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    Roberto Benigni

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    BIOGRAFIA


    Roberto Remigio Benigni (Castiglion Fiorentino, 27 ottobre 1952) è un attore, comico, regista e sceneggiatore italiano. Fra i numerosi riconoscimenti per il suo lavoro, vanta il ricevimento del premio Oscar per il film La vita è bella (1997), come attore protagonista, e la candidatura al Premio Nobel per la letteratura 2007 (principalmente per l'opera divulgativa sulla Divina Commedia di Dante Alighieri).

    Noto e popolare monologhista teatrale, dalla comicità ironica e dissacrante, è diventato personaggio pubblico tra i più amati in Italia e nel mondo. Le sue apparizioni televisive sono poco frequenti e testimoniano un carattere gioioso e irruento, sovvertendo spesso il clima dei programmi di cui è ospite: spesso è stato oggetto di polemiche intentate dalla classe politica, specie di centrodestra, per la sua satira tagliente, che ha spesso come bersaglio esponenti politici di rilievo, in particolar modo Silvio Berlusconi. Benigni si è altresì distinto come lettore, interprete a memoria e commentatore della Divina Commedia di Dante Alighieri, ricevendo ampi consensi di pubblico e critica.



    Infanzia



    Nasce a Manciano La Misericordia (frazione di Castiglion Fiorentino in Provincia di Arezzo) il 27 ottobre 1952 da Luigi Benigni (1919 - 2004) e Isolina Papini (1919 - 2004), entrambi contadini. Roberto è il più giovane dopo le sorelle Bruna (1945), Albertina (1947) e Anna (1948), di carattere allegro ed espansivo fin da giovanissimo, si trasferisce nel 1958 con tutta la famiglia a Prato, nella frazione di Vergaio, dove vive tutt'ora la sua famiglia di origine. Iscritto dapprima in un seminario fiorentino, lo abbandona dopo l'alluvione del 4 novembre 1966, per compiere gli studi secondari nell'istituto tecnico commerciale Datini di Prato. La sua vera grande passione è però lo spettacolo.

    Nel 1983 durante le riprese di Tu mi turbi conosce l'attrice cesenate Nicoletta Braschi che diventerà sua moglie il 26 dicembre 1991 con una cerimonia privata, da quel momento l'attrice sarà praticamente presente in tutti i film diretti dal marito.



    Carriera



    Prime esperienze



    Dopo avere iniziato come cantante e musicista debutta sul palcoscenico nella primavera del 1972, non ancora ventenne, al Teatro Metastasio di Prato con lo spettacolo Il re nudo di Eugenij Schwarz, diretto da Paolo Magelli. A Firenze fa la conoscenza - rivelatasi fondamentale - di Luigi Delli, Carlo Monni, Donato Sannini, Marco Messeri, col quale si avvia - i due durante i settanta portano in scena in coppia vari spettacoli scritti e diretti dallo stesso Messeri - verso forme di spettacolo d'avanguardia, di scherzo popolare da strada. Nell'autunno del 1972 si trasferisce a Roma e si fa le ossa per un triennio nel teatro sperimentale, collaborando soprattutto con Lucia Poli nella compagnia Beat '72 nel Teatro dei Satiri e nel Teatro San Genesio, partecipando a diversi spettacoli; di alcuni cura anche la regia.

    Nel 1975 fa un incontro fondamentale per la sua carriera, con Giuseppe Bertolucci, che scrive per lui il monologo Cioni Mario di Gaspare fu Giulia, che ottiene grandissimo successo dapprima al Teatro Alberico di Roma e portato poi su tutti i palcoscenici italiani. Il personaggio di contadino toscano che delinea, in gran parte autobiografico, contiene già l'ambivalenza che caratterizza anche in seguito le sue interpretazioni: da un lato, una travolgente esuberanza gestuale e soprattutto verbale, che ricorre volentieri all'eloquio plebeo e all'aperta irriverenza verso qualsiasi forma di autorità; dall'altro lato un candore ingenuo e quasi infantile, che lascia spesso intravedere una vena di surreale e malinconica poesia.

    Nel 1976 viene invitato al Premio Tenco che contribuirà in modo notevole alla sua affermazione e a cui parteciperà molto spesso.



    Provocazioni con Giuseppe Bertolucci



    Il personaggio di Cioni suscita anche grande scandalo e molti interventi censori, nella serie televisiva Onda libera (il cui titolo originale avrebbe dovuto essere Televacca), e Vita da Cioni, approdando infine al cinema nel 1977 nel film, diretto e sceneggiato dallo stesso Giuseppe Bertolucci, Berlinguer ti voglio bene, che ne asseconda facilmente l'estrema mobilità e la loquacità incontenibile. La pellicola attraversa numerose traversie, prima di affermarsi come un film cult. I censori dell'Italia democristiana dell'epoca avversano la pellicola, impedendone la diffusione in molte sale. Benigni venne lasciato senza un minimo supporto, anche dalla critica specializzata, che avrebbe dovuto essere imparziale e schierarsi con l'artista.
    Benigni al Festival di Sanremo 1980 mentre premia Toto Cutugno affiancato da Olimpia Carlisi

    L'immagine del primo Benigni si forma dunque come personaggio scomodo e ribelle, di nicchia, temuto da una parte ed amato dall'altra, imprevedibile e sempre capace di provocare sorprese e, a volte, choc. Apparso a una manifestazione pubblica del Partito Comunista Italiano, del quale era simpatizzante, prese in braccio e dondolò il leader Enrico Berlinguer, persona molto seria. Fu un fatto senza precedenti; fino ad allora, i politici italiani erano noti per la loro seriosità e formalità, e Berlinguer era forse il più serio di tutti. L'evento segnò una svolta, dopo la quale i politici sperimentarono nuovi modi, frequentando anche manifestazioni meno formali e in generale modificando il loro stile di vita verso un'apparenza più familiare.

    Durante il Festival di Sanremo del 1980, di cui è il presentatore, scandalizza il pubblico baciando appassionatamente, in diretta televisiva, la conduttrice Olimpia Carlisi, ma soprattutto fa storia il suo epiteto Wojtilaccio, una via di mezzo tipicamente toscana, tra l'irriverente e l'affettuoso per apostrofare il Papa venuto dall'Est, Giovanni Paolo II. In seguito compare ancora in televisione, come ospite d'onore in spettacoli condotti da Pippo Baudo (ancora al Festival di Sanremo del 2002) e Raffaella Carrà, nonché nei talk-show americani, soprattutto quello, popolarissimo, di David Letterman.

