
    cherry brandy



    Preparazione



    gifPrima di iniziare decidete se la vostra cassata avrà una forma rettangolare o circolare, regolatevi di conseguenza per preparare la pasta margherita o se l'avete comprata già pronta tagliatela di conseguenza. Tagliate a fette la pasta margherita e spruzzate le fette di cherry brandy, quindi foderate uno stampo, sovrapponendo un po' di strati, ne bastano due o tre se le fette sono molto sottili. Lavorate insieme la ricotta e lo zucchero, sbatteteli bene, anche con la frusta elettrica, per ricavare una crema. Aggiungete alla crema un po' di cherry brandy, i canditi e il cioccolato tagliati a pezzetti, la vaniglia e poi mescolate bene. Versate il composto di crema alla ricotta sulla pasta margherita, livellatelo e poi coprite con le altre fette di pasta spruzzate con il liquore, quindi mettete la vostra Cassata in frigo per qualche ora. Una volta pronta potrete decorarla con i canditi tagliati a fettine.


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    Colombe pasquali



    Ingredienti



    ...per il biscotto:

    1 Kg. di farina 00
    250 gr. di zucchero
    10 gr. di ammoniaca per dolci
    1/2 bicchiere di latte caldo
    1 limone grattugiato
    6 cucchiai di olio
    6 uova intere


    ...per la decorazione:

    1 uovo sodo per ogni colomba
    granellini di zucchero colorati
    200 gr. di zucchero a velo
    3 bianchi d'uovo


    Preparazione



    gifLavorare l'ammoniaca con il mezzo bicchiere di latte caldo facendo venire su la schiuma. Sbattere le uova e metterle nella farina con lo zucchero, il limone grattugiato e l'olio.Dopo aver ben lavorato la pasta rendendola liscia fare delle forme di colomba con il coltello o con delle formine. Pinzettare i contorni con le forbici, su ogni colomba fare un rotolino con della pasta per appoggiarci sopra l'uovo sodo, eventualmente bagnare con un pochino d'acqua per farlo attaccare. Sopra l'uovo fare delle guarnizioni tipo foglie che lo ricoprono. Infornare per 30 min. circa a 160°. Nel frattempo si sbattono i 3 bianchi d'uovo con lo zucchero a velo ad ottenere una bella meringa ferma. Quando le colombe si sono dorate si mette la meringa sopra l'uovo e si decora con i granelli di zucchero colorato e quindi si deve rimettere in forno per un'oretta a 50°.


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    Altri dolci di Pasqua


    dolci

    Dolci tradizionali di Pasqua


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    Cannoli


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    I cuddureddi chini


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    Pecorella di Pasqua


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    Fonte:www.gingerandtomato.com,sicilyland.it,tortealcioccolato.
    com,mamma.pourfemme.it,www.semplicementefood,www.palermoweb.com,cucina.
    corriere.it,www.museomirabilesicilia.it,web


    Edited by giuliascardone - 13/4/2014, 15:11
     
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    gran lavoro giulia.... :RUBBINO499.gif:
     
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    bel lavoro....davvero esauriente...grazie Giulia :114.gif: :17.gif:
     
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    Pasqua...i dolci tipici sardi



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    eggman
    Per la Pasqua, si usa ancora preparare il pane con una o più uova incastonate nella pasta prima di procedere alla cottura, mentre i tipici dolci pasquali sono le focaccie di pecorino fresco (is pardulas), e le ghiottonerie fatte con uva passa, mandorle, noci e mosto cotto (is pabassinas). Pabas in sardo vuol dire "uvetta" che è, appunto, l'ingrediente fondamentale delle pabassinas che sono anche soggette a infinite variazioni, a seconda della località in cui vengono preparate. Si tratta comunque di dolci squisiti che si preparano in occasione della ricorrenza di Ognissanti, a novembre, oppure a Natale e a Pasqua. Nell'impasto della ricetta tradizionale delle pabassinas di Cagliari è previsto l'impiego della sapa, concentrato di mosto di uva bianca nuragus di prima pigiatura. Per ottenere un litro di sapa occorrono da 8 a 10 litri di mosto che và cotto in una pentola per una giornata, togliendo la schiuma via via che si forma. Il liquido, lasciato riposare tutta la notte, va poi filtrato con un panno di lino. La settimana prima di Pasqua, in tutte le case si preparavano il pane e i dolci perché per il giorno di Pasqua e di Pasquetta doveva essere già tutto pronto. Quando si faceva il pane di Pasqua, lo facevano speciale, più bello. Anche per i bambini e le bambine ne preparavano uno speciale, a forma di bambolina, di uccellino o di agnellino e dentro ci mettevano un uovo lavato e asciugato e si cuoceva nel forno a legna. Ognuno così aveva il suo pane di Pasqua con la sua forma preferita: si chiamava “sa cozzula ‘e s’ou” o “lu cozzulu di l’obu”; Due le versioni classiche in cui venivano preparate queste uova insieme alla pasta del pane: sa pipiedda, cioè la bambolina che veniva donata alle bambine, e su zirante, per i maschietti. Sa Pippia cun s’ou, letteralmente “la bambina con l’uovo” è un pane pasquale tipico della Sardegna, l'uovo di pasqua dei nostri nonni ; si preparava il pane (un coccoi di semola di grano duro) con l'uovo di gallina in corrispondenza della pancia (era un simbolo di maternità, di buon auspicio per le donne); su zirante dei bambini è ancora più semplice poichè si deve realizzare con la pasta una sorta di ghirlanda che accoglierà l'uovo. Naturalmente tutto è affidato all'abilità di chi realizza "l'uovo di pasqua", in alcuni casi si realizzano pipiedde e ziranti talmente belli che dispiace toccarli, ma alla fine finiscono sempre per essere mangiati.
    Le tiricche o tilicas, sono uno dei dolci tipici sardi che si trovano su tutte le tavole nel periodo pasquale. Originarie del Nord della Sardegna, le tiricche cambiano ricetta in base alla zona in cui sono preparate, di sicuro i due ingredienti base come le mandorle e la sapa, il caratteristico mosto cotto sardo, sono sempre presenti. La preparazione è semplice, una sottile striscia di pasta farcita con un ripieno di saba, il tradizionale mosto d’uva cotto con bucce d’arancia, la pasta viene poi delicatamente richiusa a mano nella tipica forma ad anello ornato da un motivo di forma ondulata.
    Le pardulas, in sardo campidanese, ovvero le casatinas, in sardo nuorese, sono uno dei dolci tipici della Pasqua, il ripieno può essere fatto sia con il formaggio, che gli conferisce un sapore più deciso, sia a base di ricotta di pecora, molto più delicata. La loro particolarità consiste nell’aggiunta di un po’ di zafferano che oltre a dargli un sapore unico gli dona un colore caratteristico, consentendo di portare in tavola un dolce gustoso ed allegro. La sua preparazione è piuttosto laboriosa, ma, specialmente durante il periodo di Pasqua, è davvero immancabile sulla tavola dei sardi.
    I gattò, citati anche da Grazia Deledda, sono dolci tradizionali pasquali: gli ingredienti sono miele e zucchero con aggiunta nell'impasto di mandorle e scorze d'arancia. La forma più diffusa adesso è il rombo, ma anticamente questi dolcetti ne avevano diverse, secondo la fantasia di chi li preparava.


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    Tiricche



    Ingredienti



    ...per la sfoglia:

    1 kg. di farina di semola
    250 gr. di strutto

    ...per il ripieno:

    250 gr. di farina semolata grossa
    150 gr. di mandorle sgusciate
    1 litro di sapa
    la buccia grattugiata di due arance



    Preparazione




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    Il ripieno: Per iniziare la preparazione delle tiricche, bisogna immergere in acqua bollente le mandorle per pochi secondi, successivamente scolarle e pelarle delicatamente. Stendere le mandorle su una teglia e lasciarle asciugare nel forno a temperature minime, stando attendi a non farle dorare. Successivamente tritarle finemente. Mettere in un recipiente la sapa, le mandorle, la buccia grattugiata delle arance, la farina e lavorare fino ad ottenere un impasto omogeneo, dal quale ricavare dei rotolini uniformi.
    La sfoglia: Lavorare su di un piano, la farina con lo strutto, aggiungendo lentamente l’acqua tiepida, fino ad ottenere un impasto morbido. Stendere la sfoglia sottile e ricavarne dei rettangoli di circa 10 cm. Prendere i rettangoli uno per volta e sistemare un rotolino di ripieno, ripiegare l’impasto come ad ottenere un anello. Infornare a 150 gradi per circa 15 minuti.


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    Pasqua-2011-formaggelle

    Pardulas



    Ingredienti



    ...per il ripieno:

    gr. 500 di ricotta (di capra, ma va bene anche di pecora o di mucca)
    gr. 150-200 di zucchero
    un limone/arancia grattuggiata
    un tuorlo
    un pizzico di zafferano

    per la sfoglia:

    gr. 500 di farina 00
    un pizzico di sale
    acqua q.b.
    gr. 100 di strutto

    ...per la glassa:

    125 gr. zucchero
    poca acqua
    momperiglia per guarnire


    Preparazione



    casetta
    Passare la ricotta molto bene in modo da eliminare grumi e renderla cremosa (potete lavorarla con una frusta), incorporare l'uovo, lo zucchero, la scorza del limone e lo zafferano. Mettetelo in frigo, sarete agevolati nel lavoro successivo perchè il ripieno sarà più compatto. Alcuni aggiungono un pò di farina per compattare questa crema, secondo me sono più buone senza farina. Per la sfoglia, lavorate anche con una impastatrice meccanica la farina con l'acqua e lo strutto, che potrete aggiungere un poco per volta. L'impasto dovrà risultare piuttosto compatto e duro, ma non secco, e liscio. Stendere la pasta con il mattarello o la sfogliatrice, dovrete ottenere una sfoglia piuttosto sottile, dello spessore di una lasagna. Fare dei dischi di pasta con un coppapasta o un bicchiere (diametro di circa 5 cm.). All'interno di ogni disco di pasta dovrete posizionare una quantità sufficiente di ripieno, potrete usare anche un sac à poche, diciamo lasciando libero un bordo di pasta di circa un cm. Ora sollevate con attenzione il bordo e pizzicatelo, in modo da far rimanere dritto il bordo stesso e creare una sorta di piccolo cestino. Cuocete ne forno a 180 °C per circa una ventina di minuti. Saranno pronte quando la pasta si colorerà e il ripieno sarà dorato. Se vedete che si gonfiano un pò non preoccupatevi è normale. Anche se il profumo che arriva dal forno sarà irresistibile, non mangiatele troppo calde, in genere si gustano fredde e durano diversi giorni a temperatura ambiente. Lasciatele freddare e glassatele con una glassa fatta con 125 gr. di zucchero a velo e pochissima acqua, cospargete con la momperiglia.


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    Pabassinas



    Ingredienti



    300 gr. di farina
    150 gr. di zucchero
    150 gr. di burro
    3 tuorli
    la scorza grattugiata di un limone
    200 gr. di mandorle spellate e tritate
    200 gr. di uvetta
    1 pizzico di noce moscata
    qualche manciata di granella di zucchero colorata o decorazioni simili

    ...per la glassa:

    150 gr. di zucchero a velo
    1 albume



    Preparazione



    6iflu8
    Fate rinvenire l'uvetta in acqua tiepida per un quarto d'ora circa, quindi strizzatele bene. Impastate la farina, lo zucchero e il burro ammorbidito, i tuorli. Unite la scorza di limone grattugiata, la noce moscata e riprendete a impastare. La pasta dovrà risultare morbida. Aggiungete l'uvetta e le mandorle all'impasto e amalgamate. Tirate l'impasto fino a fargli assumere uno spessore di circa 1 cm. e tagliatelo con un coltello, ricavando tanti piccoli rombi. Rivestite una teglia con carta da forno, disponetevi i rombi, distanziandoli, e cuocete in forno a 180°C per 30 minuti. Sfornate e lasciate raffreddare. Preparate la glassa montando l'albume con lo zucchero a velo, spennellatene i rombi e decorateli con la granella di zucchero. Completate passandoli in forno per pochi minuti, finché la glassa si sarà rassodata.


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    Altri dolci di Pasqua


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    Su Gattò de mendula (Croccanti di mandorle)


    pipiedda zirante

    Sa pipiedda e su zirante


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    Dolci pasquali: Tilicas, Pistoccheddus a cocoi, pardulas, pabassinas


    Coccoi

    Pane pasquale con l'uovo


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    Fonte:sardegna.com,sardegna.blogosfere.it,cucinagustocultura.blogspot.i,geosearch.it,myart-robertomurgia.blogspot.it,web
     
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    Pasqua...i dolci tipici lucani



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    In Basilicata in tutte le case, la Pasqua veniva festeggiata con alcuni prodotti cotti al forno e non con le fritture come a Natale. Questo significava preparare e cuocere al forno vari prodotti tradizionali: biscotti all’acqua e all’uovo; gli appetitosi “cauzoni” ripieni ci ricotta, salsiccia o soppressata, e infine i famosi “Piccillati”. Un prodotto, questo, il più problematico della sfornata pasquale, perché l’usanza stabiliva che ogni componente della famiglia doveva avere il suo. Al padre, però, spettava il piccillato con tante uova quanti erano i componenti della famiglia, alla madre quello con un uovo in meno e così scalando ad un solo uovo per l’ultimo nato. Il piccillato era a forma di ciambella e le uova venivano collocate tutt’intorno. Del Piccilatiedd si possono trovare versioni dolci e versioni salate. A Potenza nasce anticamente come un pane dolce natalizio, preparato con farina bianca di grano Carosella, avente forma di ciambella intrecciata con dentro le mandorle. Come succede spesso per i dolci tradizionali, col passare del tempo, si è tramutato in simbolo della Pasqua. Adesso, infatti, i forni potentini lo propongono come pane pasquale intrecciato con dentro mandorle e sopra uova, più spesso in versione salata. Anche in altre zone della Lucania è diffuso come dolce tradizionale pasquale, a Castelluccio lo troveremo con il nome di Piccilatidd, a San Severino con quello di Currieddi, a Matera con il nome di F’ccilatid. A Matera, però, si presenta come un pane rustico con dentro i semi di finocchietto ed è legato alla festa dell’Immacolata Concezione. Tra i dolci più tradizionali di Pasqua si trova anche la scarcedda, è a base di pasta frolla farcita di ricotta e contiene al suo interno, nascosto nel ripieno, un uovo sodo sgusciato. Dove l'uovo rappresenta la fortuna che è proporzionata alla misura del pezzo che la persona riceve nel dolce, inoltre poi si preparano le copete (dolci alle mandorle appoggiati su ostie rotonde) e i taralli glassati. Molto diffusa in Basilicata è la pastiera - per la verità si tratta di una versione “povera” rispetto alla “barocca” pastiera napoletana ricca di sapori e colori.


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    Piccillato



    Ingredienti



    400 gr. di farina
    25 gr. di lievito di birra
    1 limone e 1 arancia non trattati
    100 gr. di zucchero
    30 gr. di strutto
    zucchero a velo
    7 uova
    burro
    sale



    Preparazione



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    Sbriciola il lievito di birra in una ciotola, diluiscilo con un cucchiaio di acqua tiepida, unisci un cucchiaino di zucchero e uno di farina. Mescola, copri la ciotola con la pellicola da cucina e fai riposare per 15 minuti. Sistema a fontana sulla spianatoia la farina rimasta. Aggiungi 3 uova battute, lo strutto a fiocchi, il sale, le scorze di arancia e di limone grattugiate e il lievito. Lavora la pasta sbattendola a lungo sulla spianatoia fino a quando sara ben liscia ed elastica. Unisci lo zucchero rimasto e lavora ancora l'impasto per qualche minuto. Versalo in una teglia rotonda imburrata (non deve superare metà dello stampo). Affonda leggermente le uova intere rimaste nell'impasto. Copri con un canovaccio e fai lievitare in un luogo tiepido per circa 2 ore. Inforna il Picillato a 200°. Dopo 10 minuti, diminuisci la temperatura a 170° e prosegui la cottura per circa 40 minuti. Alla fine, sforna la torta, lasciala intiepidire, sformala e cospargila di zucchero a velo.


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    Altri dolci di Pasqua


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    Taralli con la glassa


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    Scarcedda


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    Fonte:donnamoderna.com,ilmoangolodidelizia.blogspot.com,canali.kataweb.it,web
     
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    Pasqua...i dolci tipici lombardi



    Pasqua21




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    La Lombardia ci offre un dolce che non ha bisogno di presentazioni: la Colomba Pasquale, come il panettone, infatti, tale dolce, dopo essere nato a Milano, ha conquistato con il suo inconfondibile sapore tutto il resto d’Itala. Nella bella città di Mantova, in Lombardia, per le festività pasquali è popolare il Bussolano, una ciambella che viene preparata con semplici ingredienti, ovvero con farina, uova, zucchero, burro, e profumata con un po' di Marsala. E' un dolce caratteristico di cui non si conosce l'origine precisa, probabilmente nasce dalla volontà di un messaggio augurale alla vigilia delle feste di primavera. Il Pesce di Aprile normalmente viene venduto in tranci durante il periodo della Quaresima, tra la fine di marzo e i primi di giorni di aprile. Si tratta di un gustoso dolce a forma di pesce, farcito e lungo circa un metro e del peso di 15 chili. E' una specialità della zona del Pavese, in Lombardia, dal gusto molto ricco di liquore e di confettura, preparata con pan di Spagna, confettura di albicocche, mandorle, cedro candito, rhum e pasta di mandorle. Si prepara tagliando il pan di Spagna in tre strati, imbevendolo con il rhum e viene spalmata sopra la confettura di albicocche in ogni strato. Viene data la forma di pesce e ricoperto di pasta di mandorle. Le pinne e le squame del pesce sono realizzati con decori di cedro e la bocca e i denti con le mandorle pelate. Resta, chiamato anche Resca, è il Dolce della Domenica della Palme, è una specialità lombarda della zona di Como, era tradizione produrlo e consumarlo per Pasqua mentre oggi è possibile gustarlo in quasi tutti i periodi dell'anno, ed è proprio la Pasqua l'elemento fondante per il nome e la forma del prodotto: il pesce era uno dei simboli per i cristiani ed è la lisca del pesce, la resca che è simboleggiata dal bastoncino di ulivo infilato al centro, a suggerire il nome al dolce comasco. Quest'ultimo che può essere di ciliegio o ulivo come ulteriore richiamo alla festa pasquale. E' preparata secondo una ricetta di tradizione storica tramandata e messa per iscritto all'inizio del 1900. E' una focaccia dolce e candita, di colore scuro a pasta gialla, con un peso che va dal mezzo chilo fino a 5 chili. Viene preparata con farina, zucchero, uova, uva sultanina, burro, canditi di cedro e arancia e lievito naturale. La preparazione richiede tre impasti, il primo funge da base ed è preparato con acqua, farina e lievito e lasciato lievitare per 12 ore. Si aggiunge il burro, l'uvetta, e la macedonia di frutta candita e dopo altre sei ore si procede alla spezzatura, l'arrotolamento sulla canna e la messa in teglia, con altre 4 ore di lievitazione. Dopo aver effettuato i tagli longitudinale e trasversale e la lucidatura, si cuoce in forno per circa un'ora, a 160-180 gradi. Si usa per accompagnare il te, oppure come dessert, abbinato a un vino dolce o al Porto. Può essere anche guarnito con panna montata, crema pasticcera e cioccolato. La turta dei paisan è chiamata anche torta di latte ed è tipica della Brianza, nelle zone comprese tra la provincia di Milano, Monza e Lecco. E' un dolce a impasto molle, a base di pane, latte, amaretti, pinoli, uvetta, zucchero e cacao. E' una torta di umili origini che viene preparata mettendo a mollo il pane raffermo nel latte per due o tre ore, vengono aggiunti e mescolati gli altri ingredienti, e cotta in forno. Ha il sapore di cioccolato e latte, di consistenza morbida e colore marrone scuro dato dal cacao. Durante il periodo pasquale viene prodotta a forma di campana. Questo dolce-pasto povero, detto anche Meascia o turta di paisan, deriva probabilmente da un antico nucleo di ricette, del tipo del migliaccio già descritto da Maestro Martino da Como, preparato fra l’altro con "una libbra di cacio del più fresco che possi havere" e con un’aspersione finale di "bono zucchero et di acqua rosata" e cotto nello stesso forno dove si faceva il pane. La ricetta utilizza come ingrediente base il pane raffermo, ma ne esistono numerose varianti locali basate su un impasto di farina bianca e farina gialla.


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    Bussolano



    Ingredienti



    250 gr. di farina
    150 gr. di fecola
    150 gr. di burro
    150 gr. di zucchero
    un limone non trattato
    una bustina di lievito vanigliato per dolci
    un cucchiaio di granella di zucchero
    un bicchiere di vino bianco dolce
    200 gr. di uva bianca
    200 gr. di uva nera
    3 uova
    sale



    Preparazione



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    Lavorate il burro molto morbido con lo zucchero fino a ottenere un composto soffice, unite i tuorli, la scorza di limone grattugiata, il vino e la farina setacciata con la fecola e il lievito (tenendo da parte un po' di farina per lo stampo). Mescolate gli ingredienti e unite gli acini d'uva lavati, asciugati e, se necessario, privati dei semini. Montate gli albumi con un pizzico di sale e amalgamateli al composto. Imburrate e infarinate uno stampo a ciambella di 28 cm. di diametro, versatevi l'impasto preparato, cospargetelo con la granella di zucchero e cuocete in forno caldo a 180° per circa 40 minuti. Lasciate riposare il dolce per 15 minuti, sformatelo e fatelo raffreddare su una gratella da pasticceria.


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    Colomba casalinga



    Ingredienti



    500 gr. di farina 00
    100 gr. di scorze di cedro e di arancia candite a cubetti
    scorza grattugiata di ½ limone
    25 gr. di lievito di birra
    150 gr. di zucchero
    200 gr. di burro
    latte q.b.
    acqua q.b.
    5 tuorli
    ...per la glassa:

    50 gr di mandorle sgusciate
    50 gr di granella di zucchero
    50 gr di zucchero
    2 albumi



    Preparazione



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    Sciogliete il lievito con 100 gr. di acqua ed aggiungete abbastanza farina in modo da ottenere un panetto morbido. Incidete il panetto a croce e mettetelo in una ciotola contenete acqua tiepida. Coprite la ciotola con un coperchio e lasciate riposare l’impasto finché avrà raddoppiato il suo volume e sarà venuto a galla. In una ciotola mischiate la farina avanzata, la scorza del limone, i tuorli, 100 gr. di burro ammorbidito tagliato a pezzetti e lo zucchero. Impastate energicamente, aggiungendo, se necessario, qualche cucchiaio di latte tiepido. Scolate il panetto lievitato ed aggiungetelo al secondo impasto, mischiando finché non sarà più appiccicoso. Mettete l’impasto nel forno spento e lasciatelo lievitare per un’ora. Fate ammorbidire 50 gr. di burro, aggiungetelo all’impasto, lavorandolo a lungo, rimettetelo in forno e lasciatelo lievitare finché avrà raddoppiato il suo volume. Ripetete l’operazione con i 50 gr. di burro rimasti, lavorando l’impasto per almeno 10 minuti. Aggiungete i canditi all’impasto e versatelo in uno stampo di carta a forma di colomba. Lasciate lievitare l’impasto finché ha nuovamente raddoppiato il suo volume. Preparate la glassa, sbattete gli albumi con lo zucchero, stendete la glassa sulla superficie del dolce e cospargetelo con le mandorle e la granella di zucchero. Preriscaldate il forno a 220°. Cuocete la colomba per i primi 10 minuti a 220°, poi abbassate la temperatura a 180° e lasciate cuocere altri 20-30 minuti. Per evitare che la glassa si cuocia troppo potete coprire la superficie delle colomba con un foglio di alluminio. Lasciate raffreddare il dolce su una gratella prima di servirlo.


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    Turta paisan o meascia



    Ingredienti



    3 amaretti
    gr. 20 di pinoli
    gr. 50 di uvette
    l. 0,500 di latte
    gr. 75 di zucchero
    gr. 500 di pane raffermo
    un bicchierino di liquore (preferibile amaretto)
    gr. 50 di cioccolato fondente in scaglie
    due cucchiai di farina bianca
    gr. 30 di burro
    2 uova
    1 mela
    1 pera


    Preparazione



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    Tagliate il pane a fette piuttosto piccole e mettetele a macerare nel latte almeno per due ore, mentre per mezzora metterete a mollo in acqua tiepida le uvette. Rendete omogeneo il pane con un cucchiaio ed aggiungete due uova, le uvette sgocciolate, i pinoli, la mela e la pera tagliate a fettine, lo zucchero, gli amaretti sbriciolati ed il bicchierino di liquore. Dopo aver lavorato ben bene l’impasto versatelo in una tortiera di 25/30 cm. di diametro che avrete provveduto ad imburrare ed infarinare. Spolverate il tutto con lo zucchero e deponete sopra le scaglie di cioccolato, a piacere deponetevi anche dei fiocchetti di burro. Mettete in forno a temperatura 170° per circa 30 minuti.