    Con Bertolucci collaborerà ancora nel 1986 con un'antologia di spettacoli tenuti dal comico nelle piazze e nei teatri di tutta Italia, Tuttobenigni (dal vivo), replicata poi in videocassetta nel 1996 con Tuttobenigni 1995/96. È proprio tramite Bertolucci che Benigni entra in contatto con lo sceneggiatore Vincenzo Cerami col quale affronterà la fase più matura della carriera.



    I primi successi e la televisione



    Mentre prosegue l'attività cinematografica in ruoli di secondo piano, tranne nel ruolo da protagonista di un bizzarro maestro elementare nel film Chiedo asilo di Marco Ferreri, nel 1978 partecipa al programma televisivo di Renzo Arbore L'altra domenica, nelle vesti di uno stralunato e improbabile critico cinematografico. La collaborazione con Arbore continua con altri due film: Il Pap'occhio del 1980 e FF.SS. del 1983 nel primo si racconta l'inaugurazione di un fantomatico, e in grande anticipo sui tempi, Centro Televisivo Vaticano: la seconda è un viaggio goliardico nei vizi dell'Italia degli anni '80 compiuto da una donna delle pulizie, raccontato in una fantomatica sceneggiatura volata via dallo studio di Federico Fellini. Entrambe le pellicole si attirano i fulmini censori e le ire del maestro riminese, che tenterà un'azione legale contro il regista. Benigni soprattutto nella prima pellicola è letteralmente scatenato: da antologia le scene sul balcone papale, dove il nostro si affaccia al posto del Pontefice, e soprattutto l'impagabile monologo con l'affresco del Giudizio Universale, dapprima tagliato dalla censura e poi riproposto integralmente nel 1998, alla pubblicazione in videocassetta. Nel febbraio 2005 Benigni torna ancora insieme ad Arbore in televisione come ospite a sorpresa in un suo programma di grande successo, Speciale per me - meno siamo meglio stiamo, dove recita a memoria un canto della Divina Commedia di Dante Alighieri. Il 27 ottobre 2005, inoltre, è ospite della trasmissione Rockpolitik, accanto ad Adriano Celentano e Luisa Ranieri, dove si esibisce in un esilarante monologo di tre quarti d'ora sulla libertà di espressione, riproponendo, in una versione tutta personale e aggiornata all'attualità politica del momento, una celebre scenetta del film Totò, Peppino e la malafemmina (in cui il Principe de Curtis dettava una strampalata lettera a Peppino). Per finire poi con citazioni su libertà e democrazia tratte da Voltaire e Socrate.



    Dietro la macchina da presa



    Nel 1983 inizia la sua carriera di regista cinematografico con Tu mi turbi film in quattro episodi dove ha ancora modo di mostrare la sua incontenibile verve nella scena famosa della guardia al Milite Ignoto. Il film viene apprezzato da pubblico e critica, quest'ultima però accoglie tiepidamente la sua prova dietro la macchina da presa.

    Grandissimo successo al botteghino e di cassetta lo ottiene poi, nel 1984, Non ci resta che piangere, scritto, diretto ed interpretato con Massimo Troisi, pieno di gag e tormentoni entrati nel linguaggio comune e divenuti immortali. I due comici, grandi amici, simili per l'uso personale della parola e della mimica e per il ricorso al dialetto, ma anche profondamente diversi per l'appartenenza a due universi culturali tra loro assai distanti, appaiono come complementari in questo che purtroppo restò il loro unico film recitato in coppia.



    Benigni negli USA



    Sbarcato per la prima volta negli Stati Uniti d'America, recita in tre film diretti dall'amico Jim Jarmusch: Daunbailò (Down by law) del 1986, nella serie di cortometraggi Coffee and Cigarettes del 1987 - ampliata e riproposta nel 2004 - dove l'attore toscano si cimenta col mondo cupo e soffocante dell'emarginazione nelle metropoli americane e in Taxisti di notte del 1991, film ad episodi nel quale recita, in una Roma spenta e desolata, la parte di un tassista toscano che uccide un prete con la sua scabrosa confessione su amori non proprio ortodossi. Pellicole diventate cult per molti cinefili. Ruolo più brillante, invece, quello che affronta con Blake Edwards nel 1993, nel nuovo film della serie della Pantera Rosa intitolato Il figlio della Pantera Rosa, dove gli viene affidata la parte del figlio dell'ispettore Clouseau, l'indimenticabile Peter Sellers.



    Gli anni novanta



    Nel 1988 inizia una proficua collaborazione con lo scrittore e sceneggiatore Vincenzo Cerami in quattro pellicole da lui anche prodotte per la sua Melampo Cinematografica che ottengono uno straordinario successo di pubblico: nella prima, Il piccolo diavolo, recita al fianco di un leggendario attore brillante, Walter Matthau; nella seconda, Johnny Stecchino si sdoppia in due personaggi e nella terza, Il mostro, allude certamente al famigerato mostro di Firenze per i delitti del quale in quegli anni si celebrava il processo a Firenze. In questi film mette a tacere la sua vena più aggressiva e popolana per concentrarsi, sempre con lo strumento comico dell'equivoco, su tematiche scottanti e attuali come appunto il mostro di Firenze e il il fenomeno del pentitismo mafioso.

    Nel 1990 ha invece l'occasione di recitare in un film diretto da Federico Fellini, La voce della luna, tratto dal libro Il poema dei lunatici di Ermanno Cavazzoni, accanto a Paolo Villaggio, nel quale l'attore rinuncia per la prima volta alla maschera e al vernacolo per tratteggiare un personaggio lunare e inquieto, tutto teso ad ascoltare voci misteriose provenienti da un pozzo. L'anno seguente recita nella fiaba musicale di Sergej Prokofiev Pierino e il lupo, sotto la direzione del prestigioso direttore d'orchestra Claudio Abbado.



    La vita è bella



    Nel 1997 raggiunge la consacrazione internazionale con l'acclamatissimo La vita è bella, il film che racconta la tragedia dell'Olocausto. La pellicola suscita un vero e proprio vespaio a causa dell'argomento trattato, in contrasto troppo stridente, secondo alcuni, con la comicità presente nel film. Benigni, figlio di un ex-deportato (Luigi Benigni fu deportato durante la guerra in un campo di lavoro nazista, ed il film si basa in parte sulle sue esperienze), difenderà sempre la sua scelta di trattare un tema così delicato con approccio diverso: la sceneggiatura tragicomica, in realtà, non fa altro che accentuare la drammaticità e la commozione di alcune scene, proprio grazie a questo contrasto. Ne risulta una traduzione in fiaba, se si vuole, di una tragedia fino ad allora ritenuta "raccontabile" solo in modi rigorosi (come nel capolavoro di Spielberg Schindler's List); ma, proprio come una fiaba, il film di Benigni esorcizza quella che è una tragedia vera, e lo fa ponendo l'accento su un aspetto "tragico nella tragedia", cioè dell'effetto devastante che essa può avere su un bambino. Nella pellicola è proprio il padre, impersonato dall'attore toscano, a salvare il destino e l'animo del figlio.