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    Altri dolci di Pasqua


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    Resta


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    Colombe di pasticceria


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    Fonte:www.myhouseonweb.eu,www.donnamoderna.com,ricetteok.it,Villadeste Home,federfood.wordpress.com,www.rcl.it,www.
    donnesulweb.it,www.panificioaltavalle.com,Antonella,web
     
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    Pasqua...i dolci tipici veneti



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    La fugazza (o fugassa) è un tipico dolce pasquale della cucina veneta, in ogni forno della regione se ne trovano in grandi quantità e la tradizione vuole che ogni famiglia ne preparasse per festeggiare la Pasqua. Gli ingredienti sono i classici per la preparazione di qualsiasi dolce: farina, zucchero, lievito e burro. A questi si aggiungono le mandorle usate a copertura della fugazza, immancabili nel periodo pasquale anche sulla colomba. È il processo di lievitazione che richiede maggior tempo e attenzione. È necessario infatti iniziare a preparare il dolce con un giorno di anticipo, per lasciare lievitare l’impasto nel corso della notte. Pensate che in passato il luogo più caldo dove farla lievitare era la stalla. In terra veneta non c’è Pasqua senza la “focaccia”, dolce tradizionale che può assumere anche la forma di “colomba”, confezionata, naturalmente, con lo stesso tipo di pasta. La tradizione è antichissima e risale alle prime feste cristiane in ricordo della Resurrezione di Gesù, quando la ricorrenza era celebrata con straordinaria solennità in tutte le comunità cristiane. Nel Veneto il Cristianesimo è arrivato prestissimo, già in epoca apostolica, non da Roma ma da Alessandria d’Egitto, la più colta e raffinata città mediterranea. La regione fece proprie alcune delle tradizioni orientali, come il pane benedetto di Natale, il pane dolce di Pasqua, nonché le uova, simbolo della primavera e della vita che rinasce nella natura e nel Cristo risorto. Il pane dolce di Pasqua è stato poi variamente interpretato dalle diverse comunità cristiane, anche in terra veneta, dove il dolce risulta più semplice rispetto ad altre regioni italiane. Si tratta di un pane pasquale arricchito con vari ingredienti: farina, zucchero, burro, lievito e uova. L’origine del dolce è comunque avvolto nella leggenda, ma sembra che l’idea di questo “pane dolce” sia venuta ad un antico fornaio trevigiano: lavorò la sua pasta di pane con burro , uova e miele (qualche volta mandorle) sino ad ottenere un dolce soffice e leggero, che regalava ai suoi clienti in occasione delle feste pasquali. La tradizione vuole anche che la “fugassa”, un tempo, venisse preparata in occasioni di fidanzamenti e donata alla famiglia della ragazza con dentro nascosto l'anello di fidanzamento; ora si trova tutto l'anno nei panifici e raramente si prepara in casa a causa della lunghezza del procedimento. Infatti è un dolce complesso che richiede una lunga lievitazione, con pause adeguate (almeno tre di circa tre ore ciascuna), per ottenere una pasta molto soffice e leggera che, alla fine, sia che venga cotta in stampi circolari o in quelli a forma di colomba, verrà glassata con un composto a base di uova, di mandorle pelate, generalmente tritate ma anche divise a metà, e zucchero in granella. Per accompagnare questo dolce il Veneto ha molti vini adatti, come il Prosecco superiore di Cartizze, il Moscato Fior d’Arancio dei Colli Euganei, il Recioto di Gambellara spumante, il Recioto di Soave. A Negrar, nel periodo pasquale, massaie e fornai si danno un gran da fare per sfornare i dolci tipici del periodo, le “brasadele broè”, ciambelline secche poco zuccherate e “scottate” (broè) nell'acqua bollente prima di essere infornate, perfette da intingere nel Recioto giovane. Questo dolce tipico della Valpolicella e, più in generale, del veronese; le brasadele non sono nè troppo dolci nè troppo salate e hanno la caratteristica di essere croccanti fuori e morbide dentro. Una vera squisitezza. I bussolai invece, sono dolci a ciambella, tipici di Vicenza e di tutto il territorio fino a Bassano e Treviso, dove sono il dolce tradizionale delle feste pasquali. "Chi ga santoli ga bussolai" recita un proverbio vicentino, a significare che l'abbondanza non manca quando si hanno i giusti santi in paradiso. Se ne trovano tracce molto antiche, e si riconoscono anche nell'affresco di Giovanni Antonio Fasolo nel salone di Villa Caldogno, risalente alla seconda metà del '500. Vengono preparati con un impasto ricco di uova e insaporito con del marsala o, in alternativa, con della grappa o dell'anice. Perfetti da inzuppare nel té o nel vino. I Bussolà buranelli sono dei biscotti che venivano preparati abitualmente a Burano (da quì il termine "buranelli") per la Pasqua, ancora oggi sono il dolce tipico dell'isola. La storia dei Bussolà è molto remota, in passato venivano prodotti nelle case degli isolani principalmente il giorno di Pasqua ed era abitudine avvolgere i dolcetti nella biancheria, in quanto sprigionavano un ottimo aroma di burro. La colomba, oltre ad essere un dolce tipico di Pasqua della provincia di Verona, è diventato un vero e proprio simbolo pasquale sulle tavole di tutti gli italiani.


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    Fugassa vicentina



    Ingredienti



    450 gr. di farina
    125 gr. di burro
    125 gr. di zucchero
    20 gr. di lievito di birra
    1 bicchierino di grappa
    zucchero in granella
    40 gr. di mandorle
    aromi veneziani
    5 uova
    sale



    Preparazione



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    In una terrinetta impastate un po’ di farina con il lievito, unendo qualche cucchiaio d’acqua tiepida. Coprite e fate riposare un paio d’ore al caldo o almeno in luogo tiepido, quindi aggiungete al primo impasto altrettanta farina e acqua tiepida. Reimpastate bene, coprite e lasciate riposare per altre due ore. Successivamente ripetete l’operazione a intervalli di due ore, per altre quattro volte, aggiungendo al posto dell’acqua tuorli d’uovo, uova intere, zucchero e burro in proporzione alla farina aggiunta, in modo da ottenere ogni volta un impasto lavorabile. Dopo le ultime due ore di riposo, aggiungete all’impasto un pizzico di sale e ancora un bicchierino di kirsch, delle scorzette d’arancio tagliate minute, dei chiodi di garofano in polvere, un pizzico di cannella, un pizzico di vaniglia, della radice d’ireos in polvere, il tutto macerato per un paio di giorni nella grappa. Lavorate ancora la massa fino ad ottenere un impasto ben omogeneo, tenero, elastico e lucente, che porrete in un apposito stampo, meglio se a forma di colomba. Bagnate la superficie con dell’albume d’uovo prima tenuto da parte, cospargetevi sopra dei granelli di zucchero e mandorle spezzate, fatelo quindi cuocere in forno a temperatura non elevata, fin che assume un bel colore marroncino-dorato.


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    Brasadele_broe_Cantina_Valpolicella_Negrar

    Brasadele broè



    Ingredienti



    1 kg. di farina
    200 gr. di burro
    200 gr. di zucchero
    un bicchiere di grappa
    una bustina di vanillina
    la buccia grattugiata di un limone
    un pizzico di sale
    dieci uova



    Preparazione



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    Disponete sulla spianatoia la farina a fontana, aggiungete le uova, lo zucchero, il burro ammorbidito, la vanillina, la grappa, la buccia del limone e il sale. Impastate con le mani e lavorate a lungo l’impasto che deve risultare gonfio d’aria ed essere lucido in superficie. Dividete l’impasto in tante palline quante brasadele volete fare; a questo punto entra in gioco la manualità: dovete trasformare le palline in rotolini unendo poi le due estremità formando una ciambella. Tali ciambelle andranno scottate in acqua bollente, da questo quindi deriva la dicitura “broè”. Quando il dolce immerso in acqua salirà in superficie significa che ha raggiunto la giusta cottura (proprio come gli gnocchi), andrà quindi pescato e sistemato su un canovaccio ad asciugare. Il giorno seguente dovete armarvi di un taglierino (ben lavato) in quanto dovete incidere la ciambella lungo il bordo esterno, per farle assumere la forma caratteristica. Per finire le ciambelle vanno cotte in forno finché non raggiungono un colore appena dorato.


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    Bussolà (o bussolai) buranelli



    Ingredienti



    500 gr. farina
    250 gr. zucchero
    1 cucchiaio di rum (facoltativo)
    buccia di 1 limone
    1 pizzico di sale
    200 gr. burro
    6 tuorli
    vanillina


    Preparazione




    agnellino
    Mescolare a crema i tuorli con lo zucchero e unire il rum se lo si usa. Fare la fontana di farina sul piano di lavoro e inserire la scorza grattugiata del limone, il sale e la vanillina. Inserire la crema di zucchero e tuorli, e poi aggiungere il burro a pezzetti (tenuto preventivamente a temperatura ambiente). Lavorare bene gli ingredienti fino ad avere un impasto tipo pasta frolla che, volendo si può far riposare in frigo ma non è necessario. Prelevare dei pezzetti di pasta e formare con le mani, dei bastoncini e poi delle ciambelline. Posizionarle sulla lastra del forno coperta di carta o con il foglio di silicone ed infornare a 170° per circa 15-20 minuti. devono mantenersi chiari, non diventare bruni.


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    Colomba di Verona



    Ingredienti



    600 gr. di farina bianca
    150 gr. di scorze di cedro candite
    30 gr. di zucchero a grana grossa
    160 gr. di zucchero semolato
    5 uova (1 intero e 4 tuorli)
    25 gr. di lievito di birra
    50 gr. di mandorle
    250 gr. di burro
    100 gr. di latte
    1 limone
    sale



    Preparazione



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    Impastate 200 gr. di farina con il lievito sciolto in acqua tiepida e formate un panetto di giusta consistenza. Immergetelo in un recipiente di acqua tiepida dopo avervi effettuato due tagli a croce con un coltello affilato. Coprite con un coperchio finché il panetto, lievitando, verrà a galla. Versate sulla spianatoia 300 gr. di farina, mezzo cucchiaio di sale e la scorza grattugiata del limone. Mescolate bene, fate la fontana e ponete al centro 150 gr. di zucchero semolato, 4 tuorli, 125 gr. di burro ammorbidito. Impastate il tutto aggiungendo latte tiepido. Quando la pasta sarà soda, amalgamatevi il panetto lievitato e scolato. Lavorate il tutto, fatene una palla che metterete a lievitare in una ciotola infarinata. Quando sarà aumentata di un terzo, rovesciatela sulla spianatoia, amalgamatevi 40 gr. di burro ammorbidito e lavoratela per 10 minuti. Rimettete ancora la pasta a lievitare finché non avrà raddoppiato il volume. Lavoratela di nuovo aggiungendo altro burro e pezzetti di cedro candito, sbattendo energicamente la pasta per 10 minuti. Dividetela quindi in due parti: una per il corpo della colomba, l'altra per le ali. Coprite la pasta con un telo infarinato e lasciatela lievitare di nuovo. Una volta pronta e modellata mettetela sulla placca da forno, spennellatela con l'uovo sbattuto, aggiungete le mandorle e lo zucchero in granella. Infornate a 190° ma dopo 10 minuti scendete a 180° coprendo la pasta con un foglio di carta pergamena imburrato. Lasciate cuocere per 20 minuti, togliete dal forno e fate freddare.


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    Altri dolci di Pasqua


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    Colomba di Verona di pasticceria



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    Fonte:2.regione.veneto.it,www.myhouseonweb.
    eu,tor-te-e-din-tor-ni.blogspot.it,culoecamicia.wordpress.com,keeprecipes.com,www.flickr.
    com,www.turismoitalianews.it,lh5.googleusercontent.com,ww.donnamoderna.com,www.identitagolose.it,web
     
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    Pasqua...i dolci tipici emiliano - romagnoli



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    La ciambella o brazzadela, è il dolce rituale della Pasqua dei ferraresi, come un pendant del pampepato, il dolce tipico di Natale. Il nome Brazadela, deriva dal fatto che veniva servita infilata al braccio destro, mentre con il sinistro si versava il vino. E' una ricetta molto antica che risale al 1250. In passato, questo dolce, veniva fatto nelle occasioni speciali perché era sostanzioso e non vi erano soldi per comprare cioccolato o altri dolciumi. Appartiene al diffuso genere dei "pani dolci", ai quali era strettamente legata una funzione propiziatoria, di augurio, prova ne sia la ricchezza di uova, tipica dei cibi pasquali (contrariamente alla pratica quotidiana), dal momento che l’uovo rappresenta la rinascita, il nucleo della vita ed è simbolicamente legato alla stessa Pasqua, festa della resurrezione. È un dolce lievitato, cotto in forno, prodotto con farina, zucchero, uova e burro. Viene sagomato in diverse fogge, a ciambella ellittica, rotonda o a esse. Una volta cotta si presenta di colore giallo dorato alla superficie e giallo tenue, soffice, alveolato da lievitazione al taglio. L’impasto semplice e morbido compariva già nei ricchi banchetti cinquecenteschi e in antiche ricette, dove si trova scritto che "le brazzadelle di latte e zuccaro erano composte al tempo dei tempi con fiori di farina, acqua rosa, latte, zuccaro bianco, butiro e uova numero venticinque": ingredienti che dovevano essere "gramati" (amalgamati) molto bene. Guarnita in superficie con grossi grani di zucchero, veniva servita a fette affinché fosse più comodo intingerla in un buon vino e gustarne così tutta la fragranza. Una vecchia consuetudine tramanda anche la degustazione della ciambella nella prima colazione del giorno di Pasqua, insieme ad un caffè all’uovo frullato. La brazzadèla classica aveva una forma tonda, larga, col buco, come dalla definizione data dal vocabolario ferrarese-italiano: specie di dolce rotondo e forato al centro. La “ciambella” è invece il dolce di Pasqua di impasto piuttosto sostenuto con farina, uova, latte, zucchero e lievito. In Emilia Romagna si prepara il salame di cioccolato, composto da biscotti, mandorle e cacao, che oggi è molto conosciuto e preparato un po' in tutta Italia, con alcune varianti da regione a regione. In Romagna in occasione delle festività pasquali è tradizione preparare la pagnotta pasquale, in dialetto pagnòta 'd Pasqua, preparato secondo antiche ricette. Viene anche chiamata pagnotta di Sarsina, in quanto tipica di questo comune in provincia di Forlì-Cesena. Un tempo la pagnotta pasquale allietava anche la tavola dei più poveri e la si cominciava a mangiare, con l'uovo benedetto, una fetta di salame e vino sangiovese, la mattina di Pasqua proseguendo a gustarla ai pasti anche nei giorni successivi, sino alla domenica successiva e oltre. Ogni componente della famiglia ne aveva di solito una a disposizione, e non era poco, trattandosi d'una pagnotta di tre-quattro chili. Ancora oggi a Sarsina presso i fornai locali è tradizione preparare questo dolce nei quaranta giorni di Quaresima. Con farina di grano, zucchero, strutto o margarina, uova, buccia di limone grattugiato, vaniglia, lievito, sale e uva secca si produce un impasto che subisce tre fasi di lievitazione e sulla pagnotta viene impresso il segno della croce quasi a voler scandire i giorni della passione. Gli viene data la tradizionale forma a cupola, alta venti centimetri e con un diametro base di quaranta. Un tempo c’era l’usanza di mangiarla con l'uovo benedetto, la mattina di Pasqua e si proseguiva a gustarla anche nei giorni successivi. Oggi la pagnotta la producono anche i fornai ed è possibile trovarla in tutto il periodo dell’anno. La torta di riso è un dolce tipico bolognese del periodo pasquale, realizzata con riso bollito nel latte, uova, zucchero, mandorle tritate, buccia d’arancio o limone grattugiata e cotta in forno. In occasione della Pasqua in Emilia Romagna si prepara anche il salame di cioccolato, composto da biscotti, mandorle e cacao, che oggi è molto conosciuto e preparato un po' in tutta Italia, con alcune varianti da regione a regione. I Piadot di Pasqua sono una specialità della tradizione romagnola, sono delle focaccette appena dolci, che vengono preparate con farina bianca mescolata alla farina gialla, cioè di mais, le uova, burro, zucchero, l'uvetta passa e i pinoli.


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    salame

    Salame di cioccolato



    Ingredienti



    250 gr. di mascarpone
    250 gr. di biscotti secchi
    130 gr. di cioccolato fondente al 55%
    1 cucchiaio di rum o cognac
    40 gr. di pistacchi tritati
    40 gr. di nocciole tostate
    40 gr. di zucchero a velo
    20 gr. di cacao amaro



    Preparazione



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    Sciogliere a bagnomaria il cioccolato. Nel frattempo in una capiente ciotola mescolare bene il mascarpone con lo zucchero a velo ed il cacao ben setacciati. Versare il cioccolato intiepidito sull’impasto, unire il rum o cognac, i biscotti secchi sbriciolati e le nocciole ed i pistacchi tritati grossolanamente. Far rassodare mezzora in frigo. Stendere della carta pellicola, versarvi il composto già parzialmente rassodato, avvolgerlo bene e modellare la caratteristica forma a cilindro del salame. Farlo raffreddare bene e fare la “buccia” cospargendolo con le mani con una cucchiaiata di amido di mais ed una cucchiaiata di zucchero bucaneve ben miscelati insieme. Servire come un salame.


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    Torta di riso bolognese



    Ingredienti



    0.5 l. di latte
    125 gr. di zucchero
    1 bustina di zucchero vanigliato
    50 gr. di mandorle spellate, macinate
    80 gr. di scorza di limone candita
    40 gr. di Amaretto o Alchermes
    1 stampo per cake di 26 cm.
    70 gr. di riso Originario
    50 gr. di amaretti
    zucchero a velo
    1 tuorlo
    3 uova



    Preparazione



    gifPortate a ebollizione il latte con lo zucchero e lo zucchero vanigliato. Aggiungete il riso e lasciatelo sobbollire per ca. 25 minuti. Lasciate intiepidire. Scaldate il forno a 160°C. Foderate lo stampo con la carta da forno. Grattugiate gli amaretti e mescolateli con le uova, il tuorlo, le mandorle e la scorza di limone candita. Mescolate il tutto con il riso e versate il composto nello stampo. Livellate e cuocete al centro del forno per ca. 45 minuti. Sfornate il dolce e lasciatelo riposare per 10 minuti nello stampo. Spruzzatelo con l’Amaretto, capovolgetelo e tagliatelo a pezzetti. Guarnite con una spolverata di zucchero a velo.


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    Ciambella ferrarese (brazadela)



    Ingredienti



    farina 500 gr.
    zucchero 200 gr.
    lievito ½ bustina
    burro 35 gr. per imburrare la tortiera
    burro 150 gr.
    latte q.b.
    limone 1
    uova 2



    Preparazione



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    Sciogliere il burro a bagnomaria. Togliere dal fuoco e lasciare intiepidire. Porre in una terrina il burro, le uova, lo zucchero, la scorza grattugiata di mezzo limone e mescolare aggiungendo lentamente la farina, il lievito e il latte quanto basta ad ottenere un composto omogeneo, liscio e sufficientemente morbido. Sagomare nella forma voluta. Ungere lo stampo con il burro e disporre nello stampo l'impasto. Introdurre in forno caldo a 200 °C e cuocere per 30 minuti. Lasciar raffreddare e trasferire in piatto da portata.


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    Pagnotta dolce



    Ingredienti



    2 kg. di farina
    1 kg. di pasta di pane lievitata
    3 limoni grattugiati (da utilizzare solo la scorza)
    1 cucchiaio di lievito di birra
    2 bustine di vanillina
    700 gr. di zucchero
    150 gr. di strutto
    uva secca
    sale q.b.
    10 uova


    Preparazione



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    Disporre la farina a cratere sulla spianatoia, aggiungere uno a uno tutti gli ingredienti e lavorare energicamente con entrambe le mani, fino a ottenere un impasto liscio, cui darete la forma di una cupola e che lascerete a lievitare per ore coperto da un panno. In passato la pasta si faceva lievitare prima sotto le lenzuola e poi sopra le braci di un vecchio scaldino allora chiamato ‘prete’. Trasferitelo quindi in uno stampo adeguato, passatelo con un pennello intinto nell’uovo sbattuto e incidetene la superficie con una croce. Infornatelo a 200° per circa un’ora e comunque finché la crosticina non vi risulterà croccante e dorata.


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    Altri dolci di Pasqua


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    Piadot o gialletti


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    Fonte:dolcisognare.blogspot.it,prodottitipici.com,www.viveredonna.it,www.cookingschoolbologna.it,www.agriturismi.it,www.ricettepercucinare.
    com,gustoblog.it,saison.ch,www.myhouseonweb.eu,arteecucinadaclo.blogspot.com,web
     
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    Pasqua...i dolci tipici umbri



    Pasqua6



    bambina
    La Torta di Orvieto nasce nella storica cittadina umbra, si tratta di un tipico panettone pasquale, largo e basso, molto soffice, che contiene nell'impasto uvetta, cedro e ciliegie candite. Una delle tradizioni orvietane, un tempo vero e proprio ciclo rituale che andava dalla cerca degli ingredienti (prima di tutto le uova, elemento simbolico pasquale per eccellenza), alla preparazione fino alla degustazione tra i membri della famiglia e la cerchia di amici come scambio bene augurante. La prima colazione pasquale iniziava verso le 11 e andava avanti per ore, non vi era una successione particolare nei cibi, era una specie di grande brunch. La tavola rimaneva apparecchiata per tutto il giorno, per accogliere parenti e vicini che venivano in visita. Sulla tavola non mancavano mai il vino e il vino santo. Tutto era stato rigorosamente benedetto il Sabato santo e perciò gli avanzi (briciole, gusci d'uovo, ecc.) non venivano buttati via ma gettati nel focolare. La Pizza dolce di Pasqua, di forma ed impasto molto simili a quello del panettone, tipica del periodo pasquale, nota anche con il nome di torta dolce. Anche in Umbria, per Pasqua, cuocevano la beccicuta, un pupazzetto o una bambola di pasta dolce (o salata) cotta al forno insieme alle torte. Nel ternano, in special modo, troviamo la ormai famosa pizza dolce di Pasqua e la ciaramicola, ciambella guarnita con alkermes e glassata con albume, decorata con confetti colorati. La ciaramicola inoltre è il dolce pasquale anche di Perugia, il rigonfiamento centrale rappresenta la splendida Fontana Maggiore, i cinque angoli i rioni della Città Vecchia; il rosso dell’alchermes e il bianco della meringa i colori della città; i confettini mignon gialli, verdi e azzurri rappresentano, rispettivamente, il frumento maturo, i pascoli delle montagne e le acque del lago Trasimeno. C’è anche chi vi legge i simboli religiosi della passione e resurrezione di Gesù. Della ciaramicola, esistono ormai diverse versioni, c'è chi usa la farina di mandorle, chi la fa a ciambella e chi a pagnotta, chi mette lo strutto e chi il burro. Gli ingredienti che non devono mancare sono lo strutto, che dopo la macellazione del maiale in gennaio è a disposizione delle massaie ma non troppo oltre la Pasqua altrimenti irrancidisce; l'alchermes, la meringa e i confettini colorati. La ciaramicola era tradizionalmente il dolce che le promesse spose regalavano ai propri fidanzati il giorno di Pasqua, pare che sia stata inventata da un fornaio incaricato di affiancare una torta dolce alla tipica torta di Pasqua salata. Costui si ispirò alla pietra rosa di Assisi con cui sono costruite molte chiese umbre, ed inventò questo dolce colorato e festoso infarcito di sacro e profano, come le migliori tradizioni comportano. Per i bambini si confezionavano dei pupazzetti o bambole, la caratteristica beccicuta, fatti con l’impasto delle torte pasquali di pasta dolce ma anche salata. Dolci anche «poveri», quando ogni piccola comunità celebrava settimanalmente il rito necessario di scaldare il forno e fare il pane.