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    21 marzo 1999, la notte dei tre Oscar



    Il film riceve sette nomination all'edizione degli Oscar del 1999, portandone a casa tre nella notte indimenticabile del 21 marzo 1999, quello per la miglior colonna sonora a Nicola Piovani, quella come miglior film straniero e la prestigiosa statuetta per il miglior attore protagonista. Benigni è il primo attore non anglosassone a vincere in questa categoria, ed è anche l'unico attore - insieme a Laurence Olivier - ad aver vinto tale premio in un film diretto da se stesso, ed il quinto a vincerlo per una commedia. È anche stato il quarto nella storia a ricevere nello stesso anno le nomination come attore, regista e sceneggiatore, dopo Orson Welles, Woody Allen e Warren Beatty.

    Proprio il momento della consegna del premio da parte di Sophia Loren (memorabile l'annuncio della Loren "ROBERTO!") ed è rimasta memorabile anche l'esplosione di gioia dell'attore toscano che, divertendo ampiamente il pubblico americano, abituato alla formalità della notte degli Oscar, all'annuncio del suo nome balzò sui braccioli e gli schienali delle sedie della sala per raggiungere il palco, passando sopra le teste dei divi di Hollywood presenti. Proprio questa gag improvvisata e il discorso di ringraziamento in un inglese stentato lo resero particolarmente simpatico ed apprezzato negli Stati Uniti. Dopo aver ricevuto le nomination, Benigni incontrò l'allora presidente della repubblica italiana Oscar Luigi Scalfaro e, stringendogli la mano, esclamò: Ora ho l'Oscar nelle mie mani!. Oltre a questo, il film fa incetta di premi: 5 Nastri d'Argento, 9 David di Donatello, e il prestigioso Gran Premio della Giuria al 51° Festival di Cannes, con uno scatenato Benigni che si distende ai piedi di un estasiato Martin Scorsese, presidente.

    Subito dopo quel successo colossale e probabilmente irripetibile, sceglie di comparire in un film per famiglie di produzione francese Asterix e Obelix contro Cesare, diretto da Claude Zidi, accanto a Gérard Depardieu nella parte di Obelix, a Christian Clavier nella parte di Asterix e alla modella Laetitia Casta, interpretando Detritus, il perfido consigliere di Giulio Cesare.



    Un controverso Pinocchio

    Nel 2001 inizia la lavorazione di Pinocchio, uscito l'anno seguente, di cui firma la regia, la sceneggiatura e la produzione. Si tratta di uno dei film più costosi della storia del cinema italiano. Al botteghino il film ottiene un buon successo, ma viene preso di mira ancora una volta da parte della critica. Una polemica nasce dalla scelta di Benigni di non aver incluso sui manifesti il nome del creatore di Pinocchio Carlo Collodi. La risposta del comico sarà: "Collodi è un'assenza che più presenza non si può, è come dire che la Bibbia è tratto dall'omonimo romanzo di Dio. Tutti al mondo sanno che Pinocchio è di Collodi."

    La tigre e la neve

    Nel 2004 produce, scrive e dirige il suo ottavo film, sempre al fianco della moglie Nicoletta Braschi, intitolato La tigre e la neve, uscito nelle sale il 14 ottobre 2005. Si tratta della riproposizione di tematiche già presenti nel film La vita è bella (un uomo qualunque, ilare e giocoso che si innamora di una donna) ambientata stavolta in un altro tragico contesto: la guerra in Iraq. Nel film, con Benigni e la Braschi, appaiono Jean Reno e Tom Waits. Anche questo si rivela un grande successo di pubblico, ma viene accolto in maniera controversa dalla critica. Anche questo film si rivela un vero inno alla vita e alla gioia di vivere.

    Ritorno a teatro con TuttoDante

    Un rapporto particolare lega poi l'attore toscano con la Divina Commedia e Dante: tiene letture sull'argomento in diverse università ed è molto apprezzato per le sue recitazioni a memoria di interi canti del poema: resterà memorabile quella dell'ultimo canto del Paradiso avvenuta il 23 dicembre 2002 nel teatro di posa della sua casa di produzione a Terni, alla presenza di un folto pubblico televisivo, ispirate dalla tecnica della poesia estemporanea, una forma d'arte popolare in Toscana.
    Roberto Benigni sul palco di Tutto Dante a Padova, 23 giugno 2008.

    A partire dal 27 luglio 2006, in Piazza Santa Croce a Firenze, Benigni ha tenuto un ciclo di letture dantesche. Tredici canti, uno per sera, letti e commentati, come in un unico grande racconto, dall'attore toscano più noto nel mondo. I canti della Divina Commedia che sono stati scelti sono i primi dieci, il XXVI e il XXXIII dell'Inferno e il XXXIII del Paradiso.

    Dal successivo novembre Benigni ha poi portato in giro per l'Italia le sue letture dantesche, in un tour chiamato "Tutto Dante".

    Nel corso del 2007 lo spettacolo è stato proposto in alcune carceri italiane.

    Ispirato al tour "Tutto Dante", la RAI ha prodotto uno show, che vede protagonista lo stesso Benigni, diviso in una prima serata evento ed altre dodici seconde serate. Il 29 novembre 2007 è andata in onda su Rai Uno la prima puntata della serie in cui Benigni ha letto 14 canti della Divina Commedia, preceduti da una sua personale spiegazione. La prima puntata è stata seguita da 10.997.000 spettatori. Il programma "Tutto Dante" continua per 13 puntate in seconda serata su Rai Uno a partire dal 6 dicembre. Durante la prima puntata ha parlato del XXXIII canto del Paradiso.

    Dal dicembre 2008, lo spettacolo Tutto Dante varcherà i confini nazionali per intraprendere un viaggio che porterà Roberto Benigni e Dante in giro per l’Europa, gli Stati Uniti, il Canada e l’America del Sud.



    Curiosità



    * 1999 - L'asteroide 21662 Benigni, scoperto nel 1999, è stato così intitolato in suo onore.
    * Il 10 gennaio 1999, Papa Giovanni Paolo II ha visto il film La vita è bella in una proiezione privata assieme a Roberto Benigni. Benigni ha dichiarato come, raccontando alla madre l'avvenimento, lei non gli abbia mai creduto.
    * il 5 ottobre 2008, Benigni ha letto un brano della Genesi (capitoli 4 e 5), durante la maratona televisiva promossa dalla Rai: La Bibbia giorno e notte.
    * Nel corso del 2007 Benigni era considerato, insieme a Bob Dylan, come uno dei possibili vincitori del Premio Nobel per la letteratura, per la divulgazione della Commedia.
    * Nel settembre 2007 il Ministro della Giustizia Clemente Mastella lo ha proposto come Senatore a vita.



    Premi e riconoscimenti



    * 1987 - Nastro d'Argento Premio miglior attore con 'Daunbaliò.
    * 1989 - David di Donatello Premio miglior attore con Il piccolo diavolo.
    * 1992 - Nastro d'Argento Premio miglior attore con Johnny Stecchino.
    * 1992 - David di Donatello Premio Speciale con Johnny Stecchino.
    * 1998 - Nastro d'Argento Miglior attore con La vita è bella.
    * 1998 - Nastro d'Argento Miglior regia con La vita è bella.
    * 1998 - Nastro d'Argento Miglior Sceneggiatura con La vita è bella.
    * 1998 - Nastro d'Argento Miglior soggetto con La vita è bella.
    * 1999 - Oscar al miglior attore con La vita è bella.
    * 2001 - Premio De Sica
    * 2002 - Laurea honoris causa in Lettere conferita dall'Università di Bologna.
    * 2005 - Cavaliere di Gran Croce, nominato dal Presidente Ciampi, che lo ha insignito dell'Ordine al Merito della Repubblica Italiana, il 28 novembre.
    * 2006 - Nastro d'Argento Miglior soggetto originale con La tigre e la neve.
    * 2007 - Laurea honoris causa in Lettere conferita dalla Katholieke Universiteit Leuven il 14 febbraio.
    * 2007 - Laurea honoris causa in Filologia Moderna conferita dall'Università degli studi di Firenze il 28 giugno.
    * 2008 - Cesar d'onore ricevuto il 23 febbraio.
    * 2008 - Premio Regia Televisiva per la categoria Evento con Tutto Dante.
    * 2008 - Laurea honoris causa in Lettere conferita dalla University of Malta il 22 aprile.
    * 2008 - Laurea honoris causa in Arti della Comunicazione conferita dalla Touro University, primo ateneo ebraico in Italia, il 22 maggio.

    Teatrografia


    Attore teatrale

    * Il re nudo di Eugenij Schwartz, regia di Paolo Magelli (1972)
    * I burosauri di Silvano Ambrogi (1972)
    * Le fiabe del Basile di Vilda Ciurlo (1972)
    * La contessa e il cavaliere di Mario Moretti (1973)
    * Bertoldo azzurro di Marco Messeri (1973)
    * Le metamorfosi di Ovidio (1974)
    * La corte delle stalle di Franz Kroetz (1974)
    * Mi voglio rovinare di Marco Messeri (1974)
    * La festa di Lucia Poli (1975)
    * Il mito della caverna di Donato Sannini (1975)
    * Cioni Mario di Gaspare fu Giulia di Giuseppe Bertolucci
    * Crazy Freud di Donato Sannini (1977)
    * TuttoBenigni 1983
    * TuttoBenigni 95/96
    * TuttoDante piazza Santa Croce, Firenze (luglio-agosto (2006)
    * TuttoDante tour 2006/2007

    Regista teatrale

    * Tuttobenigni 95/96 Cesena (2 agosto 1995)

    Filmografia

    Attore cinematografico

    * Berlinguer ti voglio bene, regia di Giuseppe Bertolucci (1977)
    * Chiaro di donna (Clair de femme), regia di Costa-Gavras (1979)
    * Chiedo asilo, regia di Marco Ferreri (1979)
    * La luna, regia di Bernardo Bertolucci (1979)
    * Letti selvaggi (episodio Una mamma), regia di Luigi Zampa (1979)
    * I giorni cantati, regia di Paolo Pietrangeli (1979)
    * Il Pap'occhio, regia di Renzo Arbore (1980)
    * Il resto del Pap'occhio regia di Renzo Arbore (1981) - inedito
    * Il minestrone, regia di Sergio Citti (1981)
    * Anche i ladri hanno un santo, regia di Giampiero Tartagni (1981)
    * F.F.S.S. cioè che mi hai portato a fare sopra Posillipo se non mi vuoi più bene, regia di Renzo Arbore (1983)
    * Effetti personali, regia di Giuseppe Bertolucci (1983)
    * Tu mi turbi, regia di Roberto Benigni (1983)
    * Tuttobenigni, regia di Giuseppe Bertolucci (1983)
    * Non ci resta che piangere, regia di Roberto Benigni e Massimo Troisi (1984)
    * Daunbailò (Down by Law), regia di Jim Jarmusch (1986)
    * Coffee and Cigarettes, regia di Jim Jarmusch (1986)
    * Il piccolo diavolo, regia di Roberto Benigni (1988)
    * La voce della luna, regia di Federico Fellini (1990)
    * Taxisti di notte (Night on Earth), regia di Jim Jarmusch (1991)
    * Johnny Stecchino, regia di Roberto Benigni (1991)
    * Il figlio della pantera rosa (Son of the Pink Panther), regia di Blake Edwards (1993)
    * Il mostro, regia di Roberto Benigni (1994)
    * Tuttobenigni 95/96(film 1995), regia di Roberto Benigni
    * La vita è bella, regia di Roberto Benigni (1997)
    * Asterix e Obelix contro Cesare (Asterix et Obelix contre Cesar), regia di Claude Zidi (1999)
    * Pinocchio, regia di Roberto Benigni (2002)
    * Coffee and Cigarettes, regia di Jim Jarmusch (2003)
    * Breve apparizione in cui l'attore ha interpretato sé stesso nel film Caterina va in città, regia di Paolo Virzì (2003)
    * La tigre e la neve, regia di Roberto Benigni (2005)

    Regista cinematografico

    * Tu mi turbi (1983)
    * Non ci resta che piangere (1984)
    * Il piccolo diavolo (1988)
    * Johnny Stecchino (1991)
    * Il mostro (1994)
    * La vita è bella (1997)
    * Pinocchio (2002)
    * La tigre e la neve (2005)