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    Pizza di Pasqua



    Ingredienti



    1 kg. di farina bianca
    70 gr. di lievito di birra
    1 dl. di olio extravergine d'oliva
    10 uova + 1 tuorlo per spennellare
    150 gr. di canditi misti
    2 dl. di latte tiepido
    250 gr. di zucchero
    200 gr. di uvetta
    330 gr. di burro
    zucchero al velo



    Preparazione



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    Sciogliete il lievito di birra nel latte intiepidito. In una ciotola impastate 200 gr. di farina con il lievito fino a ottenere un impasto morbido. Fate lievitare 30 minuti coperto con un telo da cucina in un luogo umido e caldo finchè l'impasto raddoppierà di volume. Trascorsa la prima lievitazione disponete la farina rimasta a fontana su una spianatoia. Al centro riunite il panetto lievitato, lo zucchero, 300 gr. di burro morbido e l'olio e impastate energicamente. Quando gli ingredienti saranno amalgamati cominciate ad aggiungere 1 o 2 uova per volta, avendo cura di non aggiungere altre uova se le precedenti non sono ben incorporate. Lavorate l'impasto finche risulterà omogeneo e si staccherà facilmente dalle mani e dalla spianatoia. Coprite l'impasto con un telo umido e lasciate lievitare per altri 30 minuti. Nel frattempo fate rinvenire l'uvetta in poca acqua tiepida. Al termine della seconda lievitazione incorporate all'impasto i canditi e l'uvetta scolata e asciugata. Imburrate una tortiera con i bordi alti e sistematevi l'impasto facendo attenzione a non superare i 3/4 dello stampo. Fate lievitare per la terza volta per 1 ora. Scaldate quindi il forno a 180°C; spennellate la superficie della pizza con il tuorlo e cuocete per circa 1 ora. Sfornate, lasciate intiepidire cospargete la pizza con zucchero al velo prima di servire.


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    Ciaramicola



    Ingredienti



    5 uova
    212 gr. zucchero
    85 gr di cui metà strutto e metà olio extravergine
    la buccia grattugiata di un piccolo limone
    165 gr. di pasta di pane lievitata
    una spruzzata di cannella
    750 gr. farina 0
    43 gr. alchermes

    ...per guarnire:

    4 albumi
    120 gr. di zucchero a velo
    confettini colorati



    Preparazione



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    Il giorno prima fare la pasta di pane con una qualsiasi ricetta di pane comune sciapo, perché a Perugia il pane è senza sale. Il giorno dopo setacciare la farina a fontana, mettervi al centro le uova e lo zucchero quindi mescolare, aggiungere i grassi e tutti gli altri ingredienti a parte l'alchermes e il lievito, e mescolare bene. Infine aggiungere anche il liquore e la pasta di pane e formare un bel cordone lungo, da arrotolare a mo' di ciambella su una placca rivestita di carta da forno. Coprire con un panno inumidito, mettere a lievitare in un luogo tiepido senza mai spostare la placca finché la torta non sia raddoppiata di volume. Infornare a 175° per 40 minuti, nel frattempo preparare la meringa frullando l'albume con lo zucchero a velo. Sfornare il dolce e lasciare il forno acceso mentre spalmate la meringa sul dolce, coprire di confettini colorati, reinfornare e spegnere il forno, in modo che la meringa si asciughi e resti bella bianca.


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    Altri dolci di Pasqua


    Piatto-pronto-grappolo-uva_dettaglio_ricette_slider_grande3

    Torcolo umbro


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    Fonte:ricette.donnamoderna.com,qualcosadirosso.com,www.flickr.com,www.myhouseonweb.eu,web
     
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    Pasqua...i dolci tipici marchigiani



    Pasqua5




    easter80
    La versione dolce della pizza di Pasqua, con canditi, uvetta e dolcezze varie, si prepara nella zona sud delle Marche nelle province di Ancona e Macerata. E' un dolce tipico di questa parte dell’Italia, il dolce in questione ha origini davvero antiche, allora era considerato un dolce che, per lo più, ci si poteva permettere solo una o due volte l’anno; questo perché era riconosciuto come un dolce ricco d’ingredienti, che la gente comune non poteva avere sempre in tavola. Tra gli ingredienti presenti al suo interno vediamo uvetta passa, spezie (semi di anice e cannella) e canditi, impastati con una preparazione di zucchero, farina, uova e strutto. Secondo la tradizione, il dolce veniva preparato per il Venerdì Santo in modo che potesse lievitare e riposare, attendendo così un paio di giorni prima della cottura. Da qui, si otteneva la biga, un panetto che poi si lasciava ulteriormente riposare e si rimpastava con altro zucchero, uova, strutto, farina ed ingredienti dolci. Passata un’ulteriore notte, sabato mattina si procedeva con un altro impasto e lo si faceva riposare per una terza volta all’interno di una capiente teglia dove raddoppiava il volume. In alcune zone dell’Italia centrale era usanza far benedire l’impasto prima di cuocerlo. Sabato sera era il momento della cottura in forno, in modo che il dolce potesse esser servito per la colazione della Pasqua. Uno dei dolci tipici delle Marche, in particolare della zona del maceratese (Loro Piceno, San Ginesio), è l’agnello dolce, tipico del periodo pasquale, immancabile protagonista delle tavole in festa. Un dolce dalla caratteristica forma d’agnello, dal sapore goloso ma equilibrato: un guscio di pasta frolla che racchiude un ripieno ricco e goloso composto da cioccolato, uova, mandorle tritate, zucchero e canditi, il tutto finemente decorato con una glassa di zucchero a velo e albumi montati a neve o con cioccolato. Un tempo erano le monache a preparare questa delizia, poi intorno agli anni cinquanta la ricetta uscì dal convento per finire nelle mani di un’artigiana di Loro Piceno che da allora custodisce e realizza la deliziosa ricetta. Un dolce tipicamente pasquale, apprezzato generalmente sia dai grandi che dai piccini, immancabile nelle case marchigiane sono le ciambelle di Pasqua.


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    Pizza dolce di Pasqua



    Ingredienti



    6 uova
    50 gr. di lievito di birra
    buccia grattugiata di un limone
    una bustina di vanillina
    1 kg. di massa di pane
    250 gr. d’uva passita
    un bicchiere d’acqua
    2 cucchiai di mistrà
    250 gr. di canditi
    1/2 litro di latte
    250 gr. d’olio

    ...per guarnire:

    albume
    zucchero a velo



    Preparazione



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    Preparare l’impasto la sera precedente sciogliendo in una ciotola la massa del pane con un bicchiere d’acqua tiepida; continuare a mescolare finché non risulterà della consistenza di una pastella. A questo punto si rompono due uova, si spolvera di farina e, senza mescolare, si lascia riposare fino al mattino dopo. Il giorno seguente unire alla pastella il lievito sciolto nel latte tiepido, la margarina morbida e, man mano tutti gli altri ingredienti. Lavorare l’impasto fino a che non avrà acquistato la consistenza e l’aspetto della massa del pane. Distribuirlo quindi in più teglie riempiendole solo fino alla metà perché la massa dovrà lievitare una seconda volta. Quando la pizza dolce sarà ben lievitata e avrà raddoppiato il volume, si potrà infornare alla temperatura iniziale di 150-160 °C per poi alzare il forno a 180 °C. Cuocere per circa 45 minuti. Preparare una fiocca bianca montando l’albume con l’aggiunta graduale di tanti cucchiaini di zucchero a velo finché la glassa risulterà abbastanza densa. Quando la pizza si sarà freddata, spennellare la fiocca sulla superficie superiore e lasciare asciugare.


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    Ciambelle (o strozzose) di Pasqua



    Ingredienti



    10 uova
    1 kg. di farina
    130 gr. di olio
    1 pizzico di sale
    130 gr. di mistrà
    130 gr. di zucchero
    2 cucchiaini di lievito o
    1 bustina di cremor tardaro di 8 gr.



    Preparazione



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    Impastare tutti gli ingredienti. Dopo che avrete ottenuto una pasta morbida e consistente, formate delle ciambelle. Mettere a bollire dell'acqua salata con un pizzico di sale e 1 cucchiaio d'olio, metterle a lessare quando l'acqua bolle, staccarle dal fondo e far riprendere il bollore circa 3 o 5 minuti. Tirarle fuori e inciderle tutt'intorno. Cuocere in forno 220-250.


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    Agnello di Pasqua



    Ingredienti



    ...dosi per due agnellini

    ...per la pasta frolla:

    150 gr. zucchero
    400 gr. farina 00
    180 gr. burro a temperatura ambiente
    un pizzico di sale
    latte q.b.
    3 tuorli

    ...per il ripieno:

    200 gr. mandorle pelate e tostate tritate
    100 gr. nocciole pelate e tostate tritate
    150 gr. cioccolato fondente a pezzetti
    40 gr. canditi misti a pezzettini piccoli
    4 cucchiai di zucchero di canna
    1 cucchiaio di miele
    vino cotto
    2 uova


    Preparazione




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    In una ciotola setacciare la farina, aggiungere il burro a pezzetti e impastare velocemente con la punta delle dita fino ad ottenere tante briciole. Aggiungere lo zucchero, i tuorli, il pizzico di sale. Amalgamare velocemente, aggiungendo qualche cucchiaio di latte se necessario per lavorare meglio la pasta. Si dovrà ottenere una pasta morbida ma non appiccicosa. Avvolgere la pasta con pellicola e mettere in frigo per almeno 1 ora. In un ciotola unire le mandorle, le nocciole, lo zucchero di canna, il cioccolato, i canditi, il miele, le uova. Amalgamare tutti gli ingredienti aggiungendo qualche cucchiaio di vino cotto o altro liquore che preferite. Mescolare bene e far riposare coperto un paio di ore. Riprendere la pasta. Dividerla in quattro pezzi. Sul piano da lavoro posizionare un foglio di carta forno, infarinatelo leggermente e stendere la pasta con il mattarello. Con un coltello, ricavare dalla sfoglia la sagoma di un agnello, togliere la pasta in eccesso. Distribuire una parte del ripieno su tutta la sagoma ( ne andrà messo abbastanza, circa 2-3 cm) lasciando un po’ di bordo senza farcitura. Mettere da parte il dolce così sistemato. Stendere un’altra sfoglia e adagiarla sopra la sagoma farcita con il ripieno. Togliere la pasta in eccesso e chiudere bene i bordi. Lavorate piccole porzioni di pasta per decorare il musetto e per fare la coda. Adagiare il dolce sulla lastra e far cuocere in forno già caldo a 180°-190° (statico) per 30-40’ o comunque fino a leggera doratura dei bordi. Sfornare, dopo alcuni minuti togliere adagiare su griglia e far raffreddare. Una volta freddo il dolce potrà essere decorato con: cioccolato bianco sciolto e spennellato, cioccolato fondente sciolto e spennellato, glassa di albumi e zucchero montati ben fermi, distribuiti dul dolce e fatta asciugare, gustato nella più semplice delle versioni ricoprendo di cioccolato gli zoccoletti, l’occhio e la bocca. Aggiungere un nastrino con una campanella.


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    Ciambelle con la glassa



    Ingredienti



    10 uova intere
    70 gr. di zucchero
    100 gr. di olio di semi
    3 gr. di ammoniaca per dolci da acquistare in farmacia
    1 kg.di farina "00"
    100 gr di mistrà
    3 gr. di sale

    ...per la glassa:

    2 albumi
    300 gr. di zucchero vanigliato
    un cucchiaio di succo di limone
    un goccio di mistrà



    Preparazione



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    Mettere a bollire dell' acqua in una pentola larga e a bordi alti. Rompere le uova in un contenitore abbastanza capiente, unire lo zucchero e battere il tutto con lo sbattitore elettrico finchè il composto non risulta abbastanza gonfio. Unire la farina a poco a poco e via via tutti gli ingredienti avendo cura di coprire l'impasto con un pò di farina quando si aggiunge il mistrà. In ultimo unire i 3 grammi di ammoniaca e mescolare bene. Versare l'impasto sulla spianatoia precedentemente infarinata, impastare velocemente e formare un impasto omogeneo. Prelevare delle parti di pasta dal peso di circa 120 grammi e formare una palla. Aiutandovi con un piatto unto con olio di semi formate la ciambella. Abbassare al minimo la fiamma della pentola con l'acqua per non farla bollire in superficie e mettere giù a lessare le ciambelle avendo cura di unirle una alla volta e non più di 4 per volta toccandole con un cucchiaio di legno per evitare che si attacchino sul fondo. Appena ritornano a galla calcolare un tempo di cottura di circa 6 minuti avendo cura di girare le ciambelle per farle lessare bene dai due lati. Scolarle su di un canovaccio da cucina e coprirle per evitare che si formi la pelle dura in superficie. Tagliare le ciambelle intorno al bordo esterno in modo da provocare un'apertura che in forno le farà aprire. Cuocere le ciambelle a 200° per circa 20 minuti (metterle in forno 4 alla volta). Preparare la glassa mettendo in una terrina gli albumi, lo zucchero vanigliato, il limone spremuto, il goccio di mistrà e frullare tutto insieme con le fruste elettriche finché il composto non sarà ben montato. Spennellare le ciambelle con la glassa ottenuta, decorare con dei confettini colorati e farle asciugare sopra la spianatoia.