    Sceneggiatore cinematografico

    * Berlinguer ti voglio bene, regia di Giuseppe Bertolucci (1977)
    * Chiedo asilo, regia di Marco Ferreri (1979)
    * Tuttobenigni, regia di Giuseppe Bertolucci (1983)
    * Tu mi turbi, regia di Roberto Benigni (1983)
    * Non ci resta che piangere, regia di Roberto Benigni e Massimo Troisi (1984)
    * Coffee and Cigarettes, regia di Jim Jarmusch (1986)
    * Il piccolo diavolo, regia di Roberto Benigni (1988)
    * Johnny Stecchino, regia di Roberto Benigni (1991)
    * Il mostro, regia di Roberto Benigni (1994)
    * La vita è bella, regia di Roberto Benigni (1997)
    * Pinocchio, regia di Roberto Benigni (2002)
    * La tigre e la neve, regia di Roberto Benigni (2005)

    Film documentario

    * Fellini, sono un gran bugiardo (2002) regia di Damian Pettigrew

    Attore televisivo

    * Le sorelle materassi (1972)
    * Vita da Cioni (1976)
    * Onda libera (1976)
    * Il comizio, regia di Paolo Brunatto (1978)
    * Il Parolaio, regia di Marco Melani (1978)
    * Ma cos'è questo amore (1979)
    * Morto Troisi, viva Troisi! (1982)
    * L'Uovo Mondo, di Paola Pascolini (1982)
    * L'ultimo del paradiso (2002)
    * Il Quinto dell'Inferno (2007)

    Regista televisivo

    * L'Ultimo del Paradiso 23 dicembre 2002, Rai Uno
    * Il Quinto dell'Inferno 29 novembre 2007, Rai Uno

    Musica

    Canzoni

    * Vogliamo un mondo più migliore (1972)
    * Zappa, zappa contadino (1972)
    * È morto mio padre (1972)
    * I due bambini (1972)
    * Sono finito in manicomio (1972)
    * La processione (1972)
    * Che cagne le donne (1972)
    * La puttana (1972)
    * Il deputato (1972)
    * Playboy (1972)
    * Lo statale (1972)
    * La marcia degli incazzati (1975)
    * L'inno del corpo sciolto (1979)
    * Pantheon (1980)
    * Mi piace la moglie di Paolo Conte (1981)
    * Playboy (1983)
    * Quanto t'ho amato (1992)
    * Quando penso a Berlusconi (1995)
    * E' tutto mio (1995)

    Discografia

    * 1972 - Il Cabaret di Roberto Benigni
    * Antologia
    * Benigni
    * Musicando
    * 1995 - Roberto Benigni
    * 1996 - Canzoni del tour 95/96
    * 2002 - Sanremo 2002 (singolo)
    * 2002 - Quanto t'ho amato
    * 2006 - In compagnia di Roberto Benigni

    Partecipazioni al festival di Sanremo

    * 1980: Pantheon
    * 1983: Via con me
    * 2002: Quanto t'ho amato

    Premi

    * Premio Oscar come Miglior attore protagonista nel 1999 per La vita è bella
    * BAFTA Award come Miglior attore protagonista 1999 per La vita è bella
    * Premio César come Miglior film straniero 1999 per La vita è bella

    Onorificenze

    Cavaliere di Gran Croce Ordine al Merito della Repubblica Italiana
    — Roma, 26 maggio 2005. Di iniziativa del Presidente della Repubblica.[3]

    Bibliografia

    * E l'alluce fu, 1996, Einaudi
    * Il Mio Dante, 2008, Einaudi


    Gli amici sono l'ingrediente fondamentale della felicità.....
    Il mio amico virtuale è diverso....
    egli non guarda nei miei occhi, egli vede il mio cuore!
    .....forse tu non sai ma quando mi parli,
    quando giochi con me.... quando mi ascolti, quando mi vuoi bene
    eserciti il nobile compito di un amico reale........

     
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    Il 28 novembre 2005 il Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi insignisce l’attore e regista Roberto Benigni dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana, nominandolo Cavaliere di Gran Croce.


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    *Riportiamo alcune righe tratte da un articolo del 28 novembre 2005:
    Poche ore fa il popolare attore e regista toscano ha ricevuto dalle mani del Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi, l’onorificienza di “Cavaliere di Gran Croce“, che è il primo fra gli Ordini Nazionali. L’occasione è stata la cerimonia di consegna a Roberto Benigni del Premio “Vittorio De Sica” 2001 (all’epoca non ritirato dal regista) attribuito a personalità di rilievo nel campo delle arti, della cultura e delle scienze.
    Il rigido cerimoniale non frena l’esuberanza di Benigni, che ha trasformato la cerimonia nel salone delle feste del Quirinale in un piccolo show con tanto di piroette.
    Si alza festante, accenna a un balletto, quindi un inchino e poi, giunto al cospetto di Carlo Azeglio Ciampi, si inginocchia davanti a lui, mentre il capo dello Stato lo veste con la fascia del cavalierato; respingendo divertito l’attacco finale, quando Benigni fa il gesto di insignire a sua volta il presidente della Repubblica. Nuovi applausi e risate, come raramente si puo’ assistere fra gli specchi e gli arazzi del Colle. Preso letteralmente d’assalto da fotografi, cameraman e giornalisti, il comico e regista toscano non delude: ”Ora sono pronto per diventare Presidente della Repubblica, mi farò chiamare Azeglio Benigni, ho già il programma pronto in tasca”. Benigni è comunque apparso visibilmente emozionato: ”Altro che show -ha detto il regista in riferimento al siparietto comico nel quale ha coinvolto un divertito Presidente della Repubblica- quella era solo una manifestazione di gioia, davvero non me l’aspettavo”.




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    dal web

    Ogni giorno è un foglio bianco
    su cui scrivere note di musica, note provenienti dal profondo dell'anima.
    Un foglio su cui soffiare, un sorriso per donargli vita.

    Ogni libro, ogni volume che vedi possiede un'anima.. l'anima di chi l'ha scritto e di coloro che l'hanno letto, di chi ha vissuto e di chi ha sognato grazie ad esso. Ogni volta che un libro cambia proprietario, ogni volta che un nuovo sguardo ne sfiora le pagine, il suo spirito acquista forza.
    ( Carlos Ruiz Zafón )

     
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    robertobenignifans.com/

    Un nuovo sito dedicata a Roberto Benigni. Con Foto, Video, Interviste etc.

    :-)!

    justanidea
     
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    Da Berlinguer a Dante, i 60 anni di Benigni
    Risate, poesia, scandali. E tanta leggerezza...


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    E' LA MIGLIORE incarnazione vivente di quella "leggerezza" autentica, filosofica, per nulla insostenibile, di cui parlò Italo Calvino nelle celebri Lezioni americane. E forse è per questa sua caratteristica, per quest'aura indefinibile e ricca di stupore di cui si circonda da sempre, che immaginare Roberto Benigni in procinto di compiere sessant'anni appare faticoso, quasi irrealistico. Ma è proprio questo che accade, sabato 27 ottobre: un compleanno e un traguardo di vita importanti, almeno sul piano simbolico. E anche un pretesto, per noi che da tempo seguiamo le sue gesta in tv, in teatro, al cinema, per fare un primo bilancio di una carriera in pieno svolgimento.
    E' LA MIGLIORE incarnazione vivente di quella "leggerezza" autentica, filosofica, per nulla insostenibile, di cui parlò Italo Calvino nelle celebri Lezioni americane. E forse è per questa sua caratteristica, per quest'aura indefinibile e ricca di stupore di cui si circonda da sempre, che immaginare Roberto Benigni in procinto di compiere sessant'anni appare faticoso, quasi irrealistico. Ma è proprio questo che accade, sabato 27 ottobre: un compleanno e un traguardo di vita importanti, almeno sul piano simbolico. E anche un pretesto, per noi che da tempo seguiamo le sue gesta in tv, in teatro, al cinema, per fare un primo bilancio di una carriera in pieno svolgimento.
    E' LA MIGLIORE incarnazione vivente di quella "leggerezza" autentica, filosofica, per nulla insostenibile, di cui parlò Italo Calvino nelle celebri Lezioni americane. E forse è per questa sua caratteristica, per quest'aura indefinibile e ricca di stupore di cui si circonda da sempre, che immaginare Roberto Benigni in procinto di compiere sessant'anni appare faticoso, quasi irrealistico. Ma è proprio questo che accade, sabato 27 ottobre: un compleanno e un traguardo di vita importanti, almeno sul piano simbolico. E anche un pretesto, per noi che da tempo seguiamo le sue gesta in tv, in teatro, al cinema, per fare un primo bilancio di una carriera in pieno svolgimento.
    L'uitima sorpresa. Cominciamo dalla fine. E cioè dalla notizia confermata questa settimana: il suo

    ritorno sul piccolo schermo 4, via RaiUno: una serata-evento programmata per il 17 dicembre, con protagonista la Costituzione. Un rientro alla grande, per il comico-artista che sul primo canale della televisione pubblica, alcuni anni fa, aveva fatto il picco di ascolti declamando Dante, in show andati in onda nel 2001, 2002 e 2007.

    Il cinema. Tra i film il primo a imporsi, se non altro per l'incetta di premi che ha conquistato (compresi i tre Oscar: migliore pellicola straniera, migliore attore, migliore colonna sonora di Nicola Piovani) è ovviamente La vita è bella: un inno all'amore e alla speranza, più forti perfino della tregedia dell'Olocausto, che ha commosso gli spettatori di mezzo mondo. Ma sono tanti, i momenti da grande schermo indimenticabili. La sfilata modello Giuditta del Piccolo Diavolo; gli strepitosi duetti col grande Massimo Troisi in Non ci resta che piangere; i dialoghi tra Dio e Marx in Il Papocchio di Renzo Arbore.;l'estetica del mafioso da ridere in Johhny Stecchino. E perfino nella sua opera cinematografica più grandiosa e contestata, Pinocchio, ci sono elementi da incorniciare: ad esempio, la strepitosa scenografia del Paese dei balocchi. Dopo, in sala, arroverà La tigre e la neve, poi più nulla. Peccato. Ultima performance in assoluto, quella in To Rome with love di Woody Allen: secondo molti, una delle poche cose decenti di un'opera da dimenticare.

    La tv. I momenti benigneschi da antologia, sul grande schermo, sono innumerevoli. E tutti talmente entrati nel nostro patrimonio nazional-popolare che elencarli appare in un esercizio inutile. Due i filoni principali. Il primo è quello più dissacrante: ad esempio il superbacio autenticamente appassionato, e lunghissimo, alla compagna di allora Olimpia Carlisi, sul palco di Sanremo 1980 (nello stesso festival in cui diede scandalo chiamando il Papa "wojtylaccio"; il bacio folle a Pippo Baudo, a Sanremo 2002; quello precedente a Silvio Berlusconi, ai Telegatti 1987; l'esibizione con Raffaella Carrà a Fantastico del 1991, con il famoso elenco di tutti i modi con cui indicare l'organo sessuale femminile. Il secondo filone invece è più politico: le mille gag su Berlusconi, ma anche la celebre intervista anti-Cavaliere rilasciata nel 2001 a Il fatto di Enzo Biagi, e che provocò l'editto bulgaro contro il giornalista ora scomparso.

    Il Roberto live. Solo chi ha visto almeno un suo spettacolo dal vivo - puramente comico, come il cult TuttoBenigni, o più impegnativo come come il recente TuttoDante - può capire quanto il nostro sessantenne sia un animale da palcoscenico. Capace di far sbellicare dalle risate, così come di far emozionare pensando all'amore del Poeta per Dio. Ma il più straordinario momento "dal vivo" del comico toscano, quello che meglio di tutti resiste nel tempo e descrive un'epoca, è la celebre scena avvenuta alla manifestazione dell Fgci per la pace che si svolse nel giugno 1983 sulla terrazza del Pincio, a Roma. Quella in cui lui prese in braccio Enrico Berlinguer. E del resto Berlinguer ti voglio bene, del 1977, diretta da Giuseppe Bertolucci, era stata la sua prima pellicola da protagonista: incontrarlo era scritto nel destino...

    La musica. Il Benigni cantante tende a scomparire, rispetto all'attore e mattatore che tutti conosciamo. Ma anche nel mondo delle note Roberto ha dimostrato grande talento. Pensiamo ad esempio alla sua versione di Via con me (It's Wonderful) di Paolo Conte, inserita nella colonna sonora di Tu mi turbi (1983). E poi ricantata nel 2010 nel programma tv - chiamato, appunto, Vieni via con me - di Fabio Fazio e Roberto Saviano, davanti a 8 milioni di spettatori. Su questo stesso palcoscenico tv fa anche il botto con la canzone che elenca le proprietà di Berlusconi. Exploit recenti, che vanno uniti a quelli antichi, storici, come il celebreInno del corpo sciolto (proposta live e in rv negli anni Ottanta, e rifatta sul piccolo schermo nel 2011 con Fiorello. Anche in ambito musicale, dunque, la ricetta è quella tipica del personaggio: leggerezza e dissacrazione, alto e basso, attualità politica e sogno. Un mix unico.



    repubblica.it

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    Questa è una storia semplice, eppure non è facile raccontarla,
    come in una favola c'è dolore,
    e come una favola, è piena di meraviglia e di felicità.
    (Giosuè adulto)