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    Altri dolci di Pasqua


    pizzadolce

    Pizza di Pasqua dolce di Camerino


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    Fonte:www.angiolettochecucina.it,labuonacucinadikatty.blogspot.it,www.cookaround.com,unpizzicodimagia.blogspot.it,www.flickr.
    com,lamiacucina-marina.blogspot.com,www.myhouseonweb.eu,www.madeinkitchen.tv,web
     
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    Pasqua...i dolci tipici toscani



    colombifamiglia



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    Un dolce tipico della tradizione toscana per la Pasqua è la famosa schiaccia, schiacciata o focaccia di Pasqua, nasce nella seconda metà dell’ottocento nei dintorni di Fucecchio, San Miniato e più in generale di Pisa, come prodotto tipico delle famiglie contadine che pensarono di impiegare l’abbondante produzione di uova del periodo della Quaresima nella preparazione di un dolce da destinare alle festività pasquali. La particolarità di questo dolce che può sembrare anche un vero e proprio panettone, sta ancora nel processo di lievitazione naturale che avviene in tre fasi nelle quali l’impasto viene lavorato più volte. Dolce assolutamente equilibrato con pochi grassi e non troppe calorie, è ottimo accompagnato con la cioccolata delle uova di Pasqua e con il Vin Santo locale, inzuppato nel latte la mattina. Si tratta di una preparazione lunghissima, poiché sono necessari diversi periodi di lievitazione ed è per questo che è bene preparare il dolce almeno un giorno prima. Per la perfetta riuscita di questo dolce bisogna stare attenti che la pasta, durante la lievitazione, sia messa in luogo tiepido e non prenda assolutamente colpi di freddo. In molti luoghi della provincia di Siena la schiacciata viene segnata da una raggiera di strisce a ricordare lo schema del “Sole raggiante” di San Bernardino. Con gli avanzi di pasta le mamme preparavano per i loro bambini il “corollo”, una sorta di ciambella lievitata. I bimbi aspettavano ansiosamente di poter sbocconcellare il corollo che si poteva mangiare già dal sabato santo mentre per la Schiacciata era d’obbligo aspettare la domenica di Pasqua. Curioso era il gioco che facevano i bimbi con i corolli, li mettevano legati al collo, con una cordicella, e li sbocconcellavano con grande attenzione per non rompere il buco, vinceva chi riusciva a fare durare il corollo più a lungo possibile.
    I quaresimali fiorentini sono biscotti tradizionali per Pasqua, al cacao a forma di lettere, che non contengono burro. La tradizione vuole che siano stati inventati a metà Ottocento dalle monache di un convento situato tra Prato e Firenze. Secondo fonti più precise la loro ricetta sarebbe nata nei primi anni del Novecento presso la Digerini Marinai, nota fabbrica fiorentina di biscotti e cioccolata. La forma alfabetica dei quaresimali richiama l'attenzione al Vangelo. La consumazione dei biscotti secchi fiorentini era in principio riservata agli uomini di Chiesa e alle famiglie aristocratiche della città toscana. Con il passare del tempo divennero dolci tradizionali, particolarmente apprezzati dai bambini. Durante il periodo di Quaresima, che va dal Martedì Grasso al Giovedì Santo, sono prodotti biscotti “quaresimali” un po' in tutta Italia e in particolare in Sicilia. Questi dolci sono caratterizzati dal fatto che non contengono grassi di origine animale in segno di penitenza. Tra i quaresimali toscani sono famosi i cantuccini da gustare insieme al vinsanto e come i cantucci non contengono burro. L'unico peccato di gola è costituito dal cacao che conferisce ai biscotti una tipica colorazione scura. Dopo la chiusura della fabbrica Digerini Marinai, ritenuta l'inventrice dei quaresimali fiorentini, furono un'operaia addetta al confezionamento dei dolci e suo marito Dante Scapigliati, che decisero di proseguire la produzione dei biscotti secchi. Gli unici ingredienti contenuti nei quaresimali sono: farina, albume, zucchero a velo, cacao amaro e scorza d'arancia. Girando per le pasticcerie di Firenze nel periodo che precede la Pasqua e durante la festività è facile trovarli.
    Il Berlingozzo di Pasqua (il nome deriva da berlingaccio, parola che indica il giovedì grasso) è un dolce a forma di ciambella tipico della Toscana, viene realizzato in differenti maniere: con la vaniglia, con l’anice o con le scorze candite degli agrumi. Se ben conservata, questa deliziosa ciambella, dura a lungo. In Casentino ancora dopo tanti secoli la Panina di Pasqua si prepara ancora, un impasto dal profumo di spezie (cannella, noce moscata, pepe) insaporito dalle uvette, dalle uova, dall'olio di frantoio e dallo zucchero nella versione dolce, arricchito di ciccioli e strutto o unto di soprassata, grasso che "cola" dallo squisito salume di produzione locale, in quella salata. La base però è sempre quella del pane e la cottura avviene nei classici forni a legna dopo circa due o tre ore di lievitazione. Ha una forma tondeggianate circa 20 o 30 cm., ma volte si trova anche nella forma allungata. La Panina ancora oggi viene prodotta con metodi artigianali e le ricette sono tantissime poichè ogni famiglia ha la propria tradizione che tramanda da generazione in generazione. La Pasimata è il dolce tipico pasquale della provincia di Lucca ed in particolare della Garfagnana, è un dolce "povero" che di solito si prepara il giorno della Vigilia Pasquale e che si porta a benedire, insieme alle uova, il Sabato Santo oppure alla messa di Pasqua. Un tempo era prodotta esclusivamente in ambito familiare nel periodo pasquale, ora si trova nei supermercati e nei panifici una volta finito il Carnevale. In passato vi era anche una sorta di gara fra le massaie per la pasimata più alta e lievitata, infatti venivano usate teglie dai bordi molto alti. Veniva poi cotta nei forni a legna casalinghi o portata al forno, cioè al panificio, dove si pagava un tot a teglia. In Toscana a Pasqua si prepara anche il Pandiramerino, un pane dolce aromatizzato al rosmarino, è un panino morbido e dolce fatto con pasta di pane, uva sultanina (zibibbo) e rosmarino. È tradizione mangiarlo il Giovedì Santo, quando i forni di Firenze e del territorio lo vendono già benedetto dai parroci dei dintorni.
    A Viareggio e dintorni le torte pasquali per antonomasia, sono la torta di riso e cioccolato e quella di semolino, che si preparano nei giorni avanti Pasqua. Il ciorchiello è un dolce tipico di Casette, Forno e Caglieglia, frazioni montane del comune di Massa (Massa Carrara). Viene preparato a livello familiare in occasione della Pasqua e in particolare per la domenica delle Palme. Viene chiamato anche ciambella o ciorchiedo: infatti la sua forma è rotonda con pezzatura intorno ai 500-600 grammi. La consistenza è soda ma morbida, il colore è scuro, il sapore è dolce e il profumo è di anice. Un tempo ogni famiglia ne preparava almeno una trentina, sia per il proprio consumo che per lo scambio augurale con amici e parenti, dopo la tradizionale benedizione in chiesa durante la Domenica delle Palme. Oggi questo rito permane: il ciorchiello viene ancora prodotto a livello familiare seguendo l'antica ricetta tradizionale. Ogni anno a Casette il fine settimana precedente la Domenica delle Palme si svolge la Festa del Ciorchiello, dove è possibile assaggiare questo squisito dolce accompagnandolo con del buon Vino Dolce.
    La Sportella è un dolce di pasta dura o di marzapane, che ricorda un po' certi ex voto appesi al muro. E' tipico di Livorno, in Toscana, e in passato c'era l'usanza di regalarlo per Pasqua ai bambini. Per questa ragione era vivacemente decorato, ricoperto di zucchero candito oppure di cioccolato, decorato con fiorellini e ghirigori, palline di marzapane argentate e altro. Oggi le Sportelle esistono ancora, ma sono cambiate molto rispetto a un tempo. Sono delle piccole sporte in sezione, con il manico rotondo, e un piccolo ovetto inserito all'interno. A Rio Elba c’è addirittura una sagra, dedicata a questo dolce tipico pasquale: la Sagra della Sportella (celebrata di solito il Lunedì dell’Angelo). Questa festa paesana, nasce da una tradizione molto antica del paese di Rio Elba. La mattina della domenica prima di Pasqua, cioè la domenica delle Palme, i ragazzi innamorati, facevano giungere alla loro amata un cesto pieno di fiori con all’interno il “cerimito”, un dolce pasquale maschile. Questo gesto rappresentava una vera e propria dichiarazione d’amore. Se il sentimento veniva ricambiato, la ragazza quindi il giorno di Pasqua faceva pervenire al ragazzo una “sportella”, dolce pasquale femminile, adorna di fiocchi e benedetta. Pare che anche le ragazze che non avessero ricevuto nessun dolce pasquale maschile, preparassero comunque la “sportella” e la facessero benedire il giorno di Pasqua, nella speranza di trovare marito. Senza ombra di dubbio, le forme dei due dolci rappresentano i simboli sessuali, segno di auspicio e fertilità per la nuova stagione, la primavera. Questo gesto di scambiarsi i dolci era un modo molto particolare per dichiararsi amorevolmente da parte dei ragazzi e delle ragazze che si facevano la corte, una maniera per dire: “ho capito”. Per Pasquetta poi, tutti i ragazzi con al collo la sportella, insieme agli abitanti, al parroco e alla banda musicale, partivano in processione dai due paesi (il paese alto Rio Elba ed il paese basso Rio Marina) e arrivavano all’Eremo di Santa Caterina, (poco distante da Rio Elba); qui veniva celebrata la messa e i giovani fidanzati potevano conoscersi meglio e stare un po’ insieme… Sembra che l’usanza di preparare “il cerimito” sia ormai scomparsa, mentre invece è rimasta la tradizione di preparare “la sportella” per le feste pasquali e la relativa Sagra.


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    Schiaccia di Pasqua



    Ingredienti



    ...per 3 schiacciate da 1 kg. ciascuna:

    burro 250 gr.
    farina 1500 gr.
    zucchero 500 gr.
    olio extravergine di oliva toscano 50 gr.
    uova 8 (5 intere, 3 tuorli e 3 chiare per spennellare da mettere da parte)
    liquore tipo Sambuca, Strega o Rosolio di menta 1 bicchierino
    Vin Santo metà bicchierino da liquore
    1 arancio e 1 limone
    lievito di birra 85 gr.
    miele 1 cucchiaio
    anici 45 gr.
    sale 5 gr.



    Preparazione



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    1° Lievito o lievitino bianco: Sciogliete 85 gr. di lievito in una tazza da circa 125 gr. riempita di acqua o latte tiepidi e lavoratelo con circa 150 gr. circa di farina di grano tenero tipo "0". Lasciate lievitare finché non forma tante bollicine e comunque raddoppia di volume, coperto con un panno al caldo in una madia (circa 20 minuti), utilizzando una pentola di acqua calda per infondere il calore necessario. Mettete gli anici ad ammorbidire nel succo di arancia e limone con la buccia grattugiata di entrambi e 1 cucchiaio di zucchero semolato (in sostituzione si può utilizzare l'essenza di anici).
    2° lavorazione o primo ritocco (dopo circa 20 minuti): Unite al lievitino metà di tutti gli ingredienti: 750 gr. di farina, 2 uova intere e 2 tuorli, 250 gr. di zucchero, 125 gr. di burro leggermente ammorbidito, 25 gr. di olio extravergine di oliva, 22 gr. di anici, ½ Vin Santo e Sambuca, un pizzico di sale, miele, ½ arancia e ½ limone grattugiati. Lavorate a mano o con l'impastatrice finché l'impasto non diventa setoso ed omogeneo. La consistenza è morbida. A questo punto mettere a lievitare in forno al minimo (min. 30/40°). I tempi di levitazione non sono misurabili esattamente, dipende molto dalla temperatura del forno. La lievitazione è ottimale quando il composto diventa tremolante tipo un budino (dopo circa 1 ora/1 ora e ½).
    3° lavorazione o secondo ritocco (dopo circa 1h-1h e ½): Unite il resto degli ingredienti e impastate come nella fase precedente. Questa lievitazione viene fatta nelle teglie (3 da 18 cm. di diametro) dove poi avverrà la cottura. Quindi prendete l'impasto, versatelo su una base di marmo unta di olio, dividete l'impasto in tre e disponetelo nelle teglie unte con strutto di maiale. Rimettete a lievitare come al solito nel forno. Questa è la parte più delicata perché se non lievitano correttamente il risultato sarà compromesso. Al temine della lievitazione, dopo circa 3 ore, estraete le teglie dal forno, mettete un pentolino con acqua e portate il forno a 160° circa. Spennellate le schiacciate con le chiare d'uovo messe da parte e mettetele ancora in forno per circa 50 minuti a 160° circa. A cottura ultimata, lasciatele riposare 10/15 minuti, quindi estraetele e disponetele su un tagliere di legno finché non freddano, poi riporle in un sacchetto di naylon. Si mantengono molto bene per tutta la settimana di Quaresima.