    LA VITA E' BELLA


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    Lingua originale italiano, inglese, tedesco
    Paese di produzione Italia
    Anno 1997
    Durata 120 min
    107 min (versione ridotta)
    Colore colore
    Audio sonoro
    Rapporto 1,85:1
    Genere commedia, drammatico
    Regia Roberto Benigni
    Soggetto Roberto Benigni, Vincenzo Cerami
    Sceneggiatura Roberto Benigni, Vincenzo Cerami
    Produttore Elda Ferri, Gianluigi Braschi
    Casa di produzione Cecchi Gori Group, Melampo Cinematografica
    Distribuzione (Italia) Cecchi Gori Distribuzione
    Fotografia Tonino Delli Colli
    Montaggio Simona Paggi
    Effetti speciali Giovanni Corridori
    Musiche Nicola Piovani
    Scenografia Danilo Donati
    Costumi Gaelle Allen

    Interpreti e personaggi

    Roberto Benigni: Guido Orefice
    Nicoletta Braschi: Dora
    Giorgio Cantarini: Giosuè Orefice
    Giustino Durano: Eliseo Orefice
    Horst Buchholz: dottor Lessing
    Amerigo Fontani: Rodolfo
    Sergio Bustric: Ferruccio Papini
    Lydia Alfonsi: signora Guicciardini
    Pietro De Silva: Bartolomeo
    Marisa Paredes: madre di Dora
    Andrea Nardi: tappezziere
    Giuliana Lojodice: direttrice
    Francesco Guzzo: Vittorino
    Gina Rovere: governante di Dora
    Gil Baroni: prefetto
    Omero Antonutti: voce introduzione

    Riconoscimenti

    1999 - Premio Oscar
    Miglior film straniero a Roberto Benigni
    Miglior attore protagonista a Roberto Benigni
    Miglior colonna sonora a Nicola Piovani

    1998 - Premio BAFTA
    Miglior attore protagonista a Roberto Benigni


    Il titolo del film è tratto da una frase del testamento di Lev Trotsky. La frase intera è:
    « La vita è bella. Possano le generazioni future liberarla da ogni male, oppressione e violenza e goderla in tutto il suo splendore. »




    TRAMA


    Guido Orefice (Benigni) è un giovane ebreo che si trasferisce in quel di Arezzo per lavorare come cameriere in un albergo dove è già impiegato suo zio Eliseo (Durano). Durante il viaggio Guido incontra Dora (Braschi), una maestra elementare di cui si innamora a prima vista e che trasformerà nella sua “Principessa”. L’esuberanza di Guido gli creerà qualche problema in città e sul lavoro, specialmente con i militari fascisti tra cui c’è il borioso Rodolfo (Fontani), che Guido scoprirà in seguito essere il fidanzato di Dora. Questo non fermerà Guido che dopo una corte serrata riuscirà a conquistare la sua “Principessa” e a sposarla. nascerà così il piccolo Giosuè (Cantarini) la cui infanzia coinciderà purtroppo con l’entrata in vigore delle vergognose “Leggi razziali fasciste”, provvedimenti che porteranno Guido e la sua famiglia in un lager nazista. Sarà qui che Guido cercherà in tutti modi di proteggere il figlio dal tragico orrore che li circonda, trasformando la deportazione e la prigionia in un sorta di avventuroso gioco a premi. (cineblog.it)

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    Guido spiega a modo suo al figlio Giosuè un cartello affisso sulla vetrina di un negozio:

    Giosuè: Perché i cani e gli ebrei non possono entrare babbo?
    Guido: Eh, loro gli ebrei e i cani non ce li vogliono. Eh, ognuno fa quello che gli pare Giosuè, eh. Là c’è un negozio, là, c’è un ferramenta no, loro per esempio non fanno entrare gli spagnoli e i cavalli eh, eh… e coso là, c’è un farmacista no: ieri ero con un mio amico, un cinese che c’ha un canguro, dico “Si può entrare?”, dice “No, qui i cinesi e i canguri non ce li vogliamo”. Eh, gli sono antipatici oh, che ti devo dire oh?!
    Giosuè: Ma noi in libreria facciamo entrare tutti.
    Guido: No, da domani ce lo scriviamo anche noi, guarda! Chi ti è antipatico a te?
    Giosuè: I ragni. E a te?
    Guido: A me… i visigoti! E da domani ce lo scriviamo: “Vietato l’ingresso ai ragni e ai visigoti”. Oh! E mi hanno rotto le scatole ’sti visigoti, basta eh!

    RECENSIONE


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    Fin dove può arrivare l’amore di un padre, che deve a tutti i costi nascondere il dolore delle atrocità di una realtà circostante ostile e oltremodo pericolosa? Ce lo racconta Roberto Benigni, splendidamente ispirato, dopo il flop de “Il mostro” (1994), con “La vita è bella”, pellicola del 1997, attraverso cui, l’attore/regista descrive in maniera del tutto originale la tragedia dell’Olocausto, oltremodo sfruttata dal cinema, rievocando in parte la sua esperienza di figlio di un ex deportato.
    È una fiaba dai risvolti a volte comici, e per questo da alcuni duramente criticata, quella che vede per protagonista l’ebreo toscano Giulio Orefice, cameriere poeta, che viene deportato in un campo di concentramento con il figlioletto Giosuè, nato dall’amore con la maestrina Dora, che nonostante non sia ebrea, decide di seguirli. È così che, a partire da questa semplice vicenda comune a tante altre, che Benigni, qui anche in veste di sceneggiatore insieme a Vincenzo Cerami, costruisce un impianto narrativo commovente, senza scadere nel facile e patetico pietismo, che lascia sullo sfondo gli orrori della guerra e pone come tema portante la grande fantasia messa a punto da un genitore disperato che deve a tutti i costi camuffare un vissuto insostenibile per evitare che il proprio bambino venga distrutto dal terrore. Nonostante alcune pecche della pellicola, prima tra tutte la facile retorica, “La vita è bella” è un inno ai sentimenti veri e puri, quelli ispirati dall’affetto famigliare e dall’amore che supera la diversità e le distanze, ottimamente espresso da Benigni e dalla Braschi (coppia perfetta sul set e nella vita). La prigionia diventa un gioco a premi, così come la guerra è un gioco folle, indispensabile da giocare per sopravvivere, nonostante le difficoltà del percorso perché in fondo ‘la vita è bella’ anche laddove sembra non esserci speranza e l’unica flebile luce è quella rappresentata dall’affetto dei propri cari. Meritati i tre Oscar (sette sono state le candidature), andati nel 1999 alla Miglior Colonna Sonora di Nicola Piovani, al Miglior Film Straniero e al Miglior Attore Protagonista, oltre ai cinque Nastri d’Argento, i nove David di Donatello e il Gran Premio della Giuria al 51° Festival di Cannes.
    (Salvatore Buellis, ecodelcinema.it)

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    Riconoscimenti [modifica]

    1999 - Premio Oscar
    Miglior film straniero a Roberto Benigni
    Miglior attore protagonista a Roberto Benigni
    Miglior colonna sonora a Nicola Piovani
    Nomination Miglior film a Elda Ferri e Gianluigi Braschi
    Nomination Migliore regia a Roberto Benigni
    Nomination Migliore sceneggiatura originale a Roberto Benigni e Vincenzo Cerami
    Nomination Miglior montaggio a Simona Paggi
    1998 - Premio BAFTA
    Miglior attore protagonista a Roberto Benigni
    Nomination Miglior film non in lingua inglese a Roberto Benigni, Elda Ferri e Gianluigi Braschi
    Nomination Migliore sceneggiatura originale a Roberto Benigni e Vincenzo Cerami
    1998 - David di Donatello
    Miglior film
    Migliore regia a Roberto Benigni
    Miglior attore protagonista a Roberto Benigni
    Migliore sceneggiatura a Roberto Benigni e Vincenzo Cerami
    Miglior produttore a Elda Ferri e Gianluigi Braschi
    Migliore scenografia a Danilo Donati
    Migliore fotografia a Tonino Delli Colli
    Migliori costumi a Danilo Donati
    Nomination Miglior sonoro a Tullio Morganti
    Nomination Miglior colonna sonora a Nicola Piovani
    1999 - Premio César
    Miglior film straniero a Roberto Benigni
    1999 - Las Vegas Film Critics Society Award
    Miglior film straniero
    Migliore regia a Roberto Benigni
    Miglior attore protagonista a Roberto Benigni
    1999 - Premio Lumière
    Miglior film straniero a Roberto Benigni
    1999 - Directors Guild of America
    Nomination DGA Award a Roberto Benigni
    1998 - European Film Award
    Miglior film a Gianluigi Braschi e Elda Ferri
    Miglior attore protagonista a Roberto Benigni
    2000 - Premio Goya
    Miglior film europeo
    1999 - Screen Actors Guild Award
    Miglior attore protagonista a Roberto Benigni
    Nomination Miglior cast
    1999 - Chicago Film Critics Association Award
    Miglior film straniero
    Nomination Miglior film
    Nomination Miglior attore protagonista a Roberto Benigni
    1999 - Critics' Choice Movie Award
    Miglior film straniero
    Nomination Miglior film
    1999 - Kansas City Film Critics Circle Award
    Miglior film straniero
    1998 - Festival di Cannes
    Grand Prix Speciale della Giuria a Roberto Benigni
    Nomination Palma d'Oro a Roberto Benigni
    1998 - Nastro d'argento
    Migliore regia a Roberto Benigni
    Miglior attore protagonista a Roberto Benigni
    Miglior attore non protagonista a Giustino Durano
    Miglior soggetto originale a Roberto Benigni e Vincenzo Cerami
    Migliore sceneggiatura a Roberto Benigni e Vincenzo Cerami
    1999 - Satellite Award
    Nomination Miglior film straniero a Roberto Benigni
    1998 - Ciak d'oro
    Ciak d'oro al miglior film - La vita è bella
    Ciak d'oro alla miglior regia - Roberto Benigni
    Ciak d'oro al miglior attore protagonista - Roberto Benigni
    2000 - Awards of the Japanese Academy
    Miglior film straniero
    1998 - AFI Fest
    Miglior film a Roberto Benigni
    Nomination Gran Premio della Giuria a Roberto Benigni
    1999 - Amanda Award
    Nomination Miglior film straniero a Roberto Benigni
    1999 - National Board of Review Award
    Migliori dieci film stranieri
    Premio Speciale a Roberto Benigni (Per la regia)
    1999 - American Comedy Award
    Attore protagonista più divertente a Roberto Benigni
    1998 - Athens International Film Festival
    Premio del Pubblico a Roberto Benigni
    1999 - Australian Film Institute
    Miglior film straniero a Roberto Benigni e Arnon Milchan
    2000 - Blue Ribbon Award
    Miglior film straniero a Roberto Benigni
    1999 - British Independent Film Award
    Nomination Miglior film straniero
    1999 - Chlotrudis Award
    Migliore regia a Roberto Benigni
    Nomination Miglior film
    Nomination Miglior attore protagonista a Roberto Benigni
    Nomination Migliore sceneggiatura a Roberto Benigni e Vincenzo Cerami
    2000 - Cinema Writers Circle Award
    Miglior film straniero
    1999 - Czech Lions
    Miglior film straniero a Roberto Benigni
    1999 - Film Critics Circle of Australia Award
    Nomination Miglior film straniero
    1999 - Florida Film Critics Circle Award
    Miglior film straniero
    1999 - French Syndicate of Cinema Critics
    Miglior film straniero a Roberto Benigni
    1998 - Ft. Lauderdale International Film Festival
    Miglior film a Roberto Benigni
    Migliore regia a Roberto Benigni
    Miglior attore protagonista a Roberto Benigni
    1999 - German Film Award
    Miglior film straniero a Roberto Benigni
    2000 - Grammy Award
    Nomination Miglior colonna sonora a Nicola Piovani
    1999 - Guild of German Art House Cinemas
    Miglior film straniero a Roberto Benigni
    1999 - Harry Award
    Nomination Harry Award
    1999 - Montréal World Film Festival
    Premio del Pubblico a Roberto Benigni
    1999 - Online Film Critics Society Award
    Miglior film straniero
    Nomination Miglior film
    1999 - PGA Award
    Nomination Migliori produttori dell'anno a Elda Ferri e Gianluigi Braschi
    1999 - Palm Springs International Film Festival
    Premio del Pubblico a Roberto Benigni
    2000 - Robert Festival
    Miglior film straniero a Roberto Benigni
    1999 - San Diego Film Critics Society Award
    Miglior film straniero a Roberto Benigni
    1999 - Southeastern Film Critics Association Award
    Miglior film straniero
    1998 - Toronto International Film Festival
    Premio del Pubblico a Roberto Benigni
    1998 - Vancouver International Film Festival
    Film più Popolare a Roberto Benigni
    1998 - Warsaw International Film Festival
    Premio del Pubblico a Roberto Benigni
    1998 - Jerusalem Film Festival
    The Jewish Experience - Best Feature: La vita è bella di Roberto Benigni

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