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    Torta di semolino



    Ingredienti



    200 gr. di farina
    100 gr. di zucchero
    150 gr. di burro
    1 rosso d'uovo

    ..per il ripieno:

    750 ml. di latte
    120 gr. di semolino
    1 bicchierino di arancello o liquore all'arancia
    3 cucchiai di zucchero
    aroma d'arancia
    1 pizzico di sale
    50 gr. di burro
    3 rossi d'uovo
    3 albumi



    Preparazione



    316taubPreriscaldare il forno a 180°. Disporre a fontana la farina, far ammorbidire il burro poi aggiungere tutti gli ingredienti, mescolare rapidamente formando una pallina che metterete a riposare in frigo per almeno 30 minuti. Nel frattempo, scaldate il latte, scioglieteci il burro, il pizzico di sale e lo zucchero, quando è bello caldo, aggiungere a pioggia il semolino, mescolando continuamente con una frusta per evitare che si formino grumi e cuocere per 10 minuti. Togliere dal fuoco e aggiungere i 3 rossi d'uovo, l'aroma d'arancia e il bicchierino di liquore, montare a neve gli albumi e mescolare il tutto. Stendete la frolla in uno stampo da crostata, e spalmare all'interno il composto a base di semolino, infornare nel forno già caldo per 40 minuti. Una volta cotta, lasciar intiepidire, noterete che il volume diminuirà fino a sgonfiarsi, assumendo una forma regolare. Servire tiepida o fredda, a vostro gusto potete spolverare con zucchero a velo.


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    berlingozzo

    Berlingozzo



    Ingredienti



    400 gr. di farina finissima
    200 gr. di zucchero fine
    la scorza grattugiata di un limone
    12 gr. di cremor di tartaro (è un lievito che rende il dolce
    sofficissimo e si trova facilmente al supermercato)
    250 gr. di olio di oliva
    3 uova fresche intere
    5 gr. di bicarbonato
    ¼ di lt. di latte



    Preparazione



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    In una bacinella porre le uova sgusciate, unirvi lo zucchero e, con una frusta, montarle ben bene fino a renderle gonfie e spumose. Versarvi la farina a piccole dosi continuando a rimestare con un cucchiaio o una spatola di legno. Dopo la farina versare pian piano prima il latte e poi l’olio, mescolando sempre con delicatezza. Completare con la scorza di limone grattugiata e la polvere lievitante. Ungere con olio o burro una teglia, versare il composto (se si vuol dare la forma di ciambella, porre al centro della teglia un tubo di latta o un bicchiere di vetro spesso, imburrato e infarinato). Mettere la teglia in forno caldo per circa tre quarti d’ora. Se, prima di essere cotto al punto giusto, il dolce avesse preso un colore dorato, ricoprire la teglia con uno spesso foglio di carta unta, per evitare che diventi scuro. Servire il Berlingozzo freddo e cosparso di zucchero a velo.


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    Pandiramerino



    Ingredienti



    500 gr. di farina 0
    25 gr. di lievito di birra
    rosmarino, o ramerino detto alla toscana
    olio di oliva circa 50 ml.
    50 gr. di zucchero
    150 gr. di uvetta
    sale


    Preparazione




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    Ho iniziato scaldando l’olio in un pentolino, poi ho aggiunto il rosmarino e l’uvetta che avevo precedentemente ammollato nell’acqua tiepida, e li ho fatti insaporire a fuoco basso, per qualche minuto, poi ho tolto dal fuoco e li ho lasciato intiepidire. Ho sciolto il lievito in un goccio di acqua tiepida, l’ho unito alla farina, ed ho messo in funzione la planetaria (per chi non la possiede, si può fare benissimo l’impasto a mano) ho aggiunto piano piano altra acqua tiepida, diciamo circa un 240 ml. circa, ma vi consiglio di aggiungerla poca alla volta, toccando l’impasto, finché non ho sentito che l’impasto era morbido, ma consistente, e quindi ho aggiunto, l’olio del pentolino, l’uvetta, lo zucchero, qualche fogliolina di rosmarino fresco ed un pizzico di sale. Ho impastato il tutto, e lasciato lievitare coperto, fino al raddoppio, in un posticino tiepido della cucina. A questo punto ho ripreso l’impasto e l’ho diviso in tanti pezzetti di circa 80 gr., ho formato dei piccoli panini tondi, ho praticato 4 tagli a graticola sulla superficie, (un po’ per tradizione, un po’ per migliorare la loro lievitazione), li ho spennellati d’olio d’oliva e li lasciati nuovamente lievitare fino circa al loro raddoppio. Ho infornato nel forno già caldo, a 190° finché non erano belli dorati, poi una volta sfornati, li ho spennellati con uno sciroppo di acqua e zucchero che ho preparato facendo scaldare in un tegamino, 2 cucchiai di zucchero in 4 cucchiai d’acqua.


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    sportella

    Sportella elbana



    Ingredienti



    600 gr. di farina
    250 gr. di zucchero
    codette o diavolini colorati
    1 bustina di vanillina
    1 limone grattugiato
    1/2 tazzina di latte
    1 bustina di lievito
    1 hg. di strutto
    1 hg. di burro
    3 uova


    Preparazione



    gifFormare una fontana con la farina, fare un buco e mettere lo zucchero, poi le uova, la vanillina, il limone grattugiato, poi il burro e lo strutto ammorbiditi, infine il lievito e il latte. Impastare bene tutti gli ingredienti fino ad amalgamarli bene per formare un composto piuttosto morbido. Da questo composto formare tante palline (circa 30). Una volta formate le palline, dare ad ognuna la forma tipica del biscotto “sportella”, ossia fare tanti rotolini, cercando di fare la parte centrale più “cicciotta” e le estremità più “magre”, dopodiché unire le 2 estremità incrociandole fra loro. Spennellare con il rosso d’uovo la superficie e spolverare con le codette o i diavolini colorati. Infornare i biscotti a 180° per circa 20 minuti.


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    Altri dolci di Pasqua


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    Canestrelli pasquali carraresi


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    Ciorchiello


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    Panina dolce


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    Quaresimali



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    Pasimata


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    Corolli


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    Stiacciata di Pasqua livornese



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    FONTE:web,viverelatoscana.blogspot.it,casa.atuttonet.it,profumincucina.
    com,gingerandtomato.com,toscanaetirreno.com,coloriesapori-ipiaceridellatavola.blogspot.
    com,ilmondoetuttoilresto.blogspot.it,antroalchimista.com,it.julskitchen.
    com,by Aurelia Bartoletti Profumi in cucina,lightinzimino,notedicioccolato.blogspot.
    com,www.foresteriamuraglione.com,www.coopfirenze.it,nellamiacucina.altervista.
    org,www.ilciorchiello.it,www.toplifemagazine.it,italiaeoisagunt.blogspot.com,www.
    cm-casentino.toscana.it,fotoalbum.virgilio.it,www.ingarfagnana.it,www.myhouseonweb.eu
     
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    Pasqua...i dolci tipici laziali



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    La Pigna è il dolce laziale tradizionale per la Pasqua, realizzato soprattutto nel Lazio meridionale in provincia di Frosinone; è un dolce dal sapore insolito rispetto agli altri dolci pasquali di altre regioni per il suo sapore aromatizzato da agrumi, canditi, liquore e cannella. L’aspetto del dolce laziale è quello di un alto ciambellone compatto e può essere ricoperto di glassa di chiara d’uovo con una decorazione di piccolissimi confettini di zucchero colorati. Preparare la Pigna non è complesso, ma è elaborato e bisogna dedicarle un po’ di tempo, però ha un gusto unico e dura anche per qualche settimana, quindi potrete prepararla anche in anticipo per il vostro pranzo pasquale. Tra gli altri dolci di Pasqua troviamo la tipica pizza di Civitavecchia, realizzata con uova, burro, zucchero, ricotta, strutto e cannella, latte, Vermouth, vaniglia e farina e la pizza Giulia, o pizza cresciuta, che si fa dalle parti di Tivoli. La tradizione vuole che si gusti la mattina di Pasqua accompagnata da del salame corallina, un tipo di salame a grana larga. Esistono due tipi di procedimento, uno lungo, molto simile a quello per la realizzazione della pizza di Pasqua civitavecchiese, ed uno più rapido, o diretto, che si ottiene sostituendo il lievito in polvere al lievito di birra. La pizza di Pasqua di Civitavecchia, dolce tipico della cittadina e zone limitrofe, dopo la cottura la pasta lievitata presenta una pellicola scura e l'interno di color nocciola, ha un inconfondibile profumo di cannella e i pezzettoni di cioccolato la rendono golosissima. Si può mangiare anche accompagnata da affettati e uova nella classica colazione di Pasqua, anche Viterbo ha una sua Pizza di Pasqua tipica, la cui preparazione iniziava, nelle famiglie, il Giovedì Santo. Era una specialità in quantitativi, si direbbe oggi, “industriali”: occorrevano quattro chili di farina, ventiquattro uova, un paio di chili di zucchero, tre etti di strutto (o burro) più liquori per dolci, cannella e lievito. Le “pizze” così realizzate dovevano bastare a tutta la famiglia fino al Lunedì dell’Angelo. La caratteristica della pizza pasquale viterbese, è la presenza di ingredienti ed aromi del territorio, in particolare dell'uso della cannella, del limone e della vaniglia miscelati in vari modi. La pizza di Pasqua Viterbese è anche chiamata pizza pasquale della Tuscia, dove la Tuscia è un nome che deriva dagli etruschi, che indica il vasto territorio dell'alto Lazio che ovviamente comprende anche la città di Viterbo. Poi c'è il Tortano pasquale di Gaeta, chiamato così anche a Formia, dolce tipico della città consistente in una ciambella (tipo plumcake) ricoperta di glassa e zuccherini colorati. Tradizionalmente veniva preparata nel periodo pasquale e donata a parenti, amici e vicini. Nello stesso periodo il prodotto era reperibile anche nei panifici locali; attualmente è presente tutto l'anno nella tipologia semplice, mentre quella arricchita con l'uovo è strettamente associata alla ricorrenza pasquale. È una torta a base di liquore e semi di anice, si prepara il lievito naturale la sera e si lascia lievitare l'impasto tutta la notte, avvolto in una coperta. Il giorno successivo si aggiunge altra farina al lievito e si preparano delle ciambelle che sono lasciate lievitare per altre 24 ore e vengono poi cotte nel forno a legna per 30-40 minuti. Nella variante tipica della zona dei Monti Aurunci, prima della cottura viene inserito un uovo crudo ad ogni ciambella e poi ricoperto con l'impasto. Troviamo inoltre i Quaresimali, una sorta di maritozzo che viene preparato con farina, olio, pinoli e zibibbo e le ciambelline all'anice.


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    Pizza di Civitavecchia



    Ingredienti



    1 kg. di zucchero
    700 gr. di pasta di pane
    20 gr. di lievito di birra
    1 bicchierino di alchermes
    1 bicchiere di latte
    30 gr. di cannella
    500 gr. di ricotta
    un pizzico di sale
    250 gr. di burro
    ¼ di vermouth
    25 gr. di anice
    2 kg. di farina
    5 uova



    Preparazione



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    Mettete l’anice a bagno nel vermouth per 12 ore. Sciogliete il lievito di birra nel latte tiepido. Mischiate la pasta del pane con la ricotta ed aggiungete il lievito sciolto nel latte. Fate la “fontana” con la farina e metterci la pasta. Aggiungete le uova sbattute con lo zucchero, il burro fuso, la cannella, il vermouth con l’anice, un pizzico di sale e l’alchermes e lavorate l’impasto energicamente in modo da incorporare tutta la farina. Lasciate lievitare per due ore. Riprendete l’impasto e tagliatelo in 4 parti uguali e disponetelo in 4 stampi dalle pareti alte. Coprite le pizze di pasqua con un panno e lasciate lievitare in luogo caldo per circa 24 ore. Spennellate la superficie delle pizze con l’uovo sbattuto ed infornate a 220° per circa un’ora.


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    Pigna



    Ingredienti



    2 uova
    200 ml. di latte
    900 gr. di farina bianca
    50 gr. di lievito di pane
    25 gr. di lievito di birra
    2 etti e 1/2 di zucchero
    1 bicchiere di olio d’oliva
    la buccia grattugiata di un arancio
    e di un limone ed il loro succo
    ¼ di bicchiere di liquore dolce
    1 bustina di vaniglia
    cannella
    uvetta
    canditi


    Preparazione



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    La preparazione del dolce laziale è abbastanza lunga e laboriosa. Dovrete iniziare la sera prima a preparare l’impasto per il vostro buonissimo dolce pasquale. La sera dovrete impastare il lievito di pane, disciolto in acqua tiepida e mescolato a 100 gr. di farina e lasciarlo riposare per tutta la notte in un posto caldo della vostra casa. La mattina successiva potrete riprendere in mano l’impasto che avevate preparato la sera precedente ed aggiungerci il lievito di birra con del latte tiepido. A questo punto potrete aggiungere le uova, lo zucchero, un pizzico di sale e l’olio d’oliva. Mentre aggiungete ogni ingrediente continuate a mescolare e ad impastare per incorporare bene tutti gli ingredienti. Per finire l’impasto del vostro dolce dovrete aggiungere e mescolare, il succo di arancio e limone, le bucce grattugiate di arancio e limone, la vaniglia, i canditi, l’uvetta, la cannella, il liquore e, alla fine, tutta la farina rimasta. Impastate energicamente fino ad ottenere un impasto ben amalgamato. Ora dovrete occuparvi dell’ultima fase: la cottura della Pigna. Preparate una teglia per ciambelle abbastanza alta, imburratela ed infarinatela e versateci dentro l’impasto, che dovrà riposare ancora per 4 ore in un luogo caldo e coperto da un canovaccio per proseguire con la lievitazione. Trascorse le 4 ore, scaldate il forno a 180 gradi ed infornate la Pigna per 45 minuti. Ora potrete estrarla, lasciarla intiepidire, glassarla e decorarla con i confettini di zucchero colorati, impiattare il vostro dolce pasquale e servirlo.


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    Pizza di Pasqua viterbese



    Ingredienti



    6 uova
    600 gr. farina
    200 gr. di zucchero
    100 gr. di burro o strutto
    (anche olio extra vergine Dop della Tuscia)
    mezza buccia di arancia grattugiata
    mezza buccia di limone grattugiata
    100 gr. lievito di birra
    1 cucchiaio di cannella
    30 gr. di vaniglia



    Preparazione



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    Si prende un bicchiere d'acqua tiepida e ci si scioglie il lievito. Poi si aggiunge la farina un po' alla volta, fino a formare una palla morbida. Far lievitare l'impasto ottenuto per almeno 12 ore. Dopo la lievitazione, si pone l'impasto in una ciotola capiente, e si incorpora l'impasto con tutti gli altri ingredienti, ad eccezione degli aromi che vanno mescolati in un secondo momento. Dopo aver lavorato tutto l'impasto della torta energicamente per almeno 10 minuti, aggiungere goccia a goccia gli aromi. A questo punto si prende lo stampo per la torta, con bordo molto alto, e si unge con lo strutto o il burro, e si riempe lo stampo con l'impasto, fino a raggiungere metà dell'altezza dello stampo stesso. Attendere per una seconda fase di lievitazione per almeno 12 ore prima di infornare.


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    Maritozzi quaresimali (Pazientini)



    Ingredienti



    335 gr. di farina (metà manitoba e metà 00)
    7 gr. di lievito di birra fresco
    buccia di 1 arancia grattugiata
    50 gr. di uvetta sultanina
    1 uovo per spennellare
    50 gr. zucchero
    50 gr. di pinoli
    75 gr. di burro
    80 gr. di acqua
    2 uova medie
    4 gr. di sale



    Preparazione



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    Sciogliere il lievito nell'acqua e aggiungere 75 gr. di farina presa dal totale. Coprire con pellicola e far lievitare 1 ora. Non appena il preimpasto è bello gonfio, rovesciarlo nella planetaria insieme ad un paio di cucchiai di farina, far assorbire bene. Unire 1 uovo, impastare col gancio a foglia e attendere che sia assorbito. Aggiungere metà dello zucchero, poi altra farina e impastare qualche minuto. Quindi unire l'altro uovo e ad assorbimento l'altra metà dello zucchero. Proseguire con la farina incordando bene l'impasto, aggiungere la buccia d'arancia e subito dopo il burro morbido, poco alla volta. Incordare molto bene. Cambiare il gancio a foglia con quello a uncino, far girare qualche minuto e unire l'uvetta precedentemente ammollata in acqua tiepida, e poi strizzata, e i pinoli. Incorporare bene. Porre in una ciotola, coprire con pellicola e far lievitare 1 ora e 45 minuti circa, l'impasto deve più che raddoppiare. Quindi spezzare l'impasto in 9 pezzi da 75 gr. l'uno, se si vogliono dei maritozzi più grandi, da 90 gr. Mettere i maritozzi su una teglia coperta di carta forno e lasciarli lievitare fino al raddoppio, da controllare, ci vorranno almeno 2 ore ma dipende dalla temperatura e dalla grossezza dei maritozzi. Spennellare di uovo battuto e infornare a 180° per circa 20 minuti.


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    Altri dolci di Pasqua


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    Pizza ricresciuta


    Canascioni_dolci_051

    Canascioni dolci


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    Ciambelle all'anice


    ricetta_campanaccio

    Treccia pasquale (Campanaccio)


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    Fonte:ricette-di-cucina-italiana.info,vitadamamma.com,donna.tuttogratis.
    it,www.madeinkitchen.tv,aniceecannella.blogspot.com,mobile.gruppionline.
    org,www.cookaround.com,www.donnamoderna.com,menupizza.it,amoredelfare.
    blogspot.com,Antonella,www.romaincampagna.it,web
     
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    Pasqua...i dolci tipici piemontesi e valdostani



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    Se sulle tavole valdostane non può mancare la Crescia, una pizza al formaggio che di solito viene accompagnata dal salame, in Piemonte l’arrivo della Pasqua è festeggiato con Persi al furn, pesche conservate e cotte al forno ripiene di amaretti. Un altro dolce piemontese è il salame quaresimale, che in alcune zone è il "Salam del Papa", quasi a voler rimarcare il peso religioso nella sua nascita. E' un dolce pasquale tipico della provincia di Alessandria, impiega gli ingredienti tipici della regione, e cioè l'ottimo burro, le pregiate nocciole e il cacao; si tratta di una sorta di grosso salame che dopo essere stato modellato viene messo in frigo a consolidarsi e servito tagliato a fette. Di questo dolce esistono diverse versioni, alcune prevedono l’uso di biscotti secchi, altre l’uso di nocciole, altre ancora l’uso di entrambi. La ricetta tradizionale vuole l’aggiunta di rum, ma se non piace, si può sostituirlo con una tazzina di caffè. Anche la torta di castagne è un dolce tipicamente pasquale ed in effetti nonostante possa essere una torta che si può preparare tutto l’anno viene cucinata quasi solamente nel periodo delle feste pasquali. La torta di castagne che vi presento oggi è una ricetta di almeno un secolo di vita ed è originaria della zona di Canelli ovvero nella zona meridionale della provincia di Asti.


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    Torta di castagne



    Ingredienti



    castagne bianche secche 500 gr.
    cacao amaro in polvere 1 cucchiaio
    cioccolato in polvere 200 gr.
    amaretti morbidi 100 gr.
    amaretti secchi 200 gr.
    vanillina 1 bustina
    zucchero 300 gr.
    maraschino 1 dl.
    alchermes 1 dl.
    rhum 2,5 dl.
    burro 80 gr.
    sale q.b.
    uova 5



    Preparazione



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    Mettete a cuocere le castagne in una casseruola, con abbondante acqua e un pizzico sostanzioso di sale, per almeno 3 ore e quando saranno cotte passatele in un passino fine e mettetele in in una terrina piuttosto grande. Nella terrina unite alle castagne lo zucchero, il cioccolato in polvere ed il cacao amaro, gli amaretti morbidi e quelli secchi che avrte passato nel mixer fino a ridurli finemente, il burro fatto sciogliere a fuoco lentissimo, le uova, l’alchermes, il maraschino, il rhum ed un pizzico di sale. Mescolate bene bene fino ad aver amalgamato tutti gli ingredienti ottenendo un composto liscio e cremoso. A questo punto mettete il composto ottenuto in una teglia imburrata e spolverata di farina bianca (l’impasto dovrà essere alto 4-5 cm. circa), mettetela nel forno preriscaldato e mantenuto a temperatura non troppo alta (mai oltre i 150°), cuocete per un’ora circa, la torta sarà cotta alla perfezione quando infilando nella stessa la lama di un coltello questa uscirà perfettamente pulita. A cottura ultimata toglietela dal forno e capovolgetela in un piatto da portata, facendo attenzione a non romperla, quindi rimettetela nella teglia di cottura al contrario e copritela con un foglio di alluminio e lasciatela raffreddare. Rimettetela in un piatto da portata e tagliatela a fette, se volte superarvi quando la torta sarà fredda potete cospargerla con del cioccolato fondente fuso.


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    Salame del papa



    Ingredienti



    150 gr. di biscotti secchi
    150 gr. d zucchero a velo
    70 gr. di cacao amaro
    1 bicchierino di rum
    100 gr. di nocciole
    1 uovo + 1 tuorlo
    150 gr. di burro
    cacao dolce


    Preparazione



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    Spezzettate i biscotti, lavorate il burro ammorbidito con lo zucchero a velo fino ad ottenere un composto soffice e cremoso. Unite il cacao, facendolo scendere da un passino, l’uovo ed il tuorlo, mescolando finché la crema sarà omogenea. Unite i biscotti sbriciolati e le nocciole e mischiate nuovamente. Infine unite il rum, poco per volta, e mescolate fino a farlo amalgamare bene al composto. Con le mani inumidite date al composto la forma di un salame ed avvolgetelo nell’alluminio. Mettete il salame in frigorifero e lasciatelo riposare per almeno 5 ore. Prima di servirlo spolverizzate con il cacao dolce.


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    Persi al furn



    Ingredienti



    9 pesche del Roero, varieta’ pasta gialla
    1/2 bicchierino di rhum scuro
    2 tuorli d’uovo freschissimi
    3 cucchiai di cacao amaro
    12 amaretti piemontesi
    1 cucchiaio di zucchero
    una noce di burro



    Preparazione



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    Pulire e sbucciare 9 pesche. Tagliarle a meta’ privandole del nocciolo e metterle da parte. In un tegame, tagliare a pezzettini 3 pesche. Unire una noce di burro e cuocerli dolcemente, a fuoco lento. Quando si saranno ammorbiditi, aggiungere i 2 tuorli d’uovo leggermente sbattuti con lo zucchero, gli amaretti sbriciolati, il cacao amaro e il rhum e fare addensare il tutto. Prendere le 12 mezze pesche rimanenti e farcirle con il composto ottenuto le cavita’. Posizionare le mezze pesche cosi’ riempite in una teglia da forno e cuocere in forno gia’ caldo per un 20 minuti a 150°C. Lasciare intiepidire al punto giusto, sporverare con zucchero a velo e servire su un piattino.


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    Altri dolci di Pasqua


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    Salame del papa con pan di Spagna, alchermes e canditi



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    Fonte:ricetteziafiorella.com,www.vallidilanzo.info,ricette.
    pourfemme.it,www.ricetteok.it,www3.lastampa.it,web
     
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    Grazie Giulia, davvero esauriente
     
